lunedì 18 novembre 2013
Il Comune di Parma cofinanzia iniziative culturali per il Natale 2013 presentate da associazioni no profit
Il Comune di Parma ha pubblicato un AVVISO PUBBLICO per selezionare e cofinanziare progetti culturali da realizzare nell'ambito delle Festività Dicembre 2013 - Gennaio 2014.
Scadenza: 30 Novembre 2013
Per la presentazione delle proposte progettuali, puoi farti assistere da AGEVOFACILE
Destinatari
Le proposte dovranno essere presentate da forme associative senza scopo di lucro iscritte alla Agenzia delle Entrate, purché non in contrasto con il Regolamento Comunale per la Concessione di Contributi, Vantaggi Economici e Patrocini”, approvato con atto di CC n. 80 in data 24/09/2013.
Requisiti
Le proposte devono essere composte da singole o più iniziative di teatro, danza, musica, cinema, interventi urbani, letture, attività espositive, etc., anche interdisciplinari, attinenti alla celebrazione del Natale, alle feste di fine anno, all’Epifania e al Santo Patrono. Nelle proposte presentate, l’attività culturale dovrà essere prevalente rispetto ad altre eventuali ulteriori attività (per es. commerciale).
Tempi di realizzazione
Le iniziative dovranno svolgersi nel periodo compreso tra il 14 dicembre 2013 e il 13 gennaio 2014.
Luoghi di realizzazione
Territorio del Comune di Parma e/o in strutture pubbliche o private significative per la città, purché
liberamente accessibili dal pubblico.
Criteri di valutazione
- Valorizzazione di spazi culturali o altri spazi o strutture, pubbliche o private, significativi per la città, anche non normalmente utilizzati per attività culturali;
- promozione di interventi di aggregazione sociale e culturale;
- collaborazione fra più associazioni;
- fruibilità e accessibilità da parte di un vasto pubblico;
- attività culturali di impronta didattica e laboratoriale da svolgersi sia nei confronti dei giovani, che degli adulti;
- progetti con maggior numero di contenuti interdisciplinari;
- proposte presentate da associazioni composte in prevalenza da artisti di età inferiore ai 35 anni.
Risorse disponibili
€ 20.000,00
Intensità del contributo comunale
Non superiore al 50% della differenza tra le spese e le entrate risultanti nel preventivo economico allegato in sede di presentazione della domanda, e non superiore, comunque, al 50% dell’ammontare delle spese suddette. Tale percentuale può essere derogata fino al 100% della somma per cifre non
superiori ai 1.000 euro.
L'Avviso Pubblico è scaricabile sul sito del Comune di Parma
Per la presentazione delle proposte progettuali, puoi farti assistere da AGEVOFACILE
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Rapporto Cerved sui mini-bond: ora è visualizzabile
Chiedo scusa, la visualizzazione del Rapporto Cerved a cui facevo riferimento nel post pubblicato ieri era, erroneamente, soggetta a restrizioni.
Ora non più: chiunque può accedervi cliccando qui.
Ora non più: chiunque può accedervi cliccando qui.
domenica 17 novembre 2013
Nel 2014 partiranno, grazie a Destinazione Italia, i mini-bond delle PMI
Scarica il rapporto CERVED sui mini bond

Il Cerved ha individuato una platea molto ampia di PMI che, a seguito delle nuove disposizioni ricomprese nel pacchetto Destinazione Italia
(il quale sara' probabilmente approvato a breve dal Consiglio dei Ministri come ddl collegato alla legge di stabilita'), potranno emettere bond come gia' hanno cominciato a fare le grandi imprese a seguito dell'approvazione del decreto sviluppo da parte del Governo Monti.
Gia' stanno nascendo i 'credit fund' con la missione di finanziare le PMI proprio grazie ai mini-bond.
Fondo di garanzia allargato in arrivo al Consiglio dei Ministri

Il governo sta studiando la predisposizione di un maxiemendamento collegato al ddl stabilita' che contenga alcune misure intese a proseguire nel percorso avviato col decreto del fare e con Destinazione
Italia:
fondo di garanzia allargato ai prestiti CDP e BEI e alle grandi imprese
bonus ricerca
minibond per PMI
liberalizzazione affitti per le imprese
deducibilita' IMU capannoni
Fonte:
Sole 24 Ore
sabato 16 novembre 2013
venerdì 15 novembre 2013
Il PSR dell'Emilia-Romagna finanzia l'acquisto di nuovi impianti di irrigazione da parte delle imprese agricole
Sei milioni di euro per sostituire gli impianti di irrigazione di vecchia generazione con altri più efficienti.
