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mercoledì 3 dicembre 2014

Garanzia Giovani: bandi Servizio Civile Nazionale per 5.504 volontari

Bando Servizio Civile Nazionale Garanzia Giovani

Il governo intende avviare al Servizio Civile Nazionale (SCN), nell'anno 2015, in tutto 5.504 volontari nell'ambito dei progetti approvati con Decreto del Capo Dipartimento 3/10/2014 per l'attuazione del Programma Operativo Nazionale Iniziative Occupazione Giovani ("Garanzia Giovani") e presentati da enti iscritti all'Albo nazionale. Tali progetti sono localizzati unicamente nel territorio delle Regioni che hanno inserito la misura relativa al SCN nel loro programma di attuazione di Garanzia Giovani, ovvero:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Campania
  • Friuli Venezia Giulia
  • Lazio
  • Piemonte
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia
  • Umbria.
Per ciascuna delle suddette Regioni, è stato pubblicato un bando per la selezione di un numero preciso di volontari da assegnare ai progetti localizzati nel territorio regionale.

Scadenza per la presentazione delle domande: 15 Dicembre 2014

venerdì 10 ottobre 2014

Garanzia Giovani: le assunzioni effettuate dal 3/10/14 sono oggetto di incentivo INPS per i datori di lavoro

Logo Garanzia Giovani


Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2014

Messaggio INPS n. 7598 del 9-10-2014:
A decorrere dal 10 ottobre  2014, è accessibile dal sito INPS il modulo telematico “GAGI” per inoltrare la domanda preliminare di ammissione al beneficio e chiedere la prenotazione dell’importo spettante. Il modulo è accessibile all'interno dell’applicazione “DiResCo - Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente” seguendo il percorso “servizi on line”, “per tipologia di utente”, “aziende, consulenti e professionisti”, “servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e pin), “dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.
Le istanze relative alle assunzioni effettuate tra il 3 e il 9 ottobre 2014 dovranno, quindi, essere inviate ad INPS entro sabato 25 ottobre 2014.
Per tali istanze la verifica delle disponibilità dei fondi sarà effettuata secondo l’ordine cronologico di decorrenza dell’assunzione. Per le istanze relative alle assunzioni effettuate a decorrere dal  10 ottobre 2014 la verifica delle disponibilità dei fondi sarà, invece, effettuata secondo il criterio generale dell'ordine cronologico di presentazione dell’istanza stessa.
Dopo il 25 ottobre 2014 sarà comunque possibile inviare istanze per assunzioni effettuate tra il 3 e il 9 ottobre 2014: per tali istanze, tuttavia, la verifica delle disponibilità dei fondi sarà effettuata secondo il criterio generale dell'ordine cronologico di presentazione dell’istanza stessa.

Aggiornamento: 6 Ottobre 2014

In data 3 Ottobre 2014 l'INPS ha pubblicato la Circolare n. 118 con le prime indicazioni operative sull'applicazione del presente incentivo. Il testo che segue recepisce le integrazioni della Circolare.

In data 2 Ottobre 2014 sul sito del programma Garanzia Giovani è stato pubblicato il Decreto Direttoriale del Ministero del Lavoro n. 1709 dell'8 Agosto 2014, con il quale viene disciplinata l'attuazione della misura "Bonus Occupazione" a vantaggio dei datori di lavoro che assumono giovani partecipanti al programma. Pur non essendo ancora disponibile la piattaforma telematica dell'INPS per la prenotazione dell'incentivo, quest'ultimo potrà essere fruito dalle imprese che effettuano assunzioni a partire dal giorno successivo alla data di pubblicazione del presente decreto su Internet (3/10/2014). Il Decreto prevede che le modalità operative per la richiesta del bonus siano fornite con apposita circolare INPS da emanare entro un mese dalla pubblicazione (ancora da avvenire) del presente Decreto sulla Gazzetta Ufficiale. In data 3 Ottobre 2014, la stessa INPS ha pubblicato la Circolare n. 118 con le prime indicazioni operative sull'applicazione del presente incentivo. La scheda di misura che segue recepisce le integrazioni della Circolare.

Incentivo INPS per assunzioni effettuate fra il 3/10/2014 ed il 30/06/2017

Sommario

1. Obiettivi
2. Normativa di riferimento
3. Risorse disponibili
4. Beneficiari
5. Tipologia e misura dell'agevolazione
6. Presentazione e valutazione delle domande
7. Fruizione dell'incentivo
8. Collegamenti

martedì 17 giugno 2014

Bando per gli Enti di servizio civile: presentazione progetti 2014-2015 e Garanzia Giovani (scad. 31/07/2014)



Scadenza: 31 Luglio 2014

E’ stato pubblicato l’avviso agli enti di servizio civile nazionale per la presentazione dei progetti ordinari per gli anni 2014 e 2015 e dei progetti di servizio civile nazionale per il programma "Garanzia giovani".
Con l’utilizzo delle risorse del Fondo nazionale del servizio civile disponibili per gli anni 2014 e 2015 e con quelle previste per l’attuazione del programma Garanzia giovani sarà possibile avviare al servizio civile circa 37.000 giovani, di cui circa 11.000 volontari con i progetti di Garanzia giovani.
L’avviso emanato è unico ma i procedimenti di selezione dei progetti saranno differenziati.
La selezione dei progetti per Garanzia giovani sarà completata entro la fine di settembre 2014, così da consentire in tempi molto brevi l’avvio dei primi giovani.

martedì 3 giugno 2014

Garanzia Giovani: spot del Governo destinato alle imprese in cerca di giovani competenze

Copertina spot per le imprese - Garanzia Giovani


Garanzia Giovani è il piano europeo con cui Stato e Regioni offrono ai giovani fra i 15 ed i 29 anni che non studiano e non lavorano un'opportunità di lavoro, tirocinio, apprendistato. E' una occasione per le imprese di formare professionisti ed essere più competitive. utilizzando bonus economici per le nuove assunzioni e incentivi per tirocinio e apprendistato.

