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domenica 18 gennaio 2015

Europa Creativa finanzia, anche nel 2015, progetti di operatori culturali e creativi europei

Europa Creativa - Finale Ligure - Foto di Alberto Cardino

Il programma a gestione diretta della Commissione Europea denominato "Europa Creativa" ha avuto inizio con gli inviti a presentare proposte pubblicati nel 2014. Con una disponibilità complessiva, per il periodo di programmazione 2014-2020, pari a quasi 1,5 milioni di euroEuropa Creativa raggruppa due sotto-programmi - "Cultura" e "Media" - che corrispondono agli omonimi programmi autonomi della passata programmazione, e una sezione "trasversale" che include il nuovo Strumento di Garanzia per i settori culturali e creativi, gestito dal Fondo Europeo per gli Investimenti, la cooperazione transnazionale e l'organizzazione dei "punti di contatto" Europa Creativa, presenti in tutti i Paesi partecipanti al programma.
Per l'anno 2015, sono partite diverse misure di finanziamento in forma di bandi rivolti a varie tipologie di operatori dei settori culturali e creativi. Tali avvisi pubblici, riconducibili ciascuno ad uno dei due sotto-programmi di Europa Creativa - Cultura e Media - prevedono scadenze differenziate e riguardano svariati temi, dalla traduzione letteraria alla programmazione cinematografica e televisiva delle opere audiovisive, tramite progetti singoli o in piattaforma, con l'obiettivo di facilitare l'accesso al mercato degli artisti e creatori europei.
I beneficiari dei bandi di Europa Creativa riceveranno un contributo a fondo perduto pari, al massimo, all'80% dei costi totali.

Sommario

1. Introduzione a Europa Creativa
 1.1. Definizioni
 1.2. Obiettivi
 1.3. Riferimenti strategici
 1.4. Struttura del programma
  1.4.1. Media
   1.4.1.1. Priorità
   1.4.1.2. Attività finanziate
  1.4.2. Cultura
   1.4.2.1. Priorità
   1.4.2.2. Attività finanziate
  1.4.3. Sezione transettoriale
   1.4.3.1. Strumento di garanzia per i settori culturali e creativi
   1.4.3.2. Cooperazione politica transnazionale
   1.4.3.3. Punti di contatto Europa Creativa
 1.5. Attuazione di Europa Creativa
 1.6. Risorse disponibili
 1.7. Fonti di documentazione
2. Media - Bando Accesso ai mercati - EAC/S29/2014
 2.1. Scadenza
 2.2. Risorse disponibili
 2.3. Obiettivi
 2.4. Candidati
 2.5. Attività ammissibili
 2.6. Durata del progetto
 2.7. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 2.8. Linee guida e modulistica
3. Cultura - Bando Traduzione letteraria - EACEA 46/2014
 3.1. Scadenza
 3.2. Risorse disponibili
 3.3. Obiettivi
 3.4. Candidati
 3.5. Attività ammissibili
 3.6. Durata del progetto
 3.7. Opere letterarie ammissibili
 3.8. Opere non ammissibili
 3.9. Spese ammissibili
 3.10. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 3.11. Priorità
 3.12. Linee guida e modulistica
4. Media - Pacchetti di progetti (Slate Funding) - EACEA 18/2014
 4.1. Scadenza
 4.2. Risorse disponibili
 4.3. Obiettivi
 4.4. Candidati
 4.5. Attività ammissibili
 4.6. Durata del progetto
 4.7. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 4.8. Criteri di priorità
 4.9. Linee guida e modulistica
5. Cultura - Piattaforme europee - EACEA 47/2014
 5.1. Scadenza
 5.2. Risorse disponibili
 5.3. Obiettivi
 5.4. Candidati
 5.5. Attività ammissibili
 5.6. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 5.7. Linee guida e modulistica
6. Media - Singoli progetti - EACEA 17/2014
 6.1. Scadenza
 6.2. Risorse disponibili
 6.3. Obiettivi
 6.4. Candidati
 6.5. Attività ammissibili
 6.6. Durata del progetto
 6.7. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 6.8. Criteri di priorità
 6.9. Linee guida e modulistica
7. Media - Sistema "Cinema Automatic" - EACEA/27/2014
 7.1. Scadenza
 7.2. Risorse disponibili
 7.3. Obiettivi
 7.4. Candidati
 7.5. Attività ammissibili
 7.6. Termini del progetto
 7.7. Durata del progetto
 7.8. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 7.9. Linee guida e modulistica
8. Media - Programmazione televisiva di opere audiovisive - EACEA 24/2014
 8.1. Scadenza
 8.2. Risorse disponibili
 8.3. Candidati
 8.4. Oggetto di sovvenzione
 8.5. Condizioni di partecipazione
 8.6. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 8.7. Criteri di priorità
 8.8. Linee guida e modulistica

venerdì 28 novembre 2014

Invito COSME 2014 per operatori pubblici e privati della filiera turistica europea

Offerta turistica europea per gli anziani - Fonte Commissione UE

La Commissione Europea ha promosso, nell'ambito del programma pluriennale per la competitività delle PMI (COSME 2014-2020), un Invito a presentare proposte miranti ad incrementare i flussi turistici all'interno dell'Unione, con particolare attenzione a due specifici target dell'offerta turistica, gli anziani e i giovani, ed ai periodi di media e bassa stagione turistica.
I candidati, soggetti pubblici e/o privati riconducibili alla filiera del turismo od alle politiche a beneficio di anziani o giovani, devono formare - al fine della presentazione della domanda - un partenariato transfrontaliero (almeno 4 soggetti provenienti da almeno 4 Paesi diversi) che includa obbligatoriamente (almeno in termini di supporto) una autorità pubblica di governo, una organizzazione attiva con i giovani o gli anziani ed una PMI turistica (o associazione di PMI turistiche).
E' previsto un contributo fino al 75% della spesa ammissibile, per un importo non superiore ad Euro 250.000. Le azioni progettuali devono essere focalizzate sulla sperimentazione di nuove idee o di idee già sviluppate in un Paese e replicabili in tutta Europa, con l'obiettivo di estendere la stagione turistica a beneficio delle suddette due categorie di utenza turistica.
La Commissione auspica di riuscire a co-finanziare un limitato numero di progetti, nell'ordine di 8-10.