E’ quanto prevede un bando della Regione Emilia-Romagna (Delibera di Giunta n.1571/2013) per le aziende agricole, che potranno presentare domanda entro il 24 gennaio 2014.
L’obiettivo è favorire l’acquisto di nuovi modelli che permettano un uso più razionale delle risorse idriche.
Per dare più acqua all’agricoltura occorre lavorare su più fronti: riduzione delle perdite, aumento dell’efficienza, nuove derivazioni dal Canale Emiliano-Romagnolo, irrigazione “pilotata”, uso plurimo degli invasi idroelettrici, nuovi invasi interaziendali, anche utilizzando ex cave.
Il bando (in applicazione della Misura 121 del Programma di sviluppo rurale - PSR) prevede percentuali di contributo che vanno dal 35% al 50% della spesa, con premialità per le aziende delle aree svantaggiate (in particolare nella aree di montagna o nel ferrarese) e per i giovani agricoltori.
La spesa minima ammissibile è di 20.000 euro.
Le domande vanno presentate alle Province attraverso il consueto sistema operativo (Sop) di Agrea.
La graduatoria sarà regionale e verrà predisposta entro l’8 maggio 2014, mentre il termine ultimo per la realizzazione dei lavori è stato fissato al 15 maggio 2015.
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giovedì 14 novembre 2013
A Piacenza il 22 Novembre esperti qualificati discuteranno di agricoltura integrata fra PSR e sostenibilità
Convegno "L'agricoltura integrata fra PSR e sostenibilità"
Piacenza, 22 novembre 2013
Un'occasione per raccogliere utili informazioni sulla nuova programmazione dei fondi europei per lo sviluppo rurale 2014-2020.
Approfondisci la notizia sul sito della Rete Rurale Nazionale
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mercoledì 13 novembre 2013
La Regione Emilia-Romagna promuove la STAFFETTA GENERAZIONALE nelle aziende
Scadenza del bando: 30 Giugno 2014
Con la Delibera n.1094/2013 la Regione Emilia-Romagna ha dato attuazione all'intervento “Staffetta generazionale”.
L’obiettivo è sostenere, con una formula unica, l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e l’attuazione di meccanismi di flessibilità positiva per i lavoratori maturi costretti a continuare a lavorare per gli effetti delle recenti riforme pensionistiche, favorendo in questo modo anche il sistema delle imprese nei processi di ricambio generazionale.
L’intervento prevede che:
- il lavoratore maturo, a fronte del riconoscimento di un incentivo pubblico a titolo di contribuzione volontaria, chieda al datore di lavoro la trasformazione a tempo parziale del proprio contratto di lavoro fino alla data del pensionamento;
- l’impresa assuma un giovane inoccupato o disoccupato di età superiore a 18 anni e fino a 29 anni compiuti, con un contratto a tempo pieno indeterminato, anche di apprendistato. L’impresa dovrà garantire inoltre il saldo occupazionale positivo fino al pensionamento del lavoratore maturo o, in caso di assunzione di apprendista, fino al termine del periodo formativo;
Requisiti delle imprese
Datori di lavoro privati che siano in regola con l'applicazione dei CCNL, della normativa in materia di contribuzione ed assicurazione obbligatoria, della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e delle norme in materia di diritto al lavoro dei disabili.
Requisiti dei lavoratori beneficiari dell’iniziativa
- Lavoratori di età superiore a 55 anni che raggiungano il diritto alla pensione in un arco di tempo da 12 a 24 mesi, occupati con un contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.
- Giovani di età superiore a diciotto anni e fino a 29 anni compiuti, inoccupati o disoccupati ai sensi del D.lgs. 181/2000 e ss.mm.
Presentazione delle domande
Le domande, compilate nell’apposita modulistica, dovranno pervenire entro il 30 giugno 2014, al Servizio Lavoro della Regione Emilia-Romagna.
Per ulteriori informazioni, visita il sito della Regione
Per la presentazione della domanda di incentivo, puoi contattare Agevofacile
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martedì 12 novembre 2013
Speciale Agevolazioni Fiscali (3): bonus mobili ed elettrodomestici
I contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio possono fruire di un’ulteriore riduzione d’imposta per l’acquisto di mobili, nonché per l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione.
