giovedì 17 aprile 2014

Finanziamenti UE: una guida per tutti (imprese, giovani, associazioni, enti pubblici, ricercatori)

A cosa serve il bilancio dell'UE?

Finanzia le azioni che i paesi membri non possono finanziare da soli o che è possibile finanziare a costi inferiori riunendo le risorse. Il bilancio è adottato seguendo una procedura democratica: è preparato dalla Commissione europea (l'organo esecutivo dell'UE), viene poi discusso e approvato dal Consiglio dell'UE (che rappresenta i paesi membri, compresa l'Italia) e dal Parlamento europeo (dove 73 deputati eletti democraticamente rappresentano l'Italia).
Una volta adottato, il bilancio è gestito congiuntamente dai paesi membri dell'UE e dalla Commissione o direttamente dalla Commissione.
Nella pratica, l'80% del bilancio dell'UE è gestito dalle amministrazioni nazionali o regionali.
Mediante sovvenzioni, prestiti e altre forme di finanziamento, il bilancio UE fornisce sostegno finanziario a centinaia di migliaia di beneficiari, fra cui studenti, scienziati, ONG, PMI, città e regioni, solo per citare alcuni esempi.

Da dove provengono i fondi?

Il bilancio dell'UE è finanziato in larga misura dalle "risorse proprie", che hanno tre fonti:
1) i dazi doganali sulle importazioni provenienti dai paesi extra UE e i contributi nel settore dello zucchero;
2) una piccola parte dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) applicata nell'UE;
3) i contributi di ogni paese membro, direttamente proporzionali alla sua quota di reddito nazionale lordo (RNL) dell'UE, che sono la principale fonte di entrate per il bilancio dell'UE (76% nel 2012).
Gli Stati membri dell'UE hanno adottato questo sistema all'unanimità per un periodo di sette anni e i parlamenti nazionali hanno ratificato questa decisione. Tra le altre fonti di entrate figurano le tasse sugli stipendi del personale dell'UE, le sanzioni imposte alle imprese che non hanno rispettato le norme della concorrenza e gli interessi bancari. Non esiste un'imposta diretta europea. Sono i paesi membri che controllano i rispettivi sistemi fiscali.

Dove vengono destinati i fondi?

Il 94% dei fondi dell'UE finanzia le varie politiche dell'Unione europea e in larga misura ritornano agli Stati membri. Il 6% circa del bilancio finanzia il funzionamento delle istituzioni dell'UE.

Il quadro finanziario pluriennale dell'UE 2014-2020 in sintesi

Il bilancio dell'UE è adottato ogni anno, ma deve essere definito entro i limiti del quadro finanziario pluriennale (QFP). Il QFP è un programma di spesa che fissa gli importi massimi annui che l'UE può spendere in diversi settori di attività in un determinato periodo (di solito sette anni). Quindi getta le basi per le priorità politiche dell'UE per sette anni.
Per il periodo di finanziamento 2014-2020, l'UE intende realizzare gli obiettivi della strategia di crescita Europa 2020, concentrandosi su ciò di cui l'Europa ha bisogno per superare la crisi economica e finanziaria e sui settori in cui può veramente fare la differenza.
Gli elementi chiave del QFP 2014-2020 sono:
- crescita, occupazione e competitività in primo piano, con un aumento degli investimenti a favore di istruzione e ricerca e un nuovo fondo per il meccanismo per collegare l'Europa con l'obiettivo di rilanciare i progetti infrastrutturali su scala europea per i trasporti, l'energia e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
- maggiore qualità della spesa semplificando le regole per i fondi UE, dando la priorità agli investimenti che producono risultati tangibili e sospendendo i finanziamenti se un paese non attua rigorose politiche economiche e fiscali;
- riforma della politica agricola comune per un'agricoltura europea più competitiva e rispettosa dell'ambiente;
- lotta ai cambiamenti climatici quale componente fondamentale di tutte le principali politiche dell'UE, obiettivo al quale sarà devoluto il 20% del QFP per il 2014-2020;
- solidarietà con le regioni e i paesi più poveri dell'UE, che riceveranno la quota più elevata dei finanziamenti regionali, e creazione di un nuovo fondo per l'occupazione giovanile;
- riduzione della crescita della spesa amministrativa grazie ai tagli al personale delle istituzioni europee.

L'Italia nella UE

Agricoltura e sviluppo rurale
L'Italia è uno dei più grandi produttori agricoli dell'UE ed è quindi anche uno dei principali beneficiari di finanziamenti europei per l'agricoltura. La PAC sostiene gli agricoltori e promuove prodotti alimentari sani e buoni, ma protegge anche l'ambiente e stimola le economie rurali.

Politica regionale
La politica regionale, il cui obiettivo è ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali fra le regioni europee, investe in progetti a favore di creazione di posti di lavoro, competitività, crescita economica, migliore qualità della vita e sviluppo sostenibile.

Ricerca
La ricerca e l'innovazione sono fra le priorità assolute dell'agenda dell'UE per la crescita e l'occupazione e sono essenziali anche per far fronte ai problemi più pressanti di oggi: energia, sicurezza alimentare, cambiamenti climatici e invecchiamento della popolazione.

Collegamento

http://ec.europa.eu/budget/mycountry

Per scaricare gratuitamente la Guida per principianti sui finanziamenti UE, visita il sito di AGEVOFACILE:

http://www.agevo-facile.it/finanziamentiue_24.html

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