Guarda lo spot:

martedì 20 maggio 2014

Garanzia Giovani contro la disoccupazione under 30: formazione ed incentivi ai giovani ed alle imprese

Logo Garanzia Giovani


Nella prima settimana dal lancio del piano, avvenuto il 1 Maggio 2014, quasi 30.000 giovani hanno aderito a Garanzia Giovani tramite il sito nazionale e i portali regionali, con un trend in costante crescita.
Il Ministero del Lavoro sta ora promuovendo specifici Protocolli di collaborazione con le principali Associazioni imprenditoriali, ed anche con alcune grandi imprese, finalizzati ad incrementare e rendere facilmente disponibili sulla piattaforma della "Garanzia Giovani" le offerte delle imprese.
Dopo quelli con Finmeccanica (28 marzo) e con la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) (22 aprile) e l'Associazione Giovani Imprenditori Agricoli (AGIA) (7 maggio), sono stati siglati i protocolli con le organizzazioni che fanno parte di Rete Imprese Italia: Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti.

Scadenza per la registrazione sul sito 
www.garanziagiovani.gov.it31 Dicembre 2015 


Indice

1. Contesto normativo
2. Risorse disponibili
3. Destinatari
   3.1. Giovani
   3.2. Imprese
4. Ruolo delle Regioni
5. Natura del sostegno ai giovani
6. Servizi attivati
   6.1. Accoglienza
   6.2. Orientamento
   6.3. Formazione
   6.4. Accompagnamento al lavoro
   6.5. Apprendistato
   6.6. Tirocini
   6.7. Servizio civile
   6.8. Sostegno all’autoimprenditorialità
   6.9. Mobilità professionale all’interno del territorio nazionale o in Paesi UE
   6.10. Bonus occupazionale per le imprese
7. Collegamenti
8. Spot del programma Garanzia Giovani


mercoledì 30 aprile 2014

Garanzia Giovani in Emilia-Romagna: dal 1 Maggio 2014 pienamente operativi i nuovi servizi per l'occupazione e l'autoimprenditorialità giovanile



Dal 1° maggio 2014 i ragazzi e le ragazze tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano potranno aderire al progetto dell’Unione Europea "Garanzia Giovani". Per loro nuovi servizi e opportunità per acquisire competenze ed entrare nel mercato del lavoro.
   
Oltre 74 milioni di euro sono le risorse a disposizione per avviare le nuove misure, provenienti dal Fondo Sociale Europeo. L’Emilia-Romagna è tra le prime Regioni a sottoscrivere la convenzione con il Ministero del Lavoro.


La Garanzia Giovani permette in Emilia-Romagna di integrare e qualificare le diverse opportunità dell’infrastruttura formativa regionale e si pone in continuità con le scelte effettuate nel 2012 con il “Piano per l'accesso dei giovani al lavoro, la continuità dei rapporti di lavoro, il sostegno e la promozione del fare impresa”.

sabato 1 marzo 2014

Garanzia Giovani: lo stato attuale dei piani proposti dai Paesi UE



http://www.europarl.europa.eu/news/en/news-room/content/20140226STO37008/


Garanzia Giovani: prevista per marzo 2014 la partenza del nuovo piano nazionale



Il nuovo governo è chiamato, anche in considerazione degli allarmanti dati statistici sulla disoccupazione giovanile, soprattutto al Sud, a dare applicazione al Piano Nazionale Garanzia Giovani su cui si era impegnato il precedente governo.

Tra i destinatari delle nuove misure, spiccano i NEET - Not (engaged) in education employment training, ovvero i giovani che non lavorano ne' studiano.

Principali interventi previsti:

- i giovani fra i 15 e i 24/29 anni, disoccupati o che hanno appena terminato gli studi, che si registreranno presso i servizi provinciali per l'impiego riceveranno entro 4 mesi una offerta di lavoro o di prosecuzione studi o di apprendistato/tirocinio;

- incentivare le nuove assunzioni integrando le risorse gia' previste dal pacchetto Giovannini;

- sconto contributivo per apprendistato;

- servizio civile;

- stage da 500 euro mensili.

Obiettivo previsto: supportare 900.000 giovani (un terzo in Campania e Sicilia).

Risorse disponibili: 567 miliardi da Garanzia Giovani, idem da FSE e 40% cofinanziamento nazionale.


Ulteriori informazioni sul Piano Garanzia Giovani:
www.lavoro.gov.it/Priorita/Pages/Giovani.aspx


FONTE Sole 24 Ore del 1/03/2014

venerdì 13 dicembre 2013

Impegno 2014: ce la farà Letta ad assecondare la timida ripresa economica prevista nel nuovo anno?



Proviamo ad esaminare insieme il discorso di Letta pronunciato alla Camera il giorno 11 dicembre 2013 per il voto sulla fiducia al Governo.

Propongo di seguito alcuni stralci a mio avviso significativi.

Prima, però, elenco le parole e i concetti che, all'interno del medesimo discorso, mi hanno più colpito:

Ventennio sprecato  patto di governo  articolo 138  riduzione parlamentari  abolizione Province dalla Costituzione  un'unica Camera che dia la fiducia e faccia le leggi  riforma Titolo V per chiarire le responsabilità ci ciascun livello di governo  meccanismi maggioritari  far scendere le tasse su famiglie e imprese  aggressione alla disoccupazione giovanile  usare al meglio i fondi strutturali europei  politiche di competitività industriale  Destinazione Italia  nuova Legge Sabatini  garanzia per i giovani  riforma degli ammortizzatori sociali  comunità  conciliazione lavoro-famiglia  costituente della scuola  decreto per rilanciare il turismo  bando Capitale italiana della cultura  agenda verde  riduzione costo lavoro  credito di imposta per la ricerca  fondi per incentivare la digitalizzazione delle PMI  partecipazione dei lavoratori alle imprese (modello tedesco)  valutazione trasparente delle politiche pubbliche (unico sito Internet)  unione bancaria  contratti per la crescita fra Paesi UE


Troppa carne al fuoco per un solo anno, dopo 30 anni di quasi-immobilismo?


Intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, alla Camera dei Deputati

[...] ho sempre considerato questa esperienza come il passaggio da una situazione di contrapposizione tossica tra nemici a un sistema di competizione sana tra avversari; un passaggio obbligato dall'esito del voto di febbraio, ma, soprattutto, dalla necessità di archiviare un ventennio sprecato. [...] sono state infatti troppe le occasioni mancate: sprecata l'opportunità di riformare la politica, le istituzioni; sprecata la chance di invertire il declino dell'economia italiana prima che la crisi intervenisse, come un uragano, a sconvolgere la vita dei cittadini, delle famiglie e delle imprese.

[...] la trasformazione politica determinatasi in questi sette mesi è di gran lunga la più radicale di tutta la Seconda Repubblica. [...] Oggi però la coalizione è diversa, è più unita. Ci sono, dunque, le condizioni per definire nelle prossime settimane un patto di Governo tra chi sceglie di concederci la fiducia, un patto che chiamerò da adesso in poi «impegno 2014».

[...] propongo che si lavori sulla procedura dell'attuale articolo 138 della Costituzione e che ci si concentri su quattro obiettivi di cambiamento.
  Il primo: la riduzione del numero dei parlamentari, priorità largamente condivisa in questo Parlamento e che necessita di un intervento di cambiamento della Carta costituzionale.
  Il secondo: l'abolizione delle province dalla Costituzione. Il disegno di legge in materia l'abbiamo depositato nei mesi scorsi. Si aspettava l'approvazione definitiva del disegno di legge costituzionale che istituiva procedure ad hoc per le riforme costituzionali; quella oggi è impossibile, quindi è bene oggi procedere subito sul disegno di legge costituzionale già presentato sull'abolizione delle province.
  Il terzo: la fine del bicameralismo perfetto, con un'unica Camera che dia la fiducia e faccia le leggi e l'altra che esprima più compiutamente il disegno di raccordo con le autonomie, già presente nella Carta costituzionale.
  Il quarto: una riforma del Titolo V della Costituzione che metta ordine nel rapporto tra centro e poteri decentrati, migliori il ruolo delle specialità e chiarisca le responsabilità di ciascun livello di governo, limitando al massimo quelle concorrenti in favore della competenza esclusiva dello Stato oppure delle regioni.
  [...] cittadini che con un referendum saranno comunque chiamati a decidere se confermare o meno una riforma che consentirà alle nostre istituzioni di funzionare meglio [...].
  [...] la democrazia dell'alternanza è un obiettivo irrinunciabile e ci impone di orientarci verso meccanismi maggioritari. [...] È fondamentale ora [...] creare un legame, il più diretto possibile, tra elettori e il loro eletto.

   [...] non nego che la minaccia continua di instabilità abbia contribuito a indebolire l'azione del Governo. [...] La caduta del PIL si è arrestata [...]. Il Paese oggi può ripartire, naturalmente però dobbiamo attuare le misure già approvate e varare subito le riforme indispensabili per rendere strutturale il recupero di competitività.
  [...] cinque sono i punti che devono essere, a mio avviso, alla base del nostro impegno per il 2014. Dobbiamo innanzitutto continuare a far scendere contemporaneamente il debito, il deficit, le spese di parte corrente e le tasse su famiglie e su imprese, piccole e grandi.
  Secondo: dobbiamo raggiungere l'anno prossimo la crescita dell'ordine di grandezza dell'1 per cento e arrivare alla crescita del 2 per cento nel 2015, una crescita che sia strutturale e che si accompagni a un'aggressione efficace alla disoccupazione, a partire da quella giovanile.
  Terzo: dobbiamo rilanciare gli investimenti pubblici, spendendo le risorse stanziate, usando al meglio i fondi strutturali europei ed eliminando i colli di bottiglia nell'attuazione delle decisioni prese su infrastrutture e opere, grandi e piccole.
  Quarto: dobbiamo aggiornare le nostre politiche di competitività industriale a sostegno di imprese, in particolare piccole e medie, affinché siano sempre più innovative, digitalizzate e internazionalizzate.
  Quinto: dobbiamo creare un clima più favorevole agli investimenti attraverso il piano «Destinazione Italia», con le sburocratizzazioni, l'apertura dei mercati, le semplificazioni, in particolare dei codici del lavoro e di quello fiscale, e le riforme della giustizia civile.
 [... ] è il tempo delle azioni sull'economia reale per i lavoratori, per gli artigiani, gli imprenditori, i professionisti, i commercianti, i ricercatori.