La detrazione, che va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta sulle spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.
Per l’esattezza, i contribuenti ammessi a beneficiare del bonus arredi sono gli stessi che fruiscono della detrazione con la maggiore aliquota del 50% e con il maggior limite di 96.000 euro di spese ammissibili; quindi, le ristrutturazioni edilizie con spese sostenute dal 26 giugno 2012.
E’ possibile che le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici siano sostenute prima di quelle per la ristrutturazione dell’immobile, a condizione che siano stati già avviati i lavori di ristrutturazione dell’immobile cui i beni sono destinati. In altri termini, basta che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici; non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione.
La data di avvio potrà essere provata dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie, dalla comunicazione preventiva all’Asl (indicante la data di inizio dei lavori) se obbligatoria, oppure, per lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi, da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (articolo 47 del Dpr 445/2000), come prescritto dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.
Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto al beneficio più volte. L’importo massimo di 10.000 euro va, infatti, riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.
Quali beni
La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 per l’acquisto di:
- mobili
- grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.
Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito).
Aprono all'ulteriore detrazione anche i lavori eseguiti su parti comuni degli edifici residenziali. La realizzazione di lavori di ristrutturazione sulle parti comuni condominiali non consente però ai singoli condomini (che usufruiscono pro quota della relativa detrazione) di detrarre le spese sostenute per acquistare mobili e grandi elettrodomestici da destinare all’arredo della propria unità immobiliare, ma solo per gli arredi delle parti comuni, come guardiole oppure l’appartamento del portiere.
In sintesi, la detrazione è collegata agli interventi:
- di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale
- di manutenzione straordinaria effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
- di restauro e di risanamento conservativo, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
- di ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
- necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie elencati nei punti precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza
- di restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.
Possono essere agevolate solo le spese sostenute per gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici nuovi.
Non è, invece, richiesto che ci sia un collegamento fra i mobili e l’ambiente ristrutturato; il collegamento deve esserci con l’immobile oggetto di ristrutturazione nel suo complesso. In altri termini, l’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni siano destinati all’arredo di un ambiente diverso da quelli oggetto di interventi edilizi, purché l’immobile sia comunque oggetto degli interventi edilizi.
Rientrano tra i “mobili” agevolabili, a titolo esemplificativo, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.
Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.
Per quel che riguarda i grandi elettrodomestici, la norma limita il beneficio all’acquisto delle tipologie dotate di etichetta energetica di classe A+ o superiore, A o superiore per i forni, se per quelle tipologie è obbligatoria l’etichetta energetica. L’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella tipologia non sia ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano, per esempio, fra i “grandi elettrodomestici”, frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.
Adempimenti
Il contribuente, per avvalersi del nuovo beneficio fiscale, deve eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con le stesse modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati. Nei bonifici, pertanto, dovranno essere indicati:
- la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane Spa per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione
- il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
Per esigenze di semplificazione legate alle tipologie di beni acquistabili, è consentito effettuare il pagamento degli acquisti di mobili o di grandi elettrodomestici anche mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso. Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.
Le spese sostenute, inoltre, devono essere documentate, conservando la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti.
Collegamenti utili:
Speciale Agevolazioni Fiscali (2): ristrutturazioni edilizie
Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%.
Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2013 (Dl 63/2013), la detrazione Irpef sale al 50% e si calcola su un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.
Il decreto legge 63 del 4 giugno 2013 (entrato in vigore il 6 giugno 2013) ha riconosciuto la detrazione del 50% anche sulle ulteriori spese sostenute per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione.
La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo, ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.
Per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.
Collegamenti utili:
- Approfondisci la conoscenza della detrazione sulle ristrutturazioni accedendo al sito della Agenzia delle Entrate
- Visita il sito del Governo dedicato alle agevolazioni sulla casa
- Guida della Agenzia delle Entrate alle agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie (pdf)
- Motore di ricerca della normativa nazionale
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Il programma Semplifica Italia, promosso dal Ministero per la Pubblica Amministrazione, propone la consultazione pubblica "100 PROCEDURE DA SEMPLIFICARE"
Semplifica Italia è una politica, un progetto fatto di tanti interventi finalizzati a ridurre i costi della burocrazia per cittadini e imprese.
Fino al 15 Dicembre 2013 è attiva una consultazione on line per raccogliere dalle imprese e dai cittadini le indicazioni e i suggerimenti che nascono dai problemi vissuti nell'esperienza quotidiana, con l'obiettivo di identificare le procedure e gli adempimenti più complicati e le proposte e priorità sulle quali intervenire.