Scadenza per la presentazione delle domande: 15 Gennaio 2015

Sommario

1. Riferimenti
2. Obiettivi
3. Destinatari ultimi
4. Progetti ammissibili
    4.1. Target: ANZIANI ("Linea A")
    4.2. Target: GIOVANI ("Linea B")
5. Scadenze
6. Risorse disponibili
7. Paesi ammissibili
8. Candidati ammissibili
9. Soggetti proponenti
10. Spese ammissibili
    10.1. Costi direttamente collegati con il progetto
    10.2. Spese generali (indirette)
11. Durata del progetto
12. Tipologia ed entità dell'agevolazione
13. Regole e modalità di erogazione del contributo
14. Collegamenti
15. Altre fonti

giovedì 5 giugno 2014

Ricerca e sviluppo, infrastrutture e occupazione: la Banca Europea degli Investimenti si impegna a finanziare le imprese e i giovani italiani



Con gli accordi firmati oggi dalla Banca Europea degli Investimenti, dal Ministero dell'Economia e dal Ministero dello Sviluppo Economico, è istituito un nuovo fondo da 500 milioni di euro per progetti in ricerca e sviluppo delle piccole e medie imprese e delle imprese a media capitalizzazione (Mid-Cap).
Si prevede, inoltre, il sostegno della banca alla realizzazione di infrastrutture ed alla promozione del credito a studenti universitari e dell’occupazione giovanile.

venerdì 16 maggio 2014

Connecting Europe Facility: con il programma CEF 2014-2020 la Commissione UE punta a connettere davvero l'Europa

Copertina CEF Connecting Europe Facility


Indice

Intro
1. CEF Transport
2. CEF Energy
Invito a presentare proposte 2014
3. CEF Telecom
Invito a presentare proposte 2014 - Europeana
Invito a presentare proposte 2014 - Safer Internet
4. Riferimenti normativi
5. Collegamenti


Intro

Il programma europeo Connecting Europe Facility (CEF) finanzia progetti che hanno l'obiettivo di completare i collegamenti mancanti in Europa nelle infrastrutture dell'energia, dei trasporti e del digitale. Lo scopo del programma consiste nel promuovere una economia più "verde" incentivando le modalità di trasporto meno inquinanti, i collegamenti a banda larga ad alta velocità e l'utilizzo delle energie rinnovabili, in linea con la strategia Europa 2020.
Il completamento delle reti energetiche determinerà, inoltre, una ulteriore integrazione del mercato interno dell'energia, riducendo la dipendenza energetica dell'UE e rafforzando la sicurezza dell'approvvigionamento.
Puntando su reti intelligenti, sostenibili e interconnesse, CEF contribuirà significativamente a completare il mercato unico europeo.
Il programma CEF presenta, poi, la peculiarità di mobilitare efficacemente i finanziamenti privati attraverso l'utilizzo di strumenti innovativi come la garanzia e i project bond: sarà, quindi, rilanciato il mercato delle obbligazioni consentendo ai promotori dei singoli progetti infrastrutturali di attrarre prestiti obbligazionari di lunga durata.

venerdì 9 maggio 2014

ESIF: la nuova sigla unitaria dei Fondi strutturali per lo sviluppo dei territori europei

Glossario della Programmazione 2014-2020: Fondi ESIF


Indice:

1. Lo sviluppo è uno: nuova sinergia fra i fondi strutturali
2. Regolamenti riguardanti i fondi strutturali e di investimento europei
3. Accordi di Partenariato
4. Programmi Operativi
5. Aggiornamento 8 Maggio 2014
6. Codice di condotta europeo per il partenariato
7. I Fondi ESIF nel dettaglio:
7.1. Fondo Europeo di Sviluppo Regionale
7.2. Fondo Sociale Europeo
7.3. Fondo di Coesione
7.4. Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale
7.5. Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca 


1.Lo sviluppo è uno: nuova sinergia fra i fondi strutturali

La principale novità del periodo di programmazione 2014-2020 è rappresentata dall'approccio unitario fra i diversi settori di attività in tema di finanziamenti per lo sviluppo regionale e per la coesione. Un corpus unico di regole disciplina, infatti, i cinque "fondi strutturali e di investimento" (in Inglese, European Structural and Investment Funds - ESIF) dell'UE:
  • Fondo europeo di sviluppo regionale - FESR (in Inglese, European Regional Devolopment Fund - ERDF)
  • Fondo sociale europeo - FSE (in Inglese, European Social Fund - ESF)
  • Fondo di coesione - FC (in Inglese, Cohesion Fund - CF)
  • Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale - FEASR (in Inglese, European Agricultural Fund for Rural Development - EAFRD)
  • Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca - FEAMP (European Maritime & Fisheries Fund - EMFF).

mercoledì 23 aprile 2014

Approvato dal CIPE l'Accordo di Partenariato per l'utilizzo dei fondi strutturali europei 2014-2020



Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) ha approvato, nella seduta del 18 Aprile 2014, la proposta di Accordo di partenariato relativo alla programmazione dei Fondi strutturali e di investimento europei per il periodo 2014-2020, autorizzando contestualmente il competente Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio, a trasmetterlo alla Commissione europea per l’avvio del negoziato formale.
L’Accordo è frutto di un complesso processo di consultazione allargata a Ministeri, Regioni, Enti locali e partenariato economico sociale e dell’interlocuzione informale avviata con la Commissione europea.
Lo schema di Accordo prevede risorse a carico dei citati Fondi strutturali per oltre 41,5 miliardi di euro, di cui:

  • 21,2 miliardi per il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR), 
  • 9,9 miliardi di euro per il Fondo sociale europeo (FSE), 
  • 10,4 miliardi per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), cui si aggiungeranno le risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) la cui quantificazione sarà definita con il relativo regolamento comunitario di prossima approvazione. 
A tali risorse comunitarie si aggiungerà il relativo cofinanziamento nazionale, che sarà definito in sede di programmazione operativa. Nell’Accordo sono previsti 11 obiettivi tematici focalizzati particolarmente su ricerca e innovazione, sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e fonti rinnovabili, istruzione, trasporti, occupazione e inclusione sociale. 

giovedì 3 aprile 2014

Panorama inforegio: numero tematico sulla Politica di Coesione 2014-2020 (slideshare)


Panorama inforegio: thematic edition on Cohesion policy 2014-2020 from Alberto Cardino - AGEVOFACILE


Il tema principale dell’edizione invernale della rivista Panorama è la riforma della politica di coesione 2014-2020 e l’analisi in dettaglio dei cambiamenti che ne derivano per tutte le parti coinvolte. In un’intervista esclusiva, il presidente della Commissione europea Barroso sottolinea in che modo la politica di coesione agevolerà la crescita e l’aumento di posti di lavoro e contribuirà a raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020.
Anche i nostri lettori hanno dato il proprio contributo al dibattito nella rubrica «Con parole proprie» in cui i rappresentanti degli Stati membri, delle regioni e delle associazioni di tutta Europa hanno condiviso le proprie idee sulla riforma e le speranze per il nuovo periodo di finanziamento.
In altri articoli di questo numero vengono delineati i punti chiave della riforma e le tematiche prioritarie; viene descritto il processo di approvazione del budget dal punto di vista del Parlamento europeo; vengono fornite informazioni su come richiedere gli aiuti e viene presentata un’analisi delle strategie di comunicazione e degli obblighi. La rivista contiene, inoltre, la consueta selezione di notizie e approfondimenti su progetti specifici da tutta l’UE.