  Parto dal dire che intanto sono operativi ora, in questo mese, gli strumenti che sono stati messi a punto in questi mesi di Governo.Chi vuole investire sui macchinari e sulle dotazioni tecnologiche, grazie alla nuova «legge Sabatini» contenuta nel «decreto Fare», può farlo, abbattendo gli interessi sul finanziamento e con un'ampia garanzia statale. Chi vuole assumere un giovane disoccupato, può farlo con l'incentivazione straordinaria della decontribuzione totale. [...] Chi vuole dare un impiego a una persona di qualsiasi età, uscita dai cicli produttivi, una persona in difficoltà, può farlo, beneficiando, dal momento dell'assunzione, dell'ammortizzatore sociale residuo. Chi vuole ristrutturare, con criteri ecocompatibili la propria abitazione, ora lo può fare con uno sconto fiscale mai così alto e sulla casa voglio anche sottolineare i fondi messi a sostegno della morosità incolpevole, a sostegno delle giovani coppie e dei lavoratori precari.
 [...] i disabili, per i quali si è operata un'inversione di tendenza su alcune voci di spesa sociale che verranno rafforzate l'anno prossimo.
  Sempre l'anno prossimo, vogliamo e possiamo sperimentare quei nuovi strumenti di sostegno per l'inclusione attiva contro la povertà previsti nelle riforme di questi mesi.
Dobbiamo far sì che funzionino bene e siano estesi in modo strutturale dal 2015.
  Allo stesso modo, nel 2014, completeremo la riforma degli ammortizzatori sociali: vanno disegnati meglio, vanno estesi a chi vive l'estrema vulnerabilità personale e familiare generata dalla chiusura di tante aziende, piccole e grandi. In un clima di dialogo sociale, si deve andare verso un sistema che privilegi il lavoratore rispetto al solo posto di lavoro. [...] Ed è proprio quella parola «comunità» che vi chiedo di rilanciare con forza, il ruolo dei corpi intermedi, dell'associazionismo, del volontariato, la forza economica e di competitività delle donne che oggi non valorizziamo come dovremmo e, soprattutto, come servirebbe. Per questo, dopo aver attivato, in questi mesi, le forme di incentivazione previste dalle misure a favore dell'occupazione femminile, il 2014 sarà l'anno delle misure sulla conciliazione lavoro-famiglia, delle quali stiamo già preparando i contenuti.
 [....] Il primo gennaio prende avvio la garanzia per i giovani: il nuovo strumento che a giugno è stato approvato, per l'Italia, è una grande sfida; ci sono le risorse, tutto è pronto, adesso va attuato, dal primo gennaio.

    [...] Anzitutto, un piano da attuare entro marzo, di interventi per rilanciare l'università e la ricerca,[...] potenziamento della valutazione, nuove regole per il finanziamento degli atenei e la contribuzione studentesca, costo standard per studente, diritto allo studio da rafforzare. In secondo luogo, una costituente della scuola da concludere entro giugno, per adottare gli interventi con gli obiettivi precisi: i ragazzi devono diplomarsi prima, con competenze migliori e un orientamento più chiaro sulle future scelte professionali di formazione superiore. Gli insegnanti devono avere opportunità di formazione adeguate e regole di reclutamento e carriera stabili, basate su trasparenza e merito. Il ciclo di istruzione deve iniziare per tutti con la scuola dell'infanzia, che è un diritto dei bambini e uno strumento per favorire la conciliazione famiglia-lavoro e le pari opportunità.
E poi i giovani ricercatori. Dopo aver portato il turnover al 50 per cento dobbiamo procedere su questa strada. [...] nel nostro semestre di presidenza europea lavoreremo per promuovere la mobilità dei ricercatori e completare l'area europea della ricerca.

  Il secondo aspetto: la bellezza come grande risorsa economica. Proseguiremo nell'azione avviata, confermando l'impegno a investire sulla cultura. A gennaio, arriverà in Consiglio dei Ministri il decreto per rilanciare il turismo. Sempre a gennaio, in linea con il «decreto valore cultura» già varato, sarà lanciato il bando per il progetto annuale «Capitale italiana della cultura» e il 27 maggio, l'anniversario della drammatica strage dei georgofili, culminerà con la designazione della prima capitale italiana della cultura per l'anno 2015. [...] dobbiamo semplificare le procedure per realizzare presto e bene gli interventi come previsto nell'agenda verde, il collegato ambientale alla legge di stabilità.

  Le imprese sono il terzo punto. [...] Il Parlamento ci ha impegnato a impiegare nella ulteriore riduzione del costo del lavoro i proventi della revisione della spesa e del ritorno dei capitali dall'estero. Inseriremo questo automatismo nell'ultimo passaggio, nei prossimi giorni, del disegno di legge di stabilità proprio qui alla Camera, dopo averlo discusso con le parti sociali.
  «Destinazione Italia», il piano per l'attrazione degli investimenti e il rilancio della competitività, sarà invece venerdì in approvazione al Consiglio dei Ministri. Vogliamo dare agli investitori e agli imprenditori certezza delle procedure, certezza dei tempi, anche della giustizia, certezza sul fisco, il tutto per abolire o semplificare procedure inutili e per modernizzare l'intera pubblica amministrazione. All'interno del piano ci saranno un credito di imposta per la ricerca e fondi per incentivare la digitalizzazione delle piccole e medie imprese.
  Ancora venerdì interverremo, con «destinazione Italia», anche su un altro dei fattori frenanti della competitività, ovvero l'alto costo dell'energia. Una riduzione di 600 milioni di euro sulle bollette che si somma a quella già prevista dal «decreto Fare».
  [...] Io credo profondamente nel ruolo dello Stato, ma credo anche che lo Stato, per essere credibile e funzionante, non debba occuparsi di tutto. L'arrivo di capitali privati può essere momento di svolta per iniettare risorse fresche, rilanciare la produzione, garantire lo sviluppo delle aziende coinvolte (il caso esempio di Fincantieri e di Sace che trarranno dalla valorizzazione risorse fresche per il loro sviluppo). [...] quella che voglio lanciare qui è una proposta –, è il tentativo di sperimentare in Italia la Mitbestimmungtedesca, destinata a influenzare in meglio le relazioni industriali, la partecipazione dei lavoratori e il modello di impresa nel nostro Paese .
  [...] E ancora, nel prossimo Consiglio dei ministri, in tema di tutela della concorrenza e apertura dei mercati, partiremo dal settore assicurativo con un intervento in grado di far scendere sensibilmente le tariffe dell'RC auto.

[...] Abbiamo introdotto, nel «decreto Fare», un principio importante che adesso dobbiamo attuare: l'amministrazione, il pubblico, deve pagare ogni ritardo che è colpa propria. [...] nel 2014 entrerà in funzione un contatore della semplificazione per verificare e valutare le performance della pubblica amministrazione. [...] stiamo costruendo, analogamente a quanto fatto nel Regno Unito, un sito unico del Governo, delle agenzie e degli enti pubblici strumentali, in cui siano riportate, in modo dettagliato, le politiche pubbliche con gli obiettivi e i risultati attesi, le azioni adottate e gli adempimenti da assumere con la relativa tempistica. Tutti i materiali dovranno essere open data. Più trasparenza significa responsabilità sociale: vale per le imprese, deve valere per lo Stato.

[...] Per sei mesi da luglio saremo alla guida dell'Europa in una delle epoche più tormentate della storia europea: [...] vi propongo qui quattro obiettivi concreti. Il primo: impegnarsi a realizzare subito, a partire dal Consiglio europeo del 19-20 dicembre, senza ritardi, una vera unione bancaria. [...] Servirà per abbassare il costo del credito a imprese e famiglie; servirà ad impedire nuove crisi del settore bancario; servirà anche a lavorare perché si eviti quella instabilità sui mercati finanziari che tanti danni ci ha fatto e che continua[..].
  Il secondo: [...] creazione di intese contrattuali per le riforme strutturali  [...] «contratti per la crescita», volontari e collegati a incentivi finanziari.
  Il terzo: spingere per [...] la lotta alla disoccupazione, specie giovanile [...]
  Il quarto: [...]  la nostra Presidenza [...] apre la legislatura 2014-2019, della stabilità e della crescita in Europa e quindi anche in Italia.
  [...] un rilancio della cooperazione allo sviluppo, la cui legge base, in Italia, riformeremo nel 2014. [...]

sabato 30 novembre 2013

Garanzia Giovani contro la disoccupazione: un concorso on-line per scegliere la comunicazione più efficace dell'iniziativa

Informare i giovani sulle misure messe in campo a sostegno dell'occupazione e spingerli ad attivarsi per cogliere le opportunità previste dal
"Piano Italiano per la Garanzia Giovani
", progetto europeo che verrà avviato a gennaio 2014 e che ha lo scopo di favorire l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
Con questo obiettivo, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il supporto tecnico di Italia Lavoro, oggi dà il via a una gara sul web per l'ideazione dello spot e della linea grafica che caratterizzeranno la campagna di comunicazione che accompagnerà l'attuazione della Garanzia Giovani in Italia. Il brief di gara - che illustra ai concorrenti lo scenario, i messaggi da comunicare, le attività richieste e i premi - è consultabile al link
:

http://zooppa.com/it-it/contests/garanzia-giovani/brief

L'idea di affidare a un contest on-line la creazione dei principali strumenti di comunicazione della Garanzia Giovani nasce dal desiderio di far partecipare il più ampio numero possibile di giovani ad un progetto rivolto proprio a loro, coinvolgendoli in esso fin dall'inizio e stimolando l'avvio di un dibattito "virale", che faccia circolare idee e proposte creative per sviluppare messaggi e prodotti adatti ai giovani elaborati dai giovani stessi.
Questa iniziativa di crowdsourcing utilizzerà la piattaforma di Zooppa, start up italiana guidata da giovani manager, e coinvolgerà una community potenziale di oltre 214.000 creativi, di cui 75.000 italiani.


Per ulteriori informazioni, visita il sito del Ministero del 
Lavoro:
www.lavoro.gov.it

venerdì 22 novembre 2013

Il Parlamento Europeo approva il Bilancio 2014-2020: le conferme (FESR, FSE, cooperazione...) e le novità (Europa Creativa, COSME, Horizon 2020,..) per il raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020

Versione integrale del comunicato su Slideshare


Comunicato stampa IP/13/1096 del 19/11/2013


Bilancio UE 2014-2020: 1 000 miliardi di euro da investire nel futuro dell’Europa


Il Parlamento europeo ha approvato, lo scorso 19 Novembre 2013, il nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) dell'Unione Europea per i prossimi sette anni (2014-2020).

Grazie al via libera del Parlamento, nelle prossime settimane la proposta di QFP entrerà nella fase finale di approvazione al Consiglio, mettendo fine a ben due anni e mezzo di intensi negoziati.

Tra il 2014 e il 2020 l’Unione europea investirà circa 1.000 miliardi di euro nella crescita e nell'occupazione, contribuendo così a superare la crisi e rafforzare e sostenere la ripresa avviatasi in tutta l’UE, sostenendo finanziariamente quanti vivono al di sotto della soglia di povertà o che sono in cerca di lavoro, offrendo opportunità di investimento alle imprese di piccole dimensioni e garantendo assistenza alle comunità locali, agli agricoltori, ai ricercatori e agli studenti.

Messaggio video del presidente Barroso scaricabile qui

Grazie al nuovo quadro finanziario pluriennale 2014-2020, l’Unione europea potrà investire fino a 960 miliardi di euro in stanziamenti d’impegno (1% del reddito nazionale lordo - RNL - dell’UE) e 908,4 miliardi di euro in pagamenti (0,95% dell’RNL dell’UE). Non vi rientrano invece gli strumenti per circostanze impreviste (riserva per aiuti d’urgenza, Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, Fondo di solidarietà e strumento di flessibilità) e il Fondo europeo di sviluppo; questi strumenti, se pienamente mobilitati, rappresentano altri 36,8 miliardi di euro (0,04% dell'RNL dell’UE).

Il nuovo bilancio 2014-2020 definisce priorità di spesa finalizzate alla crescita sostenibile, all’occupazione e alla competitività dell’Unione, in linea con la strategia di crescita Europa 2020.


I 12 punti salienti del bilancio:

  1. Il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) daranno un notevole contributo all'occupazione venendo in aiuto alle persone in cerca di lavoro. L'FSE destinerà almeno 70 miliardi di euro (circa 10 miliardi l’anno) alla creazione di posti di lavoro, integrando gli interventi in ambito nazionale. La nuova iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, con una copertura di almeno 6 miliardi di euro nell'ambito dell'FSE, servirà a sostenere la realizzazione della garanzia per i giovani nel periodo 2014-2015. Nel complesso la politica di coesione riformata permetterà di mobilitare fino a 366,8 miliardi di euro destinati alle Regioni e alle città dell'UE e all'economia reale. È principalmente tramite questo strumento d'investimento che l'Unione realizzerà gli obiettivi della strategia Europa 2020: crescita e occupazione, lotta contro i cambiamenti climatici e riduzione della dipendenza energetica, della povertà e dell’esclusione sociale. Il FESR concorrerà alla realizzazione di questi obiettivi indirizzando le proprie risorse verso priorità fondamentali, quali il sostegno per le piccole e medie imprese, con l’obiettivo di raddoppiare i fondi da 70 a 140 miliardi di euro in 7 anni. Tutti i fondi strutturali e d'investimento europei saranno maggiormente orientati ai risultati e avranno una nuova riserva di efficacia e efficienza che incentiverà la qualità dei progetti. Infine, l’efficienza del Fondo di coesione e dei Fondi per lo sviluppo rurale (FEASR) e per la pesca (FEP) sarà collegata alla governance economica in modo da incentivare gli Stati membri a dare seguito alle raccomandazioni dell’UE nel quadro del semestre europeo;
  2. Il nuovo programma Erasmus+ permetterà a un numero quanto mai esteso di persone di trascorrere un periodo all’estero. Mirato a sviluppare competenze e occupabilità, il nuovo programma gode di una copertura di quasi 15 miliardi di euro (40% in più rispetto ai livelli attuali) che offre opportunità di studio, formazione, lavoro o volontariato all’estero a oltre 4 milioni di giovani: 2 milioni di studenti universitari, 650 000 apprendisti e studenti in formazione professionale e più di 500 000 giovani che partecipano a scambi o programmi di volontariato all’estero. Fino a 200 000 studenti che intendono seguire un corso completo di master all’estero - raramente coperto da borse di studio o prestiti nazionali - potranno beneficiare di un nuovo meccanismo di garanzia sui prestiti gestito dal Fondo europeo per gli investimenti. Verranno inoltre finanziati 600 partenariati nel settore dello sport, compresi eventi europei non profit. Due terzi delle risorse serviranno a finanziare opportunità di apprendimento all'estero, entro e oltre i confini dell'UE, mentre il resto sosterrà partenariati tra istituti d’istruzione, organizzazioni giovanili, imprese, autorità locali e regionali e ONG, come anche le riforme volte a modernizzare il settore dell’istruzione e della formazione e a promuovere l’innovazione, l’imprenditorialità e l’occupabilità;
  3. La cultura in Europa - cinema, televisione, musica, letteratura, arti dello spettacolo, patrimonio e ambiti collegati - potrà trarre vantaggio dal nuovo programma dell'UE "Europa Creativa". Con una copertura di quasi 1,5 miliardi di euro (9% in più in termini reali rispetto agli attuali livelli), il programma permetterà nei prossimi sette anni di rilanciare il comparto culturale e creativo, importante fonte di crescita e occupazione. Il programma Europa creativa sosterrà inoltre iniziative quali le capitali europee della cultura, il marchio del patrimonio europeo, le giornate europee del patrimonio e i cinque premi europei: il premio del patrimonio culturale dell'Unione europea/concorso Europa Nostra, il premio dell’Unione europea per l’architettura contemporanea, il premio dell’Unione europea per la letteratura, il premio European Border Breakers e il premio MEDIA;
  4. I fondi dell'UE per la ricerca e l'innovazione permetteranno di migliorare la qualità di vita dei cittadini europei e renderanno l'Unione più competitiva sulla scena mondiale. "Orizzonte 2020", il nuovo programma per la ricerca e l'innovazione, gode di una copertura di bilancio di quasi 80 miliardi di euro (circa il 30% in più in termini reali rispetto al quadro attuale) e occupa indiscutibilmente un posto centrale nella strategia dell’UE per il rilancio della crescita e dell'occupazione. I ricercatori e le imprese di tutta l’Europa potranno contare su un sostegno notevolmente rafforzato e semplificato. Orizzonte 2020 darà impulso a centri di eccellenza della ricerca in Europa, come il Consiglio europeo della ricerca, rafforzerà la leadership industriale nel campo dell’innovazione, anche con investimenti in tecnologie fondamentali, estenderà l'accesso al capitale e il sostegno delle PMI, contribuirà a affrontare grandi sfide sociali quali i cambiamenti climatici, a sviluppare i trasporti e la mobilità sostenibili, a rendere meno care le energie rinnovabili, a garantire alimenti più sicuri e ad affrontare i problemi legati all’invecchiamento demografico. Ma, cosa ancor più importante, Orizzonte 2020 contribuirà a colmare il divario tra ricerca e mercato, per esempio aiutando le imprese innovative a trasformare le loro scoperte tecnologiche in prodotti che abbiano un reale potenziale commerciale. Il nuovo programma di cooperazione internazionale destina per il periodo 2014-2020 oltre 6 miliardi di euro (30% in più rispetto ai livelli attuali) alle azioni Marie Skłodowska-Curie, permettendo così all’UE di sostenere più di 65 000 ricercatori. Nel periodo 2014-2020 l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) riceverà 2,7 miliardi di euro per rafforzare il legame tra insegnamento superiore, ricerca e imprese, per sostenere la creazione di nuove imprese e per creare opportunità di formazioni specializzate postlaurea;
  5. Le piccole e medie imprese, vera e propria spina dorsale dell’economia europea, rappresentano circa il 99% delle attività imprenditoriali europee e forniscono i due terzi dei posti di lavoro del settore privato. Il nuovo programma "COSME", che gode di una copertura di 2,3 miliardi di euro, permetterà di promuoverne la competitività e di stimolare la crescita e l’occupazione in Europa. Primo programma dell'UE destinato nello specifico alle PMI, COSME mira a facilitarne l'ingresso nel mercato fuori e dentro l’Unione offrendo un accesso agevolato al credito grazie a garanzie sui prestiti e capitale di rischio;
  6. gli investimenti infrastrutturali sono determinanti per la crescita e l’occupazione in Europa, sia che riguardino le reti dei trasporti che quelle dell’energia o delle TIC. Con una copertura di 33,3 miliardi di euro (26,3 per i trasporti, 5,9 per l’energia e 1,1 per il digitale), il nuovo meccanismo per collegare l’Europa (CEF) sarà il principale strumento per gli investimenti in infrastrutture strategiche a livello europeo. Il CEF aiuterà a costruire strade, ferrovie, reti elettriche e gasdotti, e a creare infrastrutture e servizi per il mercato unico digitale, fornendo un sostegno finanziario essenziale per colmare le lacune in termini di collegamenti tra le reti infrastrutturali europee che non verrebbero altrimenti affrontate. Interconnessioni migliori creeranno maggiori opportunità commerciali, più sicurezza energetica e faciliteranno le attività e gli spostamenti, a vantaggio dei cittadini e delle imprese di tutti gli Stati membri. Nel settore dei trasporti il meccanismo per collegare l’Europa contribuirà a realizzare la tanto attesa nuova politica delle infrastrutture: i nove corridoi principali per i trasporti nel mercato unico europeo sono destinati a rivoluzionare i collegamenti est-ovest. Nel settore delle infrastrutture energetiche, il meccanismo per collegare l’Europa giocherà un ruolo fondamentale per realizzare i principali obiettivi della politica energetica: energia a prezzi accessibili per tutti i consumatori, approvvigionamento sicuro e sostenibilità. Grazie anche alla velocizzazione delle licenze e agli incentivi normativi introdotti dal nuovo regolamento sugli orientamenti TEN-E, il CEF permetterà di migliorare radicalmente il clima degli investimenti destinati a questi progetti. Il CEF è inoltre il primo programma di investimenti a livello dell’UE nelle reti a banda larga e nelle infrastrutture di servizi digitali e, in quanto tale, contribuirà a fare in modo che il mercato unico del digitale diventi realtà;
  7. Le scarse risorse pubbliche rendono quanto mai necessario mobilitare altre fonti di finanziamento affinché il bilancio dell'UE abbia quella marcia in più rispetto ai finanziamenti diretti. È proprio questo l’obiettivo di strumenti finanziari quali prestiti, garanzie, partecipazioni e altri strumenti di condivisione dei rischi, ai quali il bilancio 2014-2020 farà più ampiamente appello, in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (BEI), con il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e con le banche promotrici nazionali. Scopo di questi strumenti è sopperire all'incapacità del mercato di mettere a disposizione fondi per le PMI, i progetti di ricerca e sviluppo, l’efficienza energetica e le infrastrutture di base. La nuova iniziativa PMI della Commissione sosterrà per esempio i prestiti bancari alle PMI negli Stati membri particolarmente colpiti dalla crisi finanziaria avvalendosi di garanzie parziali sui prestiti e strumenti di cartolarizzazione. Un altro esempio di soluzione innovativa è l’iniziativa “Prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti”: questo canale di finanziamento, alternativo alle banche, permetterà di finanziare grandi progetti infrastrutturali - linee ferroviarie, autostrade, reti di trasporto dell’energia – facendo appello a investitori istituzionali, quali fondi pensione e compagnie assicurative, alla ricerca di flussi di cassa stabili e di lungo termine evitando forme tradizionali di finanziamento come i prestiti bancari. Una serie di programmi si avvarranno di questi strumenti finanziari: COSME (finanziamento delle PMI), Orizzonte 2020 (ricerca e innovazione), Erasmus+ (per il meccanismo di garanzia sui prestiti) e il meccanismo per collegare l’Europa (infrastrutture);
  8. Il bilancio UE 2014-2020 segna un importante passo avanti verso la trasformazione dell’Europa in un’economia pulita, competitiva e a basse emissioni di carbonio. Almeno il 20% dell’intero bilancio sarà infatti destinato ai progetti e alle politiche sul clima. Questo aumento sostanziale - che triplica l'attuale quota del 6‑8% - sarà in grado di attrarre ben 180 miliardi di euro in finanziamenti da destinare alla lotta contro i cambiamenti climatici nei principali settori di spesa, tra cui fondi strutturali, ricerca, agricoltura, politica marittima e della pesca e sviluppo;
  9. La politica agricola comune (PAC) riformata è la risposta decisa dell’UE alle grandi sfide di oggi, come la sicurezza alimentare, i cambiamenti climatici, la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro nelle zone rurali. La nuova PAC risponde inoltre in modo più adeguato alle aspettative dei cittadini perché prevede pagamenti diretti più giusti e ecologici. La nuova PAC è più mirata, efficace e trasparente e rafforza la posizione degli agricoltori nella catena di produzione alimentare, sostenendo un’agricoltura orientata al mercato (le sovvenzioni all’esportazione, gradualmente ridotte negli anni scorsi, vengono soppresse). Nel 2011 le esportazioni di prodotti agricoli ammontavano a ben il 7% delle esportazioni dell’UE, per un valore di oltre 100 miliardi di euro (più delle automobili o dei prodotti farmaceutici). La PAC è senza dubbio un importante motore per l’occupazione e la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Da 50 anni la politica agricola comune è una politica europea a pieno titolo che riveste una grande importanza strategica. In tal senso oltre il 70% degli attuali finanziamenti agricoli in Europa proviene dall’Unione europea e non più dalle casse nazionali o regionali.
    Il QFP 2014-2020 prevede la seguente ripartizione: 312,7 miliardi di euro (29%) per le spese connesse al mercato e i pagamenti diretti (pilastro 1) e 95,6 miliardi di euro (9%) per lo sviluppo rurale (pilastro 2);
  10. Il nuovo QFP prevede regole di finanziamento molto più semplici e comprensibili per i beneficiari, in modo da ridurre gli errori. In totale sono state introdotte qualcosa come 120 misure di semplificazione. Per esempio nel quadro della politica di coesione e dei fondi per lo sviluppo rurale e per la pesca, gli investimenti dell’UE sono stati semplificati con l'introduzione di norme comuni a tutti i fondi strutturali e d'investimento europei, norme contabili più semplici e obblighi di rendicontazione più mirati e grazie a un maggior ricorso al digitale ("e-cohesion"). Nell'ambito del programma COSME, improntato a un approccio "zero burocrazia", verrà promossa la presentazione di offerte e di relazioni per via elettronica. Il programma Orizzonte 2020 garantisce un'elevata semplificazione grazie a un insieme di regole uniche per tutti i finanziamenti per la ricerca e l'innovazione, erogati in precedenza nel quadro di diversi programmi;
  11. I cittadini europei tengono a un’Europa più aperta e sicura e il nuovo bilancio contribuirà a garantire che le attività dell’UE di stimolo per la crescita economica, culturale e sociale possano svolgersi in un clima stabile e sicuro, nel rispetto delle regole. I cittadini potranno così sentirsi a proprio agio quando viaggiano, si trasferiscono, studiano o svolgono un'attività in un altro Stato membro. Il nuovo QFP sostiene la cooperazione in materia di diritto civile e penale, a maggior tutela dei diritti dei cittadini europei e dell’uguaglianza. Il nuovo bilancio prevede inoltre fondi per affrontare questioni transfrontaliere quali l’asilo, l'immigrazione, i controlli alle frontiere e i visti, e per combattere la criminalità e il terrorismo. Un meccanismo di pronto intervento potenzierà la capacità dell'Unione di reagire con prontezza e efficacia alle crisi legate alla migrazione e alla sicurezza. La copertura per le azioni in materia di cittadinanza, asilo, migrazione, salute, consumatori e sicurezza prevista dalla cosiddetta rubrica 3 aumenta del 26,5% rispetto al periodo precedente;
  12. L'Unione è un attore mondiale responsabile e in tal senso è tenuta a onorare i propri impegni con il resto del mondo. Le relazioni con i vicini a est e a sud e con i partner strategici continueranno a avere la massima priorità. Man mano che aumenta l’interdipendenza mondiale, l'Unione è chiamata a promuovere la propria sicurezza e la propria prosperità anche oltre i propri confini. In questo senso l'obiettivo globale dell'azione esterna nel quadro del nuovo QFP è garantire che l’Unione rimanga un partner influente e efficace in grado di promuovere la democrazia, la pace, la solidarietà, la stabilità, la prosperità e di ridurre la povertà, sia nei paesi più vicini che nel resto del mondo. L'Unione rimane pienamente impegnata a conseguire gli obiettivi di sviluppo del millennio. I fondi del nuovo QFP mirano maggiormente a aiutare i più poveri del mondo concentrandosi su un numero minore di paesi (come l’Africa subsahariana) e di settori (come la crescita inclusiva e sostenibile e il buon governo). Continuerà inoltre lo sforzo volto a prevenire le crisi, a preservare la pace e a rafforzare la sicurezza internazionale. Gli strumenti dell'Unione per l'assistenza esterna permetteranno inoltre di rafforzare l'impegno verso i paesi terzi in una serie di questioni di portata mondiale, come i cambiamenti climatici, la tutela ambientale e l'instabilità regionale, dando all'UE la possibilità di reagire in modo rapido e efficace alle catastrofi naturali o provocate dall'uomo ovunque nel mondo.
FAQ sul Bilancio 2014-2020 (in inglese):

mercoledì 6 novembre 2013

Al via il Piano italiano "Garanzia Giovani" nell'ambito della Youth Employment Initiative dell'Unione Europea


Il Piano per la "Garanzia Giovani" è stato approvato il 30 Ottobre dalla Struttura di Missione istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (DL76/2013), cui partecipano il Ministero e le sue agenzie tecniche, il MIUR, il MISE, l'INPS, il Dipartimento della Gioventù, le Regioni e Province Autonome, le Province, le Camere di Commercio.
Il Piano definisce i principi e i criteri che regoleranno l'attuazione del programma "Garanzia Giovani", la cui programmazione operativa verrà completata nelle prossime settimane.

Allo scopo di definire interventi efficaci e basati sulle migliori pratiche, il Ministro Giovannini sta incontrando i rappresentanti delle imprese, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni non-profit.

Coerentemente con la Raccomandazione Europea del 22 Aprile 2013, attraverso il Piano per la Garanzia Giovani l'Italia attuerà misure volte ad assicurare che i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni ricevano una formazione adeguata alle loro attitudini e vengano opportunamente sostenuti ed indirizzati verso il mondo del lavoro.

Il Piano italiano sarò rivolto, in particolare, ai giovani sotto i 25 anni che non lavorano e non studiano (NEET). A partire dal 2014 i giovani saranno coinvolti, tra l'altro, in attività di sensibilizzazione, informazione e orientamento fin dalle scuole, verranno rafforzate le azioni nei confronti di coloro che hanno abbandonato, o rischiano di abbandonare, la scuola, verrà garantito un colloquio personalizzato sulle prospettive di studio e di lavoro, non solo dipendente.

Con i fondi europei della Youth Employment Initiative e del Fondo Sociale Europeo saranno poi attivati percorsi di alternanza studio/lavoro, di avviamento al lavoro, di apprendistato, di tirocinio e di auto-imprenditorialità, in un quadro di forte collaborazione tra autorità nazionali, regionali e territoriali.

Approfondisci l'argomento e scarica il testo integrale del Programma Garanzia Giovani sul sito del Ministero del Lavoro

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