Semplifica Italia fa riferimento, in particolare, al disegno di legge sulla semplificazione attualmente in discussione in Parlamento, alle misure sulla semplificazione introdotte dal Decreto del Fare ed a quelle introdotte dal Decreto Semplifica Italia approvato nella scorsa legislatura.
Accedi al sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione dedicato al programma Semplifica Italia
GLOSSARIO: Cosa è il Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS)
Con la riforma degli incentivi alle imprese di cui al DL “Crescita 1” (decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134), il FIT – Fondo per l’innovazione tecnologica ha assunto la denominazione di “Fondo per la crescita sostenibile”.
Il nuovo Fondo è destinato al finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo in ambito nazionale sulla competitività dell'apparato produttivo, con particolare riguardo alle seguenti finalità:
- la promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per il rilancio della competitività del sistema produttivo, anche tramite il consolidamento dei centri e delle strutture di ricerca e sviluppo delle imprese;
- il rafforzamento della struttura produttiva, il riutilizzo di impianti produttivi e il rilancio di aree che versano in situazioni di crisi complessa di rilevanza nazionale tramite la sottoscrizione di accordi di programma;
- la promozione della presenza internazionale delle imprese e l'attrazione di investimenti dall'estero, anche in raccordo con le azioni che saranno attivate dal ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane.
Con decreto interministeriale 8 marzo 2013 sono state definite le priorità, le forme e le intensità massime di aiuto concedibili dal Fondo. In particolare sono state individuate le seguenti tipologie di interventi:
- interventi per il sostegno dei progetti di ricerca e sviluppo, finalizzati, nell’ambito definito dal programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte 2020”, a sostenere progetti volti ad introdurre significativi avanzamenti tecnologici tramite lo sviluppo di tecnologie abilitanti (tecnologie ad alta intensità di conoscenza e associate ad elevata intensità di R&S, a cicli d’innovazione rapidi, a consistenti spese di investimento e a posti di lavoro altamente qualificati) o di tecnologie che consentano di fronteggiare le “sfide per la società” definite in accordo con la strategia Europa 2020;
- interventi finalizzati al rafforzamento della struttura produttiva del Paese, diretti a: incrementare la capacità competitiva di settori e comparti produttivi che necessitano di un riposizionamento competitivo e di una riqualificazione dei sistemi di produzione; incrementare e potenziare la base produttiva delle aree territoriali in ritardo di sviluppo, con particolare riferimento alle regioni del Mezzogiorno; riqualificare e riconvertire aree che versano in una situazione di crisi industriale;
- interventi per l’internazionalizzazione delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero, attuati in raccordo con le azioni attivate dall’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese (ICE). Il Fondo interverrà, in particolare, a sostegno dei progetti delle imprese finalizzati a elaborare adeguati modelli distributivi, sviluppare piattaforme e-commerce e di franchising per le PMI, diffondere e tutelare il “Made in Italy”, favorire la partecipazione a fiere e a gare internazionali, nonché alla realizzazione di una strategia di internazionalizzazione;
- interventi per “progetti speciali”, diretti a sostenere la riqualificazione competitiva di specifiche aree tecnologiche-produttive ritenute strategiche per la competitività del Paese. Questi progetti potranno prevedere una pluralità di interventi, anche di natura non strettamente agevolativa, come ad esempio interventi per la semplificazione normativa, e saranno finalizzati alla creazione di nuova occupazione o alla salvaguardia dell’occupazione esistente.
Le agevolazioni del Fondo sono concesse nella forma del finanziamento agevolato. La possibilità di concedere incentivi in forma diversa è subordinata al cofinanziamento comunitario o regionale.
Gli interventi del Fondo sono attuati con bandi ovvero direttive del Ministro dello Sviluppo Economico, in cui sono individuati, in particolare, l'ammontare delle risorse disponibili, i requisiti di accesso dei soggetti beneficiari, le condizioni di ammissibilità dei programmi d’investimento o dei progetti di ricerca e sviluppo, le spese ammissibili, la forma e l'intensità delle agevolazioni, nel rispetto delle intensità massime stabilite dalla normativa comunitaria, nonché i termini e le modalità per la presentazione delle domande, i criteri di valutazione dei programmi o progetti e le modalità per la concessione ed erogazione degli aiuti.
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