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martedì 9 settembre 2014

Pubblicata sulla GU la versione definitiva dell'ACCORDO DI PARTENARIATO 2014-2020

Ora la nuova programmazione può davvero partire (speriamo).

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/09/09/14A06886/sg

martedì 29 aprile 2014

Finanziamenti UE per promuovere i prodotti agricoli tipici (DOP, IGP, biologico, ecc.) nell’Unione europea e nei paesi terzi


Per promuovere i prodotti agricoli nell’Unione europea e nei paesi terzi, la Commissione europea ha approvato 20 programmi, per lo più di durata triennale, con una dotazione finanziaria complessiva di 46,5 milioni di euro, di cui 23,3 milioni a carico dell’UE.
I programmi selezionati coprono varie categorie di prodotti, come i prodotti di qualità (DOP, IGP e STG), i prodotti biologici, gli ortofrutticoli, il vino, il latte e i prodotti lattiero-caseari, i fiori, gli ortofrutticoli trasformati, cereali e riso trasformati, l’etichettatura delle uova, nonché le combinazioni di diverse categorie di prodotti.
Le regioni e i paesi terzi interessati sono: America del Nord, Russia, Cina, Medio Oriente, Asia sudorientale, India, America latina, Norvegia, Azerbaigian, Bielorussia e Turchia. 
I 20 programmi selezionati — 12 riguardanti il mercato interno e 8 i paesi terzi — sono stati scelti fra 33 progetti presentati entro il 30 novembre 2013 nel quadro del regime di informazione e di promozione, come prima serie di programmi presentati per il 2014.
Conformemente alle norme in vigore (regolamento n. 3/2008 del Consiglio), l’UE può cofinanziare azioni di informazione e di promozione dei prodotti agricoli sul proprio mercato interno e nei paesi terzi, con una dotazione finanziaria di circa 60 milioni di euro l’anno.
Con il recente accordo politico sulle nuove norme in materia di promozione dei prodotti (cfr. STATEMENT/14/96), l’ammontare della dotazione finanziaria salirà a 200 milioni di euro entro il 2020, anche se il nuovo sistema sarà in vigore soltanto a partire dal 2016.
Le azioni finanziate possono consistere in pubbliche relazioni o campagne pubblicitarie e promozionali sui pregi dei prodotti dell’Unione, soprattutto in termini di qualità, igiene e sicurezza alimentare, nutrizione, etichettatura, benessere degli animali o metodi di produzione rispettosi dell’ambiente.
Vi rientrano inoltre la partecipazione a eventi e fiere, le campagne di informazione sul sistema europeo delle denominazioni di origine protette (DOP), delle indicazioni geografiche protette (IGP) e delle specialità tradizionali garantite (STG), le informazioni sui sistemi europei di qualità, etichettatura e agricoltura biologica e le campagne di informazione sul sistema dei vini di qualità prodotti in regioni determinate (VQPRD).
L’UE finanzia fino al 50% dei costi, percentuale che può arrivare fino al 60% per i programmi che promuovono il consumo di frutta e verdura tra i bambini o per le azioni di informazione sul consumo responsabile di alcolici e sui pericoli derivanti dall’abuso di alcol. Il resto è a carico delle organizzazioni professionali o intersettoriali che propongono le iniziative e, in alcuni casi, anche degli Stati membri interessati.
Per poter partecipare, le organizzazioni professionali interessate possono presentare due volte l’anno le proprie proposte agli Stati membri che trasmettono quindi alla Commissione l’elenco dei programmi prescelti e una copia di ciascun programma.
I programmi proposti sono successivamente valutati dalla Commissione che ne stabilisce l’ammissibilità.

Tabella Campagne promozionali approvate:

Tabella Campagne promozionali prodotti agricoli UE



Collegamento:

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-493_it.htm


giovedì 17 aprile 2014

Finanziamenti UE: una guida per tutti (imprese, giovani, associazioni, enti pubblici, ricercatori)

A cosa serve il bilancio dell'UE?

Finanzia le azioni che i paesi membri non possono finanziare da soli o che è possibile finanziare a costi inferiori riunendo le risorse. Il bilancio è adottato seguendo una procedura democratica: è preparato dalla Commissione europea (l'organo esecutivo dell'UE), viene poi discusso e approvato dal Consiglio dell'UE (che rappresenta i paesi membri, compresa l'Italia) e dal Parlamento europeo (dove 73 deputati eletti democraticamente rappresentano l'Italia).
Una volta adottato, il bilancio è gestito congiuntamente dai paesi membri dell'UE e dalla Commissione o direttamente dalla Commissione.
Nella pratica, l'80% del bilancio dell'UE è gestito dalle amministrazioni nazionali o regionali.
Mediante sovvenzioni, prestiti e altre forme di finanziamento, il bilancio UE fornisce sostegno finanziario a centinaia di migliaia di beneficiari, fra cui studenti, scienziati, ONG, PMI, città e regioni, solo per citare alcuni esempi.

Da dove provengono i fondi?

Il bilancio dell'UE è finanziato in larga misura dalle "risorse proprie", che hanno tre fonti:
1) i dazi doganali sulle importazioni provenienti dai paesi extra UE e i contributi nel settore dello zucchero;
2) una piccola parte dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) applicata nell'UE;
3) i contributi di ogni paese membro, direttamente proporzionali alla sua quota di reddito nazionale lordo (RNL) dell'UE, che sono la principale fonte di entrate per il bilancio dell'UE (76% nel 2012).
Gli Stati membri dell'UE hanno adottato questo sistema all'unanimità per un periodo di sette anni e i parlamenti nazionali hanno ratificato questa decisione. Tra le altre fonti di entrate figurano le tasse sugli stipendi del personale dell'UE, le sanzioni imposte alle imprese che non hanno rispettato le norme della concorrenza e gli interessi bancari. Non esiste un'imposta diretta europea. Sono i paesi membri che controllano i rispettivi sistemi fiscali.

Dove vengono destinati i fondi?

Il 94% dei fondi dell'UE finanzia le varie politiche dell'Unione europea e in larga misura ritornano agli Stati membri. Il 6% circa del bilancio finanzia il funzionamento delle istituzioni dell'UE.

Il quadro finanziario pluriennale dell'UE 2014-2020 in sintesi

Il bilancio dell'UE è adottato ogni anno, ma deve essere definito entro i limiti del quadro finanziario pluriennale (QFP). Il QFP è un programma di spesa che fissa gli importi massimi annui che l'UE può spendere in diversi settori di attività in un determinato periodo (di solito sette anni). Quindi getta le basi per le priorità politiche dell'UE per sette anni.
Per il periodo di finanziamento 2014-2020, l'UE intende realizzare gli obiettivi della strategia di crescita Europa 2020, concentrandosi su ciò di cui l'Europa ha bisogno per superare la crisi economica e finanziaria e sui settori in cui può veramente fare la differenza.
Gli elementi chiave del QFP 2014-2020 sono:
- crescita, occupazione e competitività in primo piano, con un aumento degli investimenti a favore di istruzione e ricerca e un nuovo fondo per il meccanismo per collegare l'Europa con l'obiettivo di rilanciare i progetti infrastrutturali su scala europea per i trasporti, l'energia e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
- maggiore qualità della spesa semplificando le regole per i fondi UE, dando la priorità agli investimenti che producono risultati tangibili e sospendendo i finanziamenti se un paese non attua rigorose politiche economiche e fiscali;
- riforma della politica agricola comune per un'agricoltura europea più competitiva e rispettosa dell'ambiente;
- lotta ai cambiamenti climatici quale componente fondamentale di tutte le principali politiche dell'UE, obiettivo al quale sarà devoluto il 20% del QFP per il 2014-2020;
- solidarietà con le regioni e i paesi più poveri dell'UE, che riceveranno la quota più elevata dei finanziamenti regionali, e creazione di un nuovo fondo per l'occupazione giovanile;
- riduzione della crescita della spesa amministrativa grazie ai tagli al personale delle istituzioni europee.

L'Italia nella UE

Agricoltura e sviluppo rurale
L'Italia è uno dei più grandi produttori agricoli dell'UE ed è quindi anche uno dei principali beneficiari di finanziamenti europei per l'agricoltura. La PAC sostiene gli agricoltori e promuove prodotti alimentari sani e buoni, ma protegge anche l'ambiente e stimola le economie rurali.

Politica regionale
La politica regionale, il cui obiettivo è ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali fra le regioni europee, investe in progetti a favore di creazione di posti di lavoro, competitività, crescita economica, migliore qualità della vita e sviluppo sostenibile.

Ricerca
La ricerca e l'innovazione sono fra le priorità assolute dell'agenda dell'UE per la crescita e l'occupazione e sono essenziali anche per far fronte ai problemi più pressanti di oggi: energia, sicurezza alimentare, cambiamenti climatici e invecchiamento della popolazione.

Collegamento

http://ec.europa.eu/budget/mycountry

Per scaricare gratuitamente la Guida per principianti sui finanziamenti UE, visita il sito di AGEVOFACILE:

http://www.agevo-facile.it/finanziamentiue_24.html

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