giovedì 17 ottobre 2013
mercoledì 16 ottobre 2013
venerdì 11 ottobre 2013
domenica 6 ottobre 2013
Economisti dal pulpito
Oggi sul Sole editoriale illuminante di noto economista bocconiano sulle auspicate misure governative per uscire dalla crisi e cavalcare la ripresa.
Cosa ci insegna di nuovo il luminare della scienza economica? Quali sono gli effetti concreti di decenni di seriosi studi e professorali riflessioni, magari durante conviviali cene ad alto quoziente intellettivo?
Un'idea geniale: ridurre il cuneo fiscale e tagliare la spesa pubblica.
Ma va?
E la disoccupazione? il precariato? il sistema sanitario? la coesione sociale? la ricerca? l'istruzione pubblica? il senso civico così scarso da giustificare e praticare l'evasione fiscale?
Sono questi gli asset su cui investire perché si diventi un Paese attento al futuro delle nuove generazioni.
Vorrei che sul quotidiano dell'establishment economico si chiedesse al governo, per una volta, qualcosa di nuovo. Per esempio di spendere soldi per migliorare il sistema scolastico, o per lo meno per pagare la carta igienica nelle scuole.
Ma dove sono vissuti negli ultimi anni questi professoroni? Tra Milano e Antibes? A Lugano? San Marino? O semplicemente tra la loro villetta recintata ed il dipartimento universitario a vita?
venerdì 27 settembre 2013
Operativi gli incentivi per le imprese che assumono giovani disoccupati o senza formazione superiore
Previsti dall'art. 1 del Decreto Lavoro - Dl 28 giugno 2013, n. 76 (convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99) - gli incentivi saranno riconosciuti per le assunzioni avvenute a partire dal 7 agosto 2013 e fino al 30 giugno 2015.
L'incentivo è riconosciuto per le assunzioni di lavoratori di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, che rientrino in una delle seguenti condizioni: siano privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi oppure siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale.
Con la Circolare n.131 del 17 settembre 2013 l'INPS ha definito le modalità per poter usufruire del beneficio.
Tutte le informazioni sul sito del Governo:
http://www.governo.it/Notizie/Ministeri/dettaglio.asp?d=73029
giovedì 19 settembre 2013
Approvato dal Governo il piano Destinazione Italia
martedì 20 agosto 2013
Il Decreto del Fare è Legge dello Stato: pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale
martedì 16 luglio 2013
Il Decreto del Fare è in corso di conversione in Legge: alcune anticipazioni
Il nostro Parlamento, attraverso gli emendamenti, ha quindi facoltà di modificare le disposizioni del decreto (anche di stravolgerle!).
Qui vi parlo di un cambiamento che, se approvato, potrà essere positivo per le imprese. Si studia, infatti, un innalzamento della garanzia dell'apposito Fondo dal 70 all'80% ed un innalzamento della contro-garanzia al 90%.
Si sta, inoltre, pensando di applicare le agevolazioni della nuova
Sabatini - bonus macchinari -
anche ai finanziamenti veicolati dalle societa' di leasing.
Infine, relativamente alla
Agenda digitale, si confermerebbe l'intenzione del
Governo di incentivare le imprese a digitalizzarsi con un contributo a fondo perduto di 10.000 euro.
Per velocizzare l'applicazione della misura, si sta pensando di ricomprenderla in una delle norme attuative del Decreto del Fare.
Trattasi, tuttavia, di rumors, anticipazioni che dovranno essere confermate dal
Parlamento e dal
Governo.
La fonte e' un articolo del Sole 24 Ore dei
giorni scorsi, riportato sotto.
lunedì 15 luglio 2013
Con Destinazione Italia il Governo riprova ad attrarre imprese ed investimenti esteri
Ma tra il dire e il fare ...
In Italia non esiste una tradizione di "accoglienza" verso imprese ed investitori esteri capace di trattenerli a produrre e ad impiegare lavoratori nel nostro Paese. In parte i motivi della nostra scarsa attrattività sono "ideologici": una ambigua interpretazione della "italianità", la tesi dello sfruttamento delle risorse locali da parte delle multinazionali, etc. Poi citiamo l'individualismo, lo scarso senso civico, i piccoli oligopoli che si teme di scardinare, assieme alla iper-burocratizzazione della Pubblica Amministrazione, tanto causa quanto effetto dei vizi nazionali con cui ci presentiamo al mondo.
Dopo tanto parlare di marketing territoriale, attrazione degli investimenti, invest in Italy, e con il contemporaneo calo verticale dei già esigui Investimenti Diretti Esteri nel nostro Paese, il Governo riprova a definire una strategia per rendere il territorio nazionale più appetibile di quanto non sia ora.
Si comincia una "task force" (cominciamo male, con gli inglesismi!) insediata presso il Ministero dello Sviluppo Economico ma con approccio interministeriale che dovrà produrre in tempi brevi un report e delle linee di indirizzo da sottoporre al Governo, il quale successivamente tradurrà in provvedimenti normativi (si parla di un decreto legge, subito operativo) i suggerimenti della task force.
In modo da presentarci degnamente agli investitori esteri in occasione di Expo 2015.
- agevolazioni fiscali per acquisto di patrimonio pubblico
- semplificazione delle procedure per mobilità internazionale di personale extra-UE
- valorizzazione patrimonio artistico e culturale
- ampliamento della competenza del Tribunale delle imprese
- ricapitalizzazione di start-up innovative
- valorizzazione della filiera agroalimentare in occasione di Expo 2015
Insomma, siamo ancora nella nuvola di parole date in pasto ai giornalisti che spesso, in passato, non si sono trasformate in pioggia di misure e soluzioni ai problemi del Paese.
Speriamo, stavolta, in un bel acquazzone!
(gli stralci di articoli qui pubblicati sono tratti dal Sole 24 Ore del 12, 13 e 14 Luglio 2013)
mercoledì 10 luglio 2013
Il Decreto Lavoro premia le imprese che assumono giovani con un contributo fino a 11.700 euro
Con il Decreto Lavoro scompaiono i requisiti di età per la Società a Responsabilità Limitata Semplificata (e gratuita!)
Il Decreto Lavoro, nell'ambito delle semplificazioni per l'autoimprenditorialità, stabilisce che qualsiasi persona, a prescindere dall'età, possa essere socia di una Società a Responsabilità Limitata Semplificata (finora questa forma di società era riservata agli under 35), la quale presenta il seguente regime semplificato:
- capitale sociale pari ad almeno 1 Euro e inferiore a 10.000 Euro
- sono ammessi come soci solo persone fisiche
- l'avvio è praticamente gratuito: esenzione da diritti di bollo e di segreteria e da onorari notarili
- gli amministratori possono essere estranei alla compagine sociale (novità introdotta dal Decreto Lavoro)
Con il Decreto Lavoro è più facile avviare una Start-up Innovativa
La Start-up Innovativa, che potrà godere di agevolazioni fiscali, contributive e contrattuali, deve ora rispettare i seguenti requisiti:
- essere una società di capitali
- essere costituita da non più di 48 mesi
- trattare prodotti o servizi ad alto valore tecnologico
- rispettare almeno una delle seguenti condizioni: spese in ricerca e sviluppo almeno pari al 15% (prima era il 20%) del maggior valore fra costo e valore totale della produzione; almeno un terzo del personale deve essere dottore di ricerca o aver svolto ricerca certificata; almeno due terzi del personale deve possedere un titolo di laurea magistrale (possibilità introdotta dal Decreto Lavoro); azienda titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione (il Decreto Lavoro ha aggiunto i diritti relativi ad un programma di elaboratore originario registrato)
venerdì 5 luglio 2013
Torna attivo il Fondo rotativo di finanza agevolata per la GREEN ECONOMY
Il Fondo rotativo di finanza agevolata per la Green Economy, gestito dal raggruppamento temporaneo d’imprese “Fondo energia” formato dai Confidi regionali Unifidi e Fidindustria, si pone l’obiettivo di incrementare gli investimenti delle imprese destinati a migliorare l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili attraverso la produzione o l’autoconsumo, nonché l'utilizzo di tecnologie che consentano la riduzione dei consumi energetici da fonti tradizionali.
giovedì 4 luglio 2013
Atipico per sempre? Piuttosto autonomo, di nome e di fatto: suggerimenti per la scelta del settore
Proviamo insieme ad immaginare, ricercando il necessario equilibrio fra sogni e concretezza, alcuni settori o aree di attività in cui un atipico può farsi valere.
L'elenco qui proposto non è esaustivo né adatto a qualsivoglia contesto territoriale: i suggerimenti derivano, infatti, dalla specifica esperienza dello scrivente, limitata ad un ambito provinciale o tuttalpiù regionale e, seppur ricca, affatto incompleta rispetto a tutte le opportunità attivabili.
Fatta questa imprescindibile premessa, vi propongo le seguenti suggestioni provando a rispondere ad una ipotetica domanda proveniente da una qualsiasi persona dotata di senso civico (oltreché di fiuto imprenditoriale):
Ecco alcuni esempi di attività praticabili:
ospitalità agri-turistica
attività didattiche in fattoria
accoglienza di soggetti disagiati in fattoria
cura del paesaggio rurale
partecipazione ad iniziative di risparmio energetico ed utilizzo di energia pulita
valorizzazione dell'identità e della cultura del luogo
valorizzazione della comunità a cui appartiene l'imprenditore, compresi gli immigrati con il loro patrimonio di tradizione lontane
valorizzazione delle comunità di riferimento della propria clientela turistica potenziale, con le quali ricercare uno scambio culturale
- Valuta le tue competenze e conoscenze ed elencale in verticale sulla colonna di sinistra
- Individua una o più problematiche od esigenze che emergono nel tuo contesto di vita e lavoro ed elencale in verticale sulla colonna di destra
- Prova a collegare con una freccia ciascuna "competenza" indicata con una o più "esigenze" della comunità rispondendo alla domanda: "cosa posso fare io per...."?
- La "esigenza" che riceve più frecce può formare oggetto della tua nuova attività. Prova ad associare almeno un prodotto o servizio mirante a soddisfarla
- Scegli un prodotto/servizio e circondalo con i nomi di attività, azioni o iniziative che meglio esprimono il tuo sistema di preferenze in ambito lavorativo
- La tua scelta può orientarsi chiaramente su uno specifico settore o mestiere o iniziativa o progetto o attività
mercoledì 3 luglio 2013
Atipici a chi? Spazio ai giovani precari perché ci salveranno
Ma penso che noi atipici abbiamo, per alcuni aspetti, una marcia in più. Siamo in grado di tenere la barra dritta in condizioni di incertezza, non lasciandoci sopraffare da inutili ansie. Anche se spesso il nostro futuro lavorativo dipende da singole persone che ci firmano il contratto, siamo alla lunga meno paurosi dei dipendenti rispetto a cosa può pensare o dire di noi il nostro capo.
Siamo bravi e meritiamo di più.
Mi spingo oltre: saremo noi il nerbo della ripresa economica, culturale e morale di questo sfortunato Paese.
Forse esagero?
Abbiamo già sacrificato le nostre ambizioni lasciando spazio ad incompetenti e mediocri. Ora è il momento di riconoscersi, mettersi in relazione e rompere gli equilibri consolidati. Nel lavoro, possiamo definitivamente emanciparci dando vita alle nostre idee in qualunque contesto veniamo a trovarci. In fondo è quello che abbiamo sempre fatto quando i vecchi equilibri intergenerazionali reggevano ancora, seppur a scapito nostro.
Le opportunità non sono moltissime, ma proviamo a cogliere quelle disponibili!
L'unione dei cervelli fa la forza: cerchiamo di sviluppare una idea assieme ad altre persone che con noi condividono competenze, esperienze e passioni, o che rappresentano il giusto complemento alle nostre.
In due, tre, quattro persone possiamo avviare una società a responsabilità limitata semplificata, con 1 euro di capitale e nessuna spesa notarile.
Oppure, in presenza di una compagine ampia, creiamo una cooperativa che operi o meno nel sociale.
Anche da privati dotati di competenze specifiche e di un curriculum accurato possiamo ambire ad una crescente valorizzazione economica pur mantenendo rapporti di collaborazione a progetto. In fiduciosa attesa che una idea, un'occasione o la nostra stessa caparbietà ci cambino la vita.
Dobbiamo rifiutare il falso modello del call center e trasformare la precarietà che ci attanaglia in indispensabilità delle nostre competenze e della nostra presenza seppur non registrata sul cartellino.
- scavare nella propria ricca esperienza formativa e professionale per identificare una o più idee da valorizzare
- cercare amici o colleghi o persone di fiducia che condividano o integrino o siano disposti a partecipare allo sviluppo della propria idea o di una idea comune
- proporre loro di costituire una società o associazione o gruppo informale per trasformare l'idea o le idee condivise in progetti ad alta redditività
- se tale auspicio non si realizzasse, optare senza troppi rimpianti per una attività individuale o per la valorizzazione del proprio curriculum da collaboratore a progetto
- studiare il mercato di riferimento, nell'accezione più ampia possibile - dal consumatore di prodotti al fruitore di servizi, dalla pubblica amministrazione agli utenti del terzo settore
- partire senza troppi dubbi né ripensamenti, valorizzando la propria flessibilità e fermezza d'animo accumulate in anni di vergognoso (concedetemelo) precariato





