Link:

http://ec.europa.eu/regional_policy/information/panorama/index_it.cfm

venerdì 21 marzo 2014

Il FEI punta a sostenere PMI e start-up con garanzie e venture capital




Accanto alla BEI, il Fondo Europeo degli 
Investimenti (FEI) si prepara a destinare ulteriori risorse, nell'ambito della nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020, al sostegno delle piccole e medie imprese europee per il tramite degli istituti di credito. La tradizionale agevolazione in forma di garanzia sara' accompagnata da nuovi strumenti di venture capital e risk sharing. 

Fonte: intervista al nuovo chief executive  del FEI sul Sole 24 Ore del 21 Marzo 2014.

Accordo di partenariato: l'Italia deve consegnare la versione definitiva entro il 22 Aprile 2014

Inforegio: EU Regional Policy - News: Inforegio: EU Regional Policy - News

martedì 4 febbraio 2014

Presentazione PSR 2014-2020 dell'Emilia-Romagna: sintesi nuova programmazione, documento strategico, video integrale



Video integrale del convegno

La Regione Emilia-Romagna ha chiamato a raccolta il mondo agricolo lo scorso lunedì 27 gennaio a Bologna per discutere il nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020, con la presentazione della bozza di documento strategico in vista della stesura di quello conclusivo, che dovrà essere inviato a Bruxelles.

giovedì 19 dicembre 2013

Europa Creativa, si parte! Pubblicati i primi bandi 2014 del programma della Commissione Europea per la cultura


Sul sito della Commissione Europea sono stati pubblicati i primi Inviti a presentare candidature per ottenere i finanziamenti del programma Europa Creativa: per il 2014 sono disponibili 170 milioni di euro.
Le organizzazioni culturali e creative che nel 2014 intendono presentare domanda possono cominciare fin da oggi a prepararla.

[A tal fine, possono rivolgersi ad Agevofacile]

I singoli individui non possono chiedere direttamente una sovvenzione, ma devono contattare organizzazioni del settore (associazioni culturali, festival, teatri, distributori cinematografici ecc.) affinché queste presentino la domanda oppure rivolgersi al Desk Europa Creativa nazionale.

Il programma Europa Creativa, che disporrà di un bilancio complessivo di 1,46 miliardi di euro per i prossimi sette anni, sosterrà artisti, professionisti della cultura e organizzazioni culturali in settori quali le arti dello spettacolo, le belle arti, l'editoria, il cinema, la televisione, la musica, i videogiochi, le arti interdisciplinari, il patrimonio culturale e i videogiochi, permettendo loro di operare in altri Paesi e di sviluppare le abilità necessarie nell'era digitale. Aumentando la visibilità delle opere culturali europee in altri paesi, promuoverà inoltre la diversità culturale e linguistica.

Oltre ai sottoprogrammi Cultura e MEDIA, Europa Creativa comprenderà una sezione transettoriale intesa a sostenere la cooperazione nelle politiche, misure trasversali e un nuovo strumento di garanzia finanziaria, che consentirà alle piccole e medie imprese dei settori culturali e creativi di accedere a prestiti bancari fino a 750 milioni di euro. Lo strumento sarà operativo a partire dal 2016.

Si propone di seguito un elenco (in lingua inglese) dei bandi già aperti, con la relativa data di scadenza e con il link al sito ufficiale:

Culture Sub-programme
EAC/S16/2013

Deadline for submission
Wednesday 5 March 2014

EAC/S17/2013

Deadline for submission
Wednesday 19 March 2014

EAC/S18/2013
Deadline for submission
Wednesday 19 March 2014

EAC/S19/2013
Deadline for submission
Wednesday 12 March 2014


MEDIA Sub-programme


Deadline for submission
Single project
  • 1st deadline: 28 February 2014
  • 2nd deadline: 6 June 2014
Slate Funding: 28 March 2014
Video Games: 28 March 2014

Deadline for submission
  • 28/02/2014
  • 13/06/2014

Deadline for submission
  • 28/02/2014
  • 02/07/2014

Deadline for submission
  • 28/02/2014 for activities starting between01/05/14 and 31/10/14;
  • 04/07/2014 for activities starting between01/11/14 and 30/04/15.


Deadline for submission: 28 March 2014

Deadline for submission: 6 June 2014

Deadline for submission: 7 March 2014

Deadlines for submission
  • Generation: 30/04/2014
  • Reinvestement: 31/07/2015

Deadlines for submission
  • Generation: 18/06/2014
  • Reinvestment: 01/03/2016

Deadline for submission: 27 June 2014

Deadline for submission: 23 March 2014

Deadline for submission: 21 March 2014


Tutti gli Inviti di volta in volta aperti, le guide e la documentazione necessaria alla presentazione delle candidature sono disponibili sull'apposita pagina (in Inglese) del sito di Europa Creativa

La principale fonte del presente articolo è costituita dalla press release della Commissione Europea IP/13/1238 del 11/12/2013

RIPRODUZIONE RISERVATA



mercoledì 18 dicembre 2013

Nuova PAC: il Consiglio dell'UE approva definitivamente la riforma per il periodo 2014-2020


Il 16 Dicembre 2013 il Consiglio dell'UE ha adottato il pacchetto di riforma della Politica Agricola Comune (PAC), già approvato in prima lettura dal Parlamento europeo.
La riforma stabilisce le nuove regole per la PAC nel periodo 2014-2020, al fine di dotare il settore agricolo europeo degli strumenti per vincere le sfide del futuro.

Parole chiave della nuova PAC sono:

green
equità (nella distribuzione del sostegno al reddito degli agricoltori)
efficacia (della politica di sviluppo rurale).

A seguito dell'approvazione dell'accordo quadro finanziario pluriennale (QFP), il bilancio della PAC per il periodo 2014-2020 ammonta a 408.310 milioni di euro (38% del bilancio complessivo dell'UE). Il primo pilastro della PAC (aiuti diretti al reddito e spese connesse al mercato) sarà destinatario di 312,73 miliardi di euro (76,6%), mentre il secondo pilastro (politica di sviluppo rurale) di 95,58 miliardi di euro (23,4%).

Il pacchetto di riforma della PAC comprende quattro principali riferimenti normativi:

1) il regolamento sui pagamenti diretti agli agricoltori (n. 95/13), con l'obiettivo di premiarli per la fornitura di beni e servizi pubblici, che contiene inoltre una serie di azioni specifiche di sostegno (in particolare per i giovani agricoltori, i piccoli agricoltori e gli agricoltori in zone soggette a vincoli naturali) e le regole per la concessione di un importo limitato di aiuti accoppiati (legati alla produzione);

2) il regolamento che stabilisce un'unica Organizzazione Comune dei Mercati dei prodotti agricoli (n. 96/13), con lo scopo di semplificare e ampliare le disposizioni vigenti in materia di intervento pubblico, ammasso privato, misure eccezionali e gli aiuti a settori specifici, nonché a facilitare la cooperazione tra produttori ed organizzazioni interprofessionali;

3) il regolamento sul sostegno allo sviluppo rurale (n. 93/13) riguarda misure volontarie adattate alle specificità nazionali e regionali ed è la base su cui gli Stati membri redigono e co-finanziano i programmi pluriennali allineati al quadro comune europeo;

4) il regolamento sul finanziamento, gestione e monitoraggio della PAC (regolamento orizzontale) (n. 94/13), che disciplina le relative spese, il sistema di consulenza aziendale, di gestione e di controllo da porre in essere dagli Stati membri, il sistema di condizionalità e le erogazioni.

Il pacchetto include anche una norma transitoria per l'anno 2014 (n. 103/13) per colmare il divario tra il quadro giuridico esistente ed il nuovo assetto, al fine di dare agli Stati membri il tempo sufficiente per mettere in atto i nuovi programmi.
Il Consiglio ha inoltre adottato un regolamento recante misure per la fissazione di determinati aiuti e restituzioni connessi all'organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (15173/13).

L'elemento più importante della nuova PAC è rappresentato dall'introduzione del nuovo "pagamento verde" ("greening payment"): il 30% del sostegno diretto al reddito degli agricoltori sarà concesso solo se si osserveranno alcune pratiche agricole rispettose per l'ambiente e il clima. In particolare: far crescere almeno tre colture diverse sui campi coltivabili, mantenere una superficie minima di pascoli permanenti e mantenere intatti i paesaggi con un particolare valore ecologico ("area di interesse ecologico").
Per non penalizzare chi già utilizza pratiche ecologiche, il regolamento prevede un sistema di "greening equalency" per riconoscere quelle il cui beneficio per l'ambiente e il clima può essere considerato equivalente a quello delle pratiche ecologiche previste dal regolamento.

La riforma della PAC prevede anche una più equa distribuzione dei pagamenti diretti tra gli Stati membri ("convergenza esterna"). Allo stesso tempo, ci sarà un riequilibrio progressivo dei livelli dei pagamenti diretti a livello nazionale e regionale ("convergenza interna").
Gli Stati membri saranno inoltre in grado di garantire una maggiore quota dei loro pagamenti diretti sotto forma di sostegno accoppiato (legato alla produzione) agli agricoltori in settori o regioni che si trovano in particolare difficoltà e dove l'attività agricola è una componente importante dello sviluppo.
Al fine di orientare più efficacemente i pagamenti diretti verso gli agricoltori più bisognosi di sostegno, è prevista una riduzione obbligatoria del 5% su importi sopra i 150.000 euro ottenuti da grandi agricoltori (che possono beneficiare di economie di scala).
Allo stesso tempo, gli Stati membri avranno la possibilità di aumentare il sostegno per gli agricoltori di più piccole dimensioni, concedendo loro un importo superiore sui primi ettari ("pagamento redistributivo"). L'attuale disciplina finanziaria (che prevede la possibilità di effettuare tagli lineari ai pagamenti diretti ricevuti dagli agricoltori) sarà mantenuta al fine di garantire che il bilancio della PAC non superi il massimale di bilancio stabilito. Gli agricoltori, infine, il cui sostegno diretto al reddito non superi i 2.000 euro saranno esentati dal meccanismo della "disciplina finanziaria" (che consente tagli lineari ai pagamenti diretti in caso di superamento degli impegni previsti dal bilancio).

La nuova PAC comprende un sistema obbligatorio di sostegno a favore dei giovani agricoltori (per il quale gli Stati membri possono utilizzare fino al 2% dell'importo loro destinato per pagamenti diretti) e la possibilità per gli Stati membri di istituire un regime semplificato per i piccoli agricoltori il cui sostegno non superi 1.250 euro.

Gli Stati membri potranno, nel nuovo periodo di programmazione, trasferire fondi tra i due pilastri della PAC e concedere, se necessario, ulteriori contributi per le zone svantaggiate.
Più in generale, i tassi di cofinanziamento saranno calibrati in base ad ogni specifico contesto territoriale, dalle regioni meno sviluppate a quelle in transizione fino alle regioni ultraperiferiche.


Principali aspetti della riforma della PAC

1. PAGAMENTI DIRETTI

Riduzione del sostegno al reddito destinato alle grandi aziende agricole (articolo 11):
Riduzione obbligatoria del 5% per gli importi superiori a 150.000 euro (con una deroga per gli Stati membri che utilizzano più del 5% della propria dotazione nazionale di pagamenti diretti per aumentare il sostegno ai piccoli agricoltori sotto forma di pagamento redistributivo).

Pagamento redistributivo (articolo 41):
Possibilità per gli Stati membri di ridistribuire il sostegno diretto al reddito tra gli agricoltori, utilizzando fino al 30% della propria dotazione nazionale dei pagamenti diretti per la concessione ai piccoli agricoltori di un pagamento supplementare per i primi ettari (con un massimo di 30 ettari o pari alla dimensione media delle aziende agricole in uno Stato membro se questo è superiore a 30 ettari).

Convergenza esterna:
Gli Stati membri con pagamenti diretti al di sotto del livello del 90% della media dovrebbero chiudere un terzo del gap fra il loro livello attuale e questo livello.

Convergenza interna (articolo 25):
Gli Stati membri devono riequilibrare almeno in parte il livello medio di pagamenti diretti per ettaro a livello nazionale o regionale entro il 2019.

Disciplina finanziaria (articolo 8):
Gli agricoltori che ricevono meno di 2.000 euro in pagamenti diretti saranno esonerati da qualsiasi taglio lineare ai pagamenti diretti.

Agricoltore attivo (articolo 9):
E' previsto un "elenco negativo" composto da soggetti che a priori sono esclusi dai pagamenti diretti (a meno che non dimostrino che l'attività agricola non è marginale): aeroporti, servizi ferroviari, opere idrauliche, servizi immobiliari, sport permanenti, etc.

Giovane agricoltore (articoli 50 e 51):
Regime obbligatorio concordato nel primo pilastro, utilizzando fino al 2% del massimale nazionale.

Piccolo agricoltore (articoli da 61 a 65):
Regime opzionale per gli agricoltori che ricevono fino a 1.250 euro.

Greening (articoli da 43 a 47):
Il 30% dei pagamenti diretti è vincolato alla osservazione di pratiche agricole benefiche per l'ambiente e il clima, in particolare la diversificazione delle colture, il mantenimento di pascoli permanenti e la creazione di 'Aree Focus ecologiche' in ciascuna azienda.

Equivalenza (articolo 43 e l'allegato IX):
Le pratiche agricole che producono almeno un beneficio per l'ambiente e il clima equivalente a quello delle pratiche inserite nel presente regolamento sono considerate «pratiche equivalenti». La possibilità di ricevere finanziamenti dell'Unione per la stessa misura greening sia nell'ambito del primo pilastro e che nell'ambito del secondo ('il doppio finanziamento') viene esplicitamente esclusa.

Manutenzione di pascoli permanenti (articolo 44):
Gli Stati membri devono garantire il mantenimento di un rapporto minimo di pascolo permanente rispetto alla superficie agricola totale, applicabile a livello nazionale, regionale o di singola azienda agricola.

Aree di interesse ecologico (Ecological Focus Areas - EFAs) (articolo 45 e allegato X):
EFA si applica solo ai terreni coltivabili, non ai prati permanenti nè ai terreni destinati a coltivazioni permanenti. È stato concordato un elenco di zone EFA (ad esempio terreni a riposo, terrazzamenti, elementi caratteristici del paesaggio, fasce tampone, agro-foresta, ecc), così come un elenco di esenzioni (ad esempio aziende in cui più del 75% dei terreni posseduti è costituito da pascoli, zone boscose , ecc).


2. OCM UNICA

Impianti di viti (articoli 61 e seguenti):
Previsti un nuovo sistema di autorizzazioni all'impianto a partire dal 2016 fino al 2030, l'aumento dell'1% delle autorizzazione annue di impianto di viti concedibili e l'allungamento della durata dei diritti di impianto della vite da 3 a 5 anni come misura transitoria.

Zucchero (articoli 124 e seguenti):
La fine delle quote è fissata al 30 settembre 2017.

Latte (articoli 148 e seguenti):
La fine delle quote è fissata nel 2015.

Intervento pubblico e ammasso privato (articoli 8 e seguenti):
Per alcuni formaggi DOP / IGP diventa ammissibile l'ammasso privato.

Sistemi scolastici (articoli 22 e seguenti):
Budget aumentato da 90 a 150 milioni di euro.

Organizzazioni di produttori e organizzazioni interprofessionali (articoli 152 e seguenti):
Rafforzamento del ruolo degli agricoltori nella catena di fornitura; possibilità di ricevere un sostegno finanziario per la costituzione di associazioni di produttori nell'ambito dello sviluppo rurale; le OP nei settori dell'olio d'oliva, seminativi e carni bovine saranno autorizzate ad esercitare contrattazione collettiva per conto dei loro membri, a determinate condizioni e con garanzie per la concorrenza.

Misure eccezionali (articoli 219 e seguenti):
Sostegno finanziario aggiuntivo per le crisi proveniente dalla Riserva di Crisi.


3. SVILUPPO RURALE

Quadro strategico comune:
Il Regolamento delle Disposizioni Comuni (Common Provision Regulation) riguarderà la programmazione di tutti i fondi UE: gli Stati membri devono sottoscrivere un Accordo di Partenariato a livello nazionale che includa, per ciascun Fondo, lo specifico programma nazionale.
Il FEASR sarà quindi integrato con i Fondi Europei di Investimento, con l'obiettivo di una maggiore coerenza ed efficacia.
Sarà possibile, in particolare, ottenere il co-finanziamento di un singolo progetto da parte di diversi Fondi.  Questo nuova possibilità favorirà progetti innovativi e strategie coerenti in una medesima zona, compresi i collegamenti urbani e rurali od il finanziamento di aziende che svolgono sia attività agricole che di pesca.

Priorità (articolo 5):
L'attuale suddivisione del Programma FEASR in Assi sarà sostituita da sei priorità, basate sull'analisi dei bisogni specifici dei singoli Stati. La programmazione sarà quindi notevolmente semplificata, e dovrebbe facilitare la realizzazione dei progetti.

Investimenti (articolo 17):
Per facilitare la realizzazione di progetti integrati, con maggiore valore aggiunto, una sola misura coprirà la maggior parte degli investimenti materiali, con lo scopo di aumentare le prestazioni economiche e ambientali delle aziende agricole, migliorare l'efficienza della commercializzazione e della trasformazione dei prodotti agricoli, fornire le infrastrutture necessarie per lo sviluppo dell'agricoltura e della silvicoltura e sostenere gli investimenti non remunerativi necessari a conseguire obiettivi ambientali.

Forestazione (articoli 21-27,34):
Prevista una misura integrata unica a copertura di tutti gli investimenti. Il sostegno sarà mirato a specifici detentori di aree forestali.

Agri-ambiente (articolo 28) / Agricoltura biologica (articolo 29) / "Natura" e direttiva quadro sulle acque (articolo 30):
Sono state rafforzate le misure riguardanti l'ambiente. E' stato introdotto un ampio margine di flessibilità consentendo periodi di impegno e di conversione più brevi, al fine di favorire una maggiore diffusione delle misure.
In relazione alla somiglianza di alcune misure dei Pilastri 1 e 2, il regolamento prevede l'esclusione del doppio finanziamento, assicurando che gli agricoltori non vengano pagati due volte per la stessa attività.

Le aree con vincoli naturali (Areas with natural contraints - ANCs) (art. 31-32 e allegato II):
Viene introdotta una nuova delimitazione delle zone soggette a vincoli naturali (precedentemente note come "zone svantaggiate"). Tali aree saranno ora definite sulla base di otto criteri biofisici, garantendo un sistema oggettivo e trasparente in tutta l'UE.
Al fine di garantire una transizione agevole e una continuità, gli Stati membri hanno tempo fino al 2018 per attuare la nuova delimitazione. Gli Stati membri possono inoltre concedere pagamenti in "phasing out" fino alla fine del periodo di programmazione agli agricoltori che non saranno più ammissibili ai pagamenti.

Finanziamento (articolo 59):
A fini della semplificazione, il regolamento prevede un solo tasso di cofinanziamento per tutte le misure (con deroghe su ambiente, cambiamenti climatici e innovazione), ma differente a seconda dei diversi territori: più elevato per le regioni meno sviluppate, le regioni ultraperiferiche e le isole minori del Mar Egeo, nonché per due tipi di regioni in transizione dove il PIL pro capite per il periodo 2007-2013 è stato inferiore al 75% della media dell'UE.
Al fine di garantire un uso efficace delle risorse dell'Unione, il regolamento prevede i requisiti minimi di spesa per l'ambiente (30%) e per l'approccio LEADER (supporto alle strategie locali, a cui va indirizzato almeno il 5% della disponibilità complessiva).

Innovazione
L'innovazione è stata definita come un obiettivo trasversale del prossimo periodo di programmazione. Sarà supportata attraverso varie misure di sviluppo rurale, quali il trasferimento di conoscenze, la cooperazione e gli investimenti in beni materiali. Inoltre, grazie al Partenariato Europeo dell'Innovazione (European Innovation Partnership - EIP) per la produttività e sostenibilità agricola, la politica di sviluppo rurale promuoverà l'efficienza delle risorse, la produttività, le basse emissioni ed uno sviluppo amico del clima. L'EIP sosterrà, pertanto, la cooperazione tra l'agricoltura e la ricerca al fine di accelerare il trasferimento tecnologico agli agricoltori.


4. REGOLAMENTO ORIZZONTALE

Il presente regolamento si chiama "orizzontale" perchè riunisce le norme pertinenti per tutti gli strumenti della PAC, precedentemente sparse in varie parti della legislazione PAC. Si sottolinea in particolare:

Condizionalità:
Sistema creato dalla riforma della PAC del 2003 che condiziona gli aiuti agli agricoltori al rispetto dei requisiti di interesse pubblico, in particolare le norme in materia di ambiente, benessere degli animali e uso dei prodotti fitosanitari.

Riserva per le crisi:
Al fine di sostenere il settore agricolo in caso di gravi crisi che colpiscono la produzione agricola o la distribuzione, sarà applicata, all'inizio di ogni anno, una riduzione dei pagamenti diretti. Gli importi non utilizzati saranno rimborsati agli agricoltori.


Per saperne di più:

Comunicato stampa del Consiglio della UE su avvenuta approvazione della riforma della PAC 2014-2020 (visibile anche di seguito in slideshare)

Sito della Commissione UE dedicato alla nuova PAC post-2013


martedì 10 dicembre 2013

Accordo di partenariato 2014-2020: pronta la bozza del Governo sui nuovi fondi strutturali europei


Il Ministro per la Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, ha illustrato oggi alla stampa i contenuti della bozza di Accordo di partenariato per la nuova programmazione dei Fondi strutturali 2014-2020.

Si tratta di un documento essenziale per l’avvio del nuovo ciclo. Esso contiene, infatti, l’impianto strategico e la selezione degli obiettivi tematici su cui si concentreranno gli interventi. 

Dopo le osservazioni della Commissione europea e quelle delle Amministrazioni centrali e regionali, delle rappresentanze dei Comuni e del Partenariato, il documento sarà rivisto e assumerà la forma definitiva.
La bozza in versione integrale, assieme alle slide presentate alla stampa, è disponibile sul sito del Ministro per la Coesione Territoriale

Di seguito è disponibile una sintesi della bozza in Slideshare:



giovedì 5 dicembre 2013

Fondi europei: l'innovazione come strategia vincente - Video Euronews (COMINCIAMO A PARLARNE...)



   
Abstract
 
Negli Stati membri e nelle regioni europee fervono i preparativi per l’attuazione della riforma della Politica di coesione
La serie di Euronews «Real Economy» accende i riflettori sull’innovazione in quanto elemento catalizzatore di crescita e competitività. 
L’episodio in oggetto presenta un’intervista al Commissario Johannes Hahn (@JHahnEU)
in cui si parla del modo in cui i "Fondi strutturali e di investimento" possono davvero fare la differenza.
Con circa un quarto del bilancio attuale della politica regionale comunitaria già destinato ai progetti di innovazione, il Commissario sottolinea la necessità di predisporre condizioni adeguate per gli investimenti nelle regioni, compresi un Piano per l’innovazione e una strategia ben definita, che prenda in considerazione i risultati realisticamente raggiungibili.
Partendo dal presupposto che «l’innovazione è il modo migliore per scoprire nuove opportunità», l’episodio esamina i risultati e le sfide di alcune regioni, come l’Andalusia in Spagna, cercando di identificare le ragioni del successo di progetti che prevedono un approccio strategico transfrontaliero.

Introduzione al video

La dotazione finanziaria assegnata alla politica regionale rappresenta il 35% del bilancio comunitario. Stiamo parlando dei Fondi strutturali che hanno come obiettivo quello di ridurre la disuguaglianza tra le regioni, equiparando i diversi livelli di sviluppo.
Sono tre gli strumenti finanziari della politica regionale dell’Unione europea e costituiscono circa un terzo del bilancio comunitario complessivo:
- Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), che sostiene le imprese regionali
- Fondo sociale europeo (FSE), che favorisce l’inserimento professionale dei disoccupati e delle categorie sociali meno favorite
- Fondo di coesione, che è destinato ai paesi con un PIL medio pro capite inferiore al 90 % della media comunitaria.

Ma questi fondi come sono utilizzati dai Paesi membri che li ricevono? Gli stessi bastano, da soli, alla ripresa economica delle zone più depresse dalla crisi? L’innovazione è la parola chiave dello sviluppo economico?
Queste sono le domande alla quali si cerca di dare una risposta in questa puntata in compagnia del Commissario europeo alle Politiche regionali Johannes Hahn. Verrà analizzata, con il reportage di Sébastien Le Belzic, la situazione economica e sociale dell’Andalusia, tra le regioni che più beneficiano di questi Fondi. Qui la povertà è quattro volte superiore alla media europea, il tasso di disoccupazione uno dei più alti della Spagna e sono sempre di più le persone che si rivolgono al banco alimentare. Sébastien Le Belzic ci porta poi a Eindhoven, una città nei Paesi Bassi, dove l’innovazione è scesa in campo con lo sport. E fa ha fatto goal.

Video - Puntata di "Real Economy" sul canale Euronews



lunedì 2 dicembre 2013

La nuova PAC 2014-2020: Paolo De Castro parla della nuova Politica Agricola Comune appena approvata dal Parlamento Europeo











Paolo de Castro, presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo, parla dell'approvazione, avvenuta lo scorso 20 Novembre 2013 da parte dell'Assemblea dei parlamentari europei, della nuova Politica Agricola Comune (PAC) per il periodo 2014-2020. 
Sono ancora rilevanti, per l'Italia, le risorse finanziarie dedicate dal bilancio comunitario al settore agricolo che, in un contesto di crisi, è uno dei primi ad aver dato segni di ripresa. L'UE intende assecondare lo sviluppo dell'agricoltura comunitaria, oltre che con le misure per il primo insediamento, anche con pagamenti diretti ed altre misure mirate come i rimborsi assicurativi.



giovedì 28 novembre 2013

A Vilnius i Ministri UE per la politica di coesione hanno discusso su come migliorare l'efficacia dei nuovi ESI funds (Fondi strutturali e di investimento) per il periodo 2014-2020





Vilnius, 26 novembre 2013

I ministri Ue per la politica di coesione hanno discusso, in occasione del meeting informale organizzato dalla Presidenza Lituana del Consiglio dell'Ue, delle innovazioni destinate a migliorare l'efficacia dei Fondi europei strutturali e per gli investimenti (European Structural and Investment Funds – ESI funds).

"Dobbiamo iniziare a investire i fondi del periodo 2014-2020 il più presto possibile. Questo è importante sia per incoraggiare la crescita sia per assicurare una transizione armoniosa dal periodo di programmazione 2007-2013. Una preparazione adeguata, priorità chiare, orientamento ai risultati e il coordinamento degli investimenti sono i cardini per garantire l'effettiva partecipazione dei fondi ESI", ha detto Rimantas Sadzius, il ministro delle Finanze lituano e presidente del Meeting.

La presidenza lituana ha proseguito il lavoro delle presidenze precedenti e ha destinato tutti i suoi sforzi verso la conclusione dei negoziati con il Parlamento europeo sul pacchetto legislativo della politica di coesione. L'accordo tra i co-legislatori è stato convalidato dal Parlamento europeo la scorsa settimana, sbloccando più di 300 miliardi di euro per investimenti nei prossimi sette anni. Questi fondi possono essere utilizzati a partire dal 2014.

Nella riunione informale, i Ministri della Politica di Coesione (per l'Italia Carlo Trigilia) hanno scambiato opinioni sugli aspetti pratici della programmazione ed informazioni sullo stato di avanzamento nella realizzazione, da parte dei singoli governi nazionali, dei documenti di programmazione necessari.

I Ministri hanno concentrato la loro attenzione su quattro temi principali:
  1. innovazioni e soluzioni di miglioramento dell'efficacia e della qualità di attuazione della politica di coesione;
  2. forte concentrazione dei fondi in settori prioritari (come l'innovazione e la ricerca, il sostegno alle PMI, le tecnologie dell'informazione, la tutela ambientale, l'efficienza energetica ed altri);
  3. condizionalità ex ante (come le riforme nazionali previste ) che devono essere raggiunte dagli Stati membri per migliorare l'efficacia degli investimenti; 
  4. orientamento al risultato e migliore coordinamento degli investimenti tra le diverse fonti di finanziamento.
"La politica di coesione è al centro dell'agenda per la crescita e l'occupazione dell'UE. L'obiettivo della discussione riguarda le modalità per rendere più efficiente l'attuazione della politica, così da aumentare il valore aggiunto delle risorse disponibili. Tale aspetto è particolarmente importante negli attuali tempi difficili per far fronte alle conseguenze della crisi economica e finanziaria ", ha concluso il Ministro delle finanze lituano Rimantas Sadzius.

Alla riunione informale hanno partecipato, oltre ai Ministri alla Coesione dei governi nazionali, anche il commissario europeo per la Politica regionale Johannes Hahn e il presidente della Commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo Danuta Hübner.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito della Presidenza di turno del Consiglio dell'UE

giovedì 21 novembre 2013

COMINCIAMO A PARLARE DI....NUOVA PROGRAMMAZIONE FONDI UE 2014-2020 - Ricentrare la politica di coesione dell'UE per massimizzare l'impatto sulla crescita e l'occupazione: la riforma in 10 punti (anche su slideshare)



Nel contesto del bilancio della UE per il periodo 2014-2020, la politica di coesione investirà 325 miliardi di euro negli Stati membri e nelle loro regioni e città per realizzare gli obiettivi in tema di crescita e occupazione, cambiamento climatico, dipendenza energetica ed esclusione sociale.
La riforma della politica di coesione massimizzerà l'impatto degli investimenti adattati ai bisogni delle singole regioni e città.
Gli elementi chiave della riforma sono:

1. Investire in tutte le regioni dell'UE e adattare il livello di sostegno e il contributo nazionale (tasso di cofinanziamento) ai loro livelli di sviluppo:

regioni meno sviluppate (PIL < 75% della media UE-27)
regioni in transizione (PIL dal 75% al 90% della media UE-27)
regioni più sviluppate (PIL > 90% della media UE-27)


2. Indirizzare le risorse sui settori chiave per la crescita:

  • Gli investimenti a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) verranno concentrati su 4 priorità chiave
    1. innovazione e ricerca, 
    2. agenda digitale, 
    3. sostegno alle piccole e medie imprese (PMI), 
    4. economia a bassa emissione di carbonio, 
a seconda della categoria della regione
(meno sviluppata: 50%, in transizione: 60% e più sviluppata: 80%). 


Circa 100 miliardi di euro saranno consacrati a questi settori, dei quali almeno 23 miliardi di euro serviranno a sostenere il passaggio a un'economia a bassa emissione di carbonio (efficienza energetica ed energie rinnovabili). In relazione a ciò le risorse del FESR saranno soggette a un'opportuna ripartizione (regioni meno sviluppate: 12%, in transizione: 15% e più sviluppate: 20%).
Circa 66 miliardi di euro saranno consacrati alla priorità Reti transeuropee di trasporto nonché a progetti per l'infrastruttura ambientale chiave per il tramite del Fondo di coesione.
  • Grazie al Fondo sociale europeo (FSE) la politica di coesione recherà un contributo significativo alle priorità UE nel campo dell'occupazione, ad esempio mediante azioni di formazione e di apprendimento permanente, di istruzione e di inclusione sociale (almeno il 20% dell'FSE sarà stabilito in funzione delle esigenze di ciascuno Stato membro e dovrà essere impiegato per questo obiettivo). Lo stanziamento minimo per l'FSE sarà stabilito da ciascuno Stato membro, con un minimo predefinito, per un totale di almeno 70 miliardi di euro. La nuova iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, del valore di almeno 6 miliardi di euro, correlata all'FSE, sosterrà l'implementazione della garanzia per i giovani.

3. Stabilire obiettivi chiari, trasparenti e misurabili e parametri di responsabilità e di risultato:

I paesi e le regioni dovranno annunciare sin dall'inizio quali obiettivi intendono raggiungere con le risorse disponibili e identificare esattamente in che modo misureranno i progressi compiuti in direzione di tali obiettivi. Ciò consentirà il monitoraggio regolare e la discussione sull'uso delle risorse finanziarie. Ciò significherà che per i programmi che presentano migliori risultati potranno essere resi disponibili finanziamenti addizionali (attraverso la cosiddetta "riserva di efficacia ed efficienza") verso la fine del periodo.


4. Definire le condizioni prima che i finanziamenti vengano convogliati in modo da assicurare investimenti più efficaci:

Le strategie di "specializzazione intelligente" volte a identificare i punti di forza particolari e le potenzialità, le riforme favorevoli all'imprenditoria, le strategie dei trasporti, le misure per migliorare i sistemi di appalti pubblici, il rispetto delle normative ambientali, le strategie di lotta contro la disoccupazione e contro la dispersione scolastica o quelle a promozione della parità tra i generi e della non-discriminazione sono tutte precondizioni irrinunciabili.


5. Definire una strategia comune per assicurare un migliore coordinamento ed evitare le sovrapposizioni:

Un quadro strategico comune costituirà la base per un migliore coordinamento tra i Fondi strutturali e di investimento europei (FESR, Fondo di coesione e FSE riguardo alla politica di coesione, nonché il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo per la pesca). Tale quadro consentirà inoltre di assicurare un migliore collegamento con altri strumenti della UE come Orizzonte 2020.


6. Ridurre la burocrazia e semplificare l'uso degli strumenti di investimento attraverso un insieme comune di regole per tutti i Fondi strutturali e di investimento europei nonché regole di contabilità più semplici, oneri di rendicontazione più mirati e un maggior uso delle tecnologie digitali ("e-cohesion").


7. Accrescere la dimensione urbana della politica stanziando un importo minimo delle risorse a valere sul FESR per progetti integrati nelle città, al di là degli altri tipi di spesa consacrata alle zone urbane.


8. Rafforzare la cooperazione transfrontaliera e agevolare la costituzione di un maggior numero di progetti transfrontalieri. Assicurare inoltre che strategie macroregionali come quella danubiana e del Baltico siano sostenute dai programmi nazionali e regionali.


9. Assicurare che la politica di coesione sia meglio correlata alla più ampia governance economica dell'UE:

I programmi dovranno essere coerenti con i programmi di riforma nazionali e dovrebbero affrontare le riforme pertinenti identificate nelle raccomandazioni per paese nel contesto del semestre europeo. Se del caso la Commissione può chiedere agli Stati membri, facendo leva sulla cosiddetta clausola di "condizionalità macroeconomica", di modificare i programmi per sostenere le principali riforme strutturali. In ultima istanza la Commissione può sospendere l'erogazione dei finanziamenti se le raccomandazioni economiche venissero violate ripetutamente e gravemente.


10. Incoraggiare l'uso degli strumenti finanziari per dare alle PMI maggiore sostegno e accesso al credito:

I prestiti, le garanzie e il venture capital riceveranno un sostegno dai fondi dell'UE sulla base di regole comuni, allargando le possibilità del loro uso e erogando incentivi (ad esempio, tassi di cofinanziamento più elevati). L'accento posto sui prestiti piuttosto che sulle sovvenzioni dovrebbe migliorare la qualità dei progetti e scoraggiare la dipendenza dalle sovvenzioni.


Per saperne di più visita il sito Inforegio della Commissione Europea

Puoi scaricare la versione integrale del MEMO/13/1011, pubblicato dalla Commissione Europea il 19/11/2013, dal profilo Slideshare di AGEVOFACILE, oltre che di seguito:




COMINCIAMO A PARLARE DI...Programmazione Fondi Europei 2014-2020: approvato dal Parlamento Europeo il pacchetto "Politica di Coesione"



Pacchetto "POLITICA DI COESIONE" adottato dal Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo ha approvato, lo scorso 19 Novembre 2013, le nuove regole della politica di coesione che prevedono investimenti nell'economia reale, su settori chiave per la creazione di posti di lavoro e per favorire la crescita, con una accresciuta enfasi sulla misurazione dei risultati.
Si tratta di regole comuni per tutti e cinque i Fondi Strutturali e di Investimento Europei (Fondo europeo di sviluppo regionale FESR, Fondo sociale europeo FSE, Fondo di coesione FC, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale FEASR, Fondo europeo per la pesca FEP) per il periodo 2014-2020, con l'obiettivo di semplificarli.
Le nuove regole dovranno essere a breve approvate dal Consiglio dei Ministri dell'UE.

Il percorso delineato è coerente con gli obiettivi di Europa 2020: promuovere l'economia reale, la crescita economica, l'occupazione e lotta contro il cambiamento climatico e la dipendenza energetica.

Il Commissario Europeo alla Politica Regionale Hahn pone l'accento sulla decisione di indirizzare fortemente il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) verso il sostegno, previsto in 140 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, alle piccole e medie imprese, la linfa vitale dell'economia europea.

Il Commissario agli Affari Sociali Andor sottolinea, poi, che il Fondo Sociale Europeo (FSE), insieme con l'Iniziativa per l'Occupazione Giovanile (circa 3,3 miliardi di euro) mirante a sostenere finanziariamente l'attuazione della garanzia per i giovani, sarà uno strumento chiave per sostenere gli investimenti degli Stati membri in materia di occupazione, il capitale umano e la gestione efficiente delle risorse. Più di 74 miliardi di euro saranno investiti per aiutare milioni di persone a trovare un lavoro e per migliorare le loro competenze. Oltre al miglioramento delle politiche attive del mercato del lavoro nei diversi Stati, l'FSE sarà indirizzato a ridurre la povertà, aiutando le persone più vulnerabili ad ottenere competenze e posti di lavoro e ad integrarsi nella società.

Un terzo del bilancio dell'UE 2014-2020 (vedi la comunicazione della CE sull'approvazione del Bilancio UE 2014-2020: 1.000 miliardi di euro da investire nel futuro dell’Europa) sarà diretto a stimolare l'economia europea e la creazione di posti di lavoro attraverso la nuova politica di coesione dell'UE.
I 325 miliardi di € assegnati agli Stati membri si concentreranno sulle priorità fondamentali, quali la lotta alla disoccupazione giovanile, il sostegno alle PMI, l'innovazione e l'economia a basse emissioni di carbonio.

Per ulteriori informazioni, visita il sito della Commissione Europea dedicato alla Politica Regionale


Infographics nuova politica di coesione su Slideshare:

 

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