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sabato 15 marzo 2014

A Parma uno sportello per lo sviluppo di brevetti e idee innovative

Organizzatori:
- Centro Sviluppo Brevetti
- Università di Parma

Sede:
Campus, Settore Tecnopolo (Ingegneria)

Link:
www.unipr.it

sabato 9 novembre 2013

La politica dei piccoli leader non guarda al futuro

Sono da una ventina d'anni appassionato di politica italiana, nonostante tutto.

Confesso, tuttavia, che da qualche tempo ho smesso di leggere sui quotidiani i retroscena del Transatlantico, sempre più conformisti, ed anzi da alcuni mesi fatico a ritrovare la gioiosa evasione mattutina dell'acquisto dei giornali.

Sarà l'effetto delle larghe intese.

L'unico partito con una parvenza di democrazia interna, il PD, è alla ricerca del salvatore. Non della ricetta in grado di salvare l'Italia.

Nei talk show i politicanti delle diverse correnti recitano la solita, frusta scenetta in cui, tra ammiccamenti e sorrisini con la conduttrice di turno, parlano solo di loro stessi o del loro capobastone lasciando fuori dalla porta qualsiasi idea di società per i loro figli e nipoti.

Avanzo un dubbio: con le primarie e le votazioni nei circoli il popolo del PD sta veramente dibattendo di Politica con la p maiuscola ?
O solo, ancora una volta in questo sfortunato ventennio, di persone, nomi, aggettivi (renziano? civatiano? ecc.) che nulla hanno a che fare con la competizione fra le idee e i progetti per la collettività?

Non mi si fraintenda, le primarie sono una conquista per i poveri elettori di centrosinistra che tanto hanno sofferto nel ventennio berlusconiano.
Ma credo che a scontrarsi debbano essere i diversi approcci, le diverse sensibilità che animano la società di fronte a problemi ed opportunità: i nuovi italiani, la disoccupazione, la meritocrazia (o meglio la sua assenza) e il familismo amorale (ovvero la sua pervasività), il (mancato) ricambio generazionale, il (sempre più incerto) superamento della crisi economica.

Invece si scontrano, alfine, solo dei piccoli leader, sia a livello locale che nazionale, con facce tanto "nuove" quanto "vecchie" sono quelle dei capibastone e dei responsabili delle sconfitte degli ultimi quattro lustri che, furbescamente, con discrezione si accomodano sul carro del supposto vincitore.

Perché ci riescono, questi dirigenti pluritrombati? Per l'annacquamento di valori, di idee e di progetti che consente loro di infilarsi, e infine di imporre pesanti condizionamenti, all'interno di qualsiasi fazione.

Perché tutto rimanga immobile.

Parlo del PD, il partito più democratico che abbiamo.
Ma che vede scontrarsi coalizioni di dirigenti più che visioni dell'Italia.

Può il rottamatore proporre nel suo pacchetto di sponsor i Franceschini, i Fassino, i Veltroni?
E l'alfiere della "sinistra che difende i deboli" Cuperlo può accompagnarsi ai correi del ventennio berlusconiano come D'Alema?

Sì, possono quando mancano le idee e nessuno pensa al futuro.
Non bastano le persone, neppure quelle nuove e giovani. Ci vogliono le idee.

martedì 5 novembre 2013

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lunedì 20 maggio 2013

Il bruco e la farfalla: dall'idea al progetto alla rete di imprese


Come il bruco anela a diventare farfalla, così l'Idea, per essere realizzata, deve diventare un Progetto. Il patrimonio di conoscenze e competenze accumulate da una persona, che potranno essere valorizzate in forma di impresa, è paragonabile ad una delle ali del bruco che lentamente cercano di uscire dal bozzolo. L'altra ala è rappresentata dall'analisi del mercato di riferimento
Ma per iniziare davvero a volare, occorre tuffarsi nel vuoto senza rete. 
Il primo istinto di paura potrà provocare una breve caduta che, tuttavia, potrà essere fermata con quello scatto vitale che, per l'imprenditore, altro non è che l'accettazione del rischio di impresa. Il volo avrà quindi inizio, e non sarà facile. 


Il Progetto di impresa potrà, così, trasformarsi in un "ciclo di vita" che sarà tanto più lungo quanto più sarà sostenuto da curiosità, lavoro, capacità di ascolto, passione, sogno, disposizione al cambiamento, fiducia nei collaboratori e nei partner a monte e a valle della filiera.

PROGETTO  MERCATO  RISCHIO  ALI  SOGNO  FIDUCIA

Il viaggio può essere, all'inizio ed occasionalmente nel corso della vita nell'impresa, sostenuto dall'esterno. Come le avversità climatiche in volo sono superabili con maggiore efficacia se si affrontano in uno stormo, così l'imprenditore, soprattutto se di piccola taglia, aggira meglio gli ostacoli se opera in rete, attraverso strutture stabili (contratti di rete) o collaborazioni di scopo (ATI).
All'inizio è complicato trovare i partner ideali, poi però i frutti di una collaborazione orizzontale o di filiera non tarderanno a manifestarsi. L'unione fa la forza, in particolare sui mercati esteri. 


L'attuale lungo periodo di crisi può essere paragonato ad una carestia che colpisce il micro-cosmo degli insetti. Come i biologi e gli scienziati naturalistici si preoccupano, in questi casi, di sopperire alla naturale riserva di cibo a disposizione delle farfalle, così lo Stato o l'Unione Europea - attraverso gli Enti territoriali - sono istituzionalmente dedicati al sostegno delle imprese in fasi delicate della loro vita, quali lo start-up o una crisi di mercato che richiede nuovi investimenti o la necessità di rivolgersi a nuovi potenziali clienti.

RETE  CRISI  ISTITUZIONI  SOSTEGNO

Questo in teoria! Il quadro arcadico, infatti, è offuscato dall'evidenza di una crisi che, tuttora, è peggiorata dalla contestuale scarsità di risorse pubbliche per lo sviluppo. La farfalla/imprenditore può, quindi, contare su apporti esterni solo fino ad un certo punto. La corazza fatta di competenza, fiducia, disposizione al cambiamento, etc., assieme alla propensione a fare gruppo, rimane il nucleo ineludibile del mestiere di imprenditore.
Oggi, in particolare, non esistono più scorciatoie.


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sabato 18 maggio 2013

Liberi di rischiare: manifesto della giovane impresa





Cosa ci porta a desiderare di metterci in proprio? Forse si tratta di motivi contingenti. Se ti mettono in cassa integrazione e la tua competenza è così specializzata da impedirti, nell'immediato, di trovare un altro impiego, puoi considerare il bicchiere mezzo pieno: solo tu sei in grado di realizzare un certo prodotto. Perché non produrlo e provare a venderlo in autonomia? Forse pensi di non avere competenze specifiche? Hai conseguito la maturità classica, ti sei laureato in scienze politiche e, anche se di scienza politica in Italia avremmo un gran bisogno, non ti senti fruibile sul mercato del lavoro.

La soluzione, in entrambi i casi, si chiama Idea. Piccola o grande, banale o ricercata, semplice o complessa: l'importante è che sia ambiziosa. 

Per svilupparla potrai contare sulla tua competenza in una specifica funzione aziendale, portandola a camminare con le proprie gambe. Correndo un sano rischio imprenditoriale, potrai dimostrare finalmente il tuo valore. Oppure, il tuo valore può essere slegato da conoscenze tecniche o scientifiche precise, ma esprimersi con una sensibilità "umanistica" ugualmente spendibile, ad esempio, nel vasto raggio dei servizi per le imprese e per le persone. 

Prima di essere sviluppata, una Idea deve nascere. Dove, come e quando nasce una Idea?

La risposta è: nei luoghi, nei modi e nei tempi più inattesi ed improbabili. Alla fermata dell'autobus, in un garage, nella tua camera da letto, pedalando in bicicletta, cucinando, facendo jogging, etc.
Ma non basta.
La tua Idea deve essere riconosciuta come innovativa ed originale da un numero di persone sufficiente ad identificare un mercato. L'ideale, si consenta il gioco di parole, è che tale riconoscimento sia mondiale, planetario, universale. Più modestamente, l'originalità potrà essere colta dagli abitanti di una o più città, di una provincia, di una regione o del nostro Paese.  

METTERSI IN PROPRIO  GRADO DI SPECIALIZZAZIONE  IDEA AMBIZIOSA  RICONOSCIMENTO  ORIGINALITA'

Semplificando, si può affermare che l'Idea nasce per caso, ma la sua valorizzazione non è mai casuale.

L`auto-imprenditorialità può essere davvero la tua direzione, a prescindere dal tuo curriculum, e può esserlo più in epoca di crisi che in tempi di crescita. 
L'Idea deve essere, si diceva, ambiziosa. L'ambizione riguarda il soddisfacimento di un bisogno che ancora non trova risposta. Oppure di un bisogno a cui è data una risposta inadeguata ed insoddisfacente. Il massimo dell'ambizione consiste nel voler "creare" una esigenza a cui nessuno prima aveva mai pensato e, quindi, un nuovo mercato.
Mai porre freni all'intraprendenza!
Tuttavia si consiglia, prima di lanciarsi nell'avventura, di studiare con attenzione lo stato dell'arte nei settori e nei mercati in cui si ambisce ad entrare. Per non....scoprire l'acqua calda! 

CRISI  BISOGNI  CONOSCENZA DEL MERCATO

L'errore da non commettere è, infatti, un esame disattento del mercato di riferimento. Una Idea può essere tecnicamente, scientificamente, esteticamente, pure oggettivamente bella, ma se è avulsa alla clientela potenziale si trasformerà in un insuccesso. 
Considerata l' innata creatività che caratterizza l'essere umano, ogni persona è in grado di dare il suo aiuto al soddisfacimento di bisogni collettivi. 
In soldoni, siamo tutti dei possibili imprenditori: la valorizzazione di questa dote insita nella nostra natura dipende, oltre che dal contesto di riferimento, anche dalla nostra personale propensione al rischio. 

CREATIVITA'  RISCHIO  IMPRENDITORE

In tempi di crisi l’avversione al rischio può certo aumentare ma, nel contempo, diminuiscono le alternative praticabili al “mettersi in proprio”: scarseggia, infatti, la domanda di lavoro alle dipendenze, mentre lo Stato indebitato blocca i concorsi per il reclutamento dei dipendenti pubblici. In tale contesto, l’auto-imprenditorialità rappresenta una delle residue possibilità, oltre che di conseguire un reddito, anche di vedere valorizzate le proprie conoscenze e competenze professionali.


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La teoria del suocero allegro ovvero ... dell'imprenditore determinato

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