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domenica 18 gennaio 2015

Europa Creativa finanzia, anche nel 2015, progetti di operatori culturali e creativi europei

Europa Creativa - Finale Ligure - Foto di Alberto Cardino

Il programma a gestione diretta della Commissione Europea denominato "Europa Creativa" ha avuto inizio con gli inviti a presentare proposte pubblicati nel 2014. Con una disponibilità complessiva, per il periodo di programmazione 2014-2020, pari a quasi 1,5 milioni di euroEuropa Creativa raggruppa due sotto-programmi - "Cultura" e "Media" - che corrispondono agli omonimi programmi autonomi della passata programmazione, e una sezione "trasversale" che include il nuovo Strumento di Garanzia per i settori culturali e creativi, gestito dal Fondo Europeo per gli Investimenti, la cooperazione transnazionale e l'organizzazione dei "punti di contatto" Europa Creativa, presenti in tutti i Paesi partecipanti al programma.
Per l'anno 2015, sono partite diverse misure di finanziamento in forma di bandi rivolti a varie tipologie di operatori dei settori culturali e creativi. Tali avvisi pubblici, riconducibili ciascuno ad uno dei due sotto-programmi di Europa Creativa - Cultura e Media - prevedono scadenze differenziate e riguardano svariati temi, dalla traduzione letteraria alla programmazione cinematografica e televisiva delle opere audiovisive, tramite progetti singoli o in piattaforma, con l'obiettivo di facilitare l'accesso al mercato degli artisti e creatori europei.
I beneficiari dei bandi di Europa Creativa riceveranno un contributo a fondo perduto pari, al massimo, all'80% dei costi totali.

Sommario

1. Introduzione a Europa Creativa
 1.1. Definizioni
 1.2. Obiettivi
 1.3. Riferimenti strategici
 1.4. Struttura del programma
  1.4.1. Media
   1.4.1.1. Priorità
   1.4.1.2. Attività finanziate
  1.4.2. Cultura
   1.4.2.1. Priorità
   1.4.2.2. Attività finanziate
  1.4.3. Sezione transettoriale
   1.4.3.1. Strumento di garanzia per i settori culturali e creativi
   1.4.3.2. Cooperazione politica transnazionale
   1.4.3.3. Punti di contatto Europa Creativa
 1.5. Attuazione di Europa Creativa
 1.6. Risorse disponibili
 1.7. Fonti di documentazione
2. Media - Bando Accesso ai mercati - EAC/S29/2014
 2.1. Scadenza
 2.2. Risorse disponibili
 2.3. Obiettivi
 2.4. Candidati
 2.5. Attività ammissibili
 2.6. Durata del progetto
 2.7. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 2.8. Linee guida e modulistica
3. Cultura - Bando Traduzione letteraria - EACEA 46/2014
 3.1. Scadenza
 3.2. Risorse disponibili
 3.3. Obiettivi
 3.4. Candidati
 3.5. Attività ammissibili
 3.6. Durata del progetto
 3.7. Opere letterarie ammissibili
 3.8. Opere non ammissibili
 3.9. Spese ammissibili
 3.10. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 3.11. Priorità
 3.12. Linee guida e modulistica
4. Media - Pacchetti di progetti (Slate Funding) - EACEA 18/2014
 4.1. Scadenza
 4.2. Risorse disponibili
 4.3. Obiettivi
 4.4. Candidati
 4.5. Attività ammissibili
 4.6. Durata del progetto
 4.7. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 4.8. Criteri di priorità
 4.9. Linee guida e modulistica
5. Cultura - Piattaforme europee - EACEA 47/2014
 5.1. Scadenza
 5.2. Risorse disponibili
 5.3. Obiettivi
 5.4. Candidati
 5.5. Attività ammissibili
 5.6. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 5.7. Linee guida e modulistica
6. Media - Singoli progetti - EACEA 17/2014
 6.1. Scadenza
 6.2. Risorse disponibili
 6.3. Obiettivi
 6.4. Candidati
 6.5. Attività ammissibili
 6.6. Durata del progetto
 6.7. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 6.8. Criteri di priorità
 6.9. Linee guida e modulistica
7. Media - Sistema "Cinema Automatic" - EACEA/27/2014
 7.1. Scadenza
 7.2. Risorse disponibili
 7.3. Obiettivi
 7.4. Candidati
 7.5. Attività ammissibili
 7.6. Termini del progetto
 7.7. Durata del progetto
 7.8. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 7.9. Linee guida e modulistica
8. Media - Programmazione televisiva di opere audiovisive - EACEA 24/2014
 8.1. Scadenza
 8.2. Risorse disponibili
 8.3. Candidati
 8.4. Oggetto di sovvenzione
 8.5. Condizioni di partecipazione
 8.6. Tipologia ed intensità dell'aiuto
 8.7. Criteri di priorità
 8.8. Linee guida e modulistica

venerdì 28 novembre 2014

Invito COSME 2014 per operatori pubblici e privati della filiera turistica europea

Offerta turistica europea per gli anziani - Fonte Commissione UE

La Commissione Europea ha promosso, nell'ambito del programma pluriennale per la competitività delle PMI (COSME 2014-2020), un Invito a presentare proposte miranti ad incrementare i flussi turistici all'interno dell'Unione, con particolare attenzione a due specifici target dell'offerta turistica, gli anziani e i giovani, ed ai periodi di media e bassa stagione turistica.
I candidati, soggetti pubblici e/o privati riconducibili alla filiera del turismo od alle politiche a beneficio di anziani o giovani, devono formare - al fine della presentazione della domanda - un partenariato transfrontaliero (almeno 4 soggetti provenienti da almeno 4 Paesi diversi) che includa obbligatoriamente (almeno in termini di supporto) una autorità pubblica di governo, una organizzazione attiva con i giovani o gli anziani ed una PMI turistica (o associazione di PMI turistiche).
E' previsto un contributo fino al 75% della spesa ammissibile, per un importo non superiore ad Euro 250.000. Le azioni progettuali devono essere focalizzate sulla sperimentazione di nuove idee o di idee già sviluppate in un Paese e replicabili in tutta Europa, con l'obiettivo di estendere la stagione turistica a beneficio delle suddette due categorie di utenza turistica.
La Commissione auspica di riuscire a co-finanziare un limitato numero di progetti, nell'ordine di 8-10.

Scadenza per la presentazione delle domande: 15 Gennaio 2015

Sommario

1. Riferimenti
2. Obiettivi
3. Destinatari ultimi
4. Progetti ammissibili
    4.1. Target: ANZIANI ("Linea A")
    4.2. Target: GIOVANI ("Linea B")
5. Scadenze
6. Risorse disponibili
7. Paesi ammissibili
8. Candidati ammissibili
9. Soggetti proponenti
10. Spese ammissibili
    10.1. Costi direttamente collegati con il progetto
    10.2. Spese generali (indirette)
11. Durata del progetto
12. Tipologia ed entità dell'agevolazione
13. Regole e modalità di erogazione del contributo
14. Collegamenti
15. Altre fonti

mercoledì 29 ottobre 2014

La Commissione Europea approva l'Accordo di Partenariato dell'Italia


La European Commission approva l'Accordo di Partenariato dell'Italia: la programmazione per lo sviluppo 2014-2020 (leggi finanziamenti) può finalmente partire!



Inforegio: EU Regional Policy - News: Inforegio: EU Regional Policy - News

mercoledì 28 maggio 2014

Ricerca e innovazione: la Commissione UE semplifica e rafforza la concessione di aiuti di Stato alle imprese


La Commissione europea ha adottato nuove norme che facilitano la concessione di aiuti da parte degli Stati membri a sostegno delle attività di Ricerca, Sviluppo e Innovazione (R & S & I). In particolare, le attività che non devono essere notificate alla Commissione per l'approvazione preventiva sono state notevolmente incrementate. Le nuove regole aiuteranno gli Stati membri a raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, limitando al tempo stesso le distorsioni nella concorrenza. Esse costituiscono una componente fondamentale del pacchetto della Commissione per la modernizzazione degli aiuti di Stato (cfr. IP/12/458 ). Le norme mirano a garantire che il denaro pubblico sia utilizzato dove è necessario e che gli aiuti di Stato mobilitino investimenti privati ​​in progetti che altrimenti non sarebbero attuati. Uno dei principali obiettivi consiste nel concentrare le risorse sui casi di aiuto di Stato più dannosi per la concorrenza.
Le imprese avranno la possibilità di beneficiare di varie tipologie di aiuto per una gamma più ampia di attività e per importi maggiori, senza aver bisogno di sottoporre i loro progetti al controllo preventivo delle autorità europee. Stando alle previsioni, con la nuova normativa semplificata, i paesi dell'UE saranno tenuti a notificare alla Commissione tra il 10% e 25% dei casi di aiuti di Stato, molto meno rispetto all'attuale 40%. Questa riduzione deriva dal minor numero di criteri per la notifica ufficiale. Circa tre quarti degli attuali aiuti e circa due terzi delle sovvenzioni non saranno più soggette a notifica alla Commissione, con un minore onere amministrativo per le imprese, le amministrazioni pubbliche e la stessa UE. In compenso i paesi dovranno pubblicare online informazioni sugli aiuti finanziari che superano i 500.000 euro, concessi alle imprese da enti pubblici. In tal modo sarà possibile per gli altri paesi, le altre imprese e tutti i cittadini verificare gli aiuti pubblici erogati sul territorio dell'UE.
Le nuove norme offrono ai paesi la flessibilità di investire, ad esempio, in poli di innovazione, infrastrutture a banda larga o salvaguardia del patrimonio culturale quando l'aiuto è chiaramente finalizzato a creare posti di lavoro e favorire la competitività. L'auspicio è che le modifiche possano aumentare in Europa gli investimenti in R&S e l'innovazione del 50% entro il 2020. Attualmente l'UE investe circa il 2% del PIL in questo settore. Un incremento al 3% porterebbe l'Europa in linea con gli Stati Uniti e il Giappone e aiuterebbe le imprese a lanciare nuovi prodotti e creare occupazione.

La riforma entrerà in vigore il 1° luglio 2014. 

Indice

1. QUADRO NORMATIVO
2. OBIETTIVI DELLA RIFORMA
3. FLESSIBILITA'
4. INTENSITA' DI AIUTO
5. SEMPLIFICAZIONI
6. TESTI DEI REGOLAMENTI
7. COLLEGAMENTI


venerdì 16 maggio 2014

Connecting Europe Facility: con il programma CEF 2014-2020 la Commissione UE punta a connettere davvero l'Europa

Copertina CEF Connecting Europe Facility


Indice

Intro
1. CEF Transport
2. CEF Energy
Invito a presentare proposte 2014
3. CEF Telecom
Invito a presentare proposte 2014 - Europeana
Invito a presentare proposte 2014 - Safer Internet
4. Riferimenti normativi
5. Collegamenti


Intro

Il programma europeo Connecting Europe Facility (CEF) finanzia progetti che hanno l'obiettivo di completare i collegamenti mancanti in Europa nelle infrastrutture dell'energia, dei trasporti e del digitale. Lo scopo del programma consiste nel promuovere una economia più "verde" incentivando le modalità di trasporto meno inquinanti, i collegamenti a banda larga ad alta velocità e l'utilizzo delle energie rinnovabili, in linea con la strategia Europa 2020.
Il completamento delle reti energetiche determinerà, inoltre, una ulteriore integrazione del mercato interno dell'energia, riducendo la dipendenza energetica dell'UE e rafforzando la sicurezza dell'approvvigionamento.
Puntando su reti intelligenti, sostenibili e interconnesse, CEF contribuirà significativamente a completare il mercato unico europeo.
Il programma CEF presenta, poi, la peculiarità di mobilitare efficacemente i finanziamenti privati attraverso l'utilizzo di strumenti innovativi come la garanzia e i project bond: sarà, quindi, rilanciato il mercato delle obbligazioni consentendo ai promotori dei singoli progetti infrastrutturali di attrarre prestiti obbligazionari di lunga durata.

mercoledì 30 aprile 2014

Garanzia Giovani in Emilia-Romagna: dal 1 Maggio 2014 pienamente operativi i nuovi servizi per l'occupazione e l'autoimprenditorialità giovanile



Dal 1° maggio 2014 i ragazzi e le ragazze tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano potranno aderire al progetto dell’Unione Europea "Garanzia Giovani". Per loro nuovi servizi e opportunità per acquisire competenze ed entrare nel mercato del lavoro.
   
Oltre 74 milioni di euro sono le risorse a disposizione per avviare le nuove misure, provenienti dal Fondo Sociale Europeo. L’Emilia-Romagna è tra le prime Regioni a sottoscrivere la convenzione con il Ministero del Lavoro.


La Garanzia Giovani permette in Emilia-Romagna di integrare e qualificare le diverse opportunità dell’infrastruttura formativa regionale e si pone in continuità con le scelte effettuate nel 2012 con il “Piano per l'accesso dei giovani al lavoro, la continuità dei rapporti di lavoro, il sostegno e la promozione del fare impresa”.

martedì 29 aprile 2014

Finanziamenti UE per promuovere i prodotti agricoli tipici (DOP, IGP, biologico, ecc.) nell’Unione europea e nei paesi terzi


Per promuovere i prodotti agricoli nell’Unione europea e nei paesi terzi, la Commissione europea ha approvato 20 programmi, per lo più di durata triennale, con una dotazione finanziaria complessiva di 46,5 milioni di euro, di cui 23,3 milioni a carico dell’UE.
I programmi selezionati coprono varie categorie di prodotti, come i prodotti di qualità (DOP, IGP e STG), i prodotti biologici, gli ortofrutticoli, il vino, il latte e i prodotti lattiero-caseari, i fiori, gli ortofrutticoli trasformati, cereali e riso trasformati, l’etichettatura delle uova, nonché le combinazioni di diverse categorie di prodotti.
Le regioni e i paesi terzi interessati sono: America del Nord, Russia, Cina, Medio Oriente, Asia sudorientale, India, America latina, Norvegia, Azerbaigian, Bielorussia e Turchia. 
I 20 programmi selezionati — 12 riguardanti il mercato interno e 8 i paesi terzi — sono stati scelti fra 33 progetti presentati entro il 30 novembre 2013 nel quadro del regime di informazione e di promozione, come prima serie di programmi presentati per il 2014.
Conformemente alle norme in vigore (regolamento n. 3/2008 del Consiglio), l’UE può cofinanziare azioni di informazione e di promozione dei prodotti agricoli sul proprio mercato interno e nei paesi terzi, con una dotazione finanziaria di circa 60 milioni di euro l’anno.
Con il recente accordo politico sulle nuove norme in materia di promozione dei prodotti (cfr. STATEMENT/14/96), l’ammontare della dotazione finanziaria salirà a 200 milioni di euro entro il 2020, anche se il nuovo sistema sarà in vigore soltanto a partire dal 2016.
Le azioni finanziate possono consistere in pubbliche relazioni o campagne pubblicitarie e promozionali sui pregi dei prodotti dell’Unione, soprattutto in termini di qualità, igiene e sicurezza alimentare, nutrizione, etichettatura, benessere degli animali o metodi di produzione rispettosi dell’ambiente.
Vi rientrano inoltre la partecipazione a eventi e fiere, le campagne di informazione sul sistema europeo delle denominazioni di origine protette (DOP), delle indicazioni geografiche protette (IGP) e delle specialità tradizionali garantite (STG), le informazioni sui sistemi europei di qualità, etichettatura e agricoltura biologica e le campagne di informazione sul sistema dei vini di qualità prodotti in regioni determinate (VQPRD).
L’UE finanzia fino al 50% dei costi, percentuale che può arrivare fino al 60% per i programmi che promuovono il consumo di frutta e verdura tra i bambini o per le azioni di informazione sul consumo responsabile di alcolici e sui pericoli derivanti dall’abuso di alcol. Il resto è a carico delle organizzazioni professionali o intersettoriali che propongono le iniziative e, in alcuni casi, anche degli Stati membri interessati.
Per poter partecipare, le organizzazioni professionali interessate possono presentare due volte l’anno le proprie proposte agli Stati membri che trasmettono quindi alla Commissione l’elenco dei programmi prescelti e una copia di ciascun programma.
I programmi proposti sono successivamente valutati dalla Commissione che ne stabilisce l’ammissibilità.

Tabella Campagne promozionali approvate:

Tabella Campagne promozionali prodotti agricoli UE



Collegamento:

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-493_it.htm


giovedì 17 aprile 2014

Finanziamenti UE: una guida per tutti (imprese, giovani, associazioni, enti pubblici, ricercatori)

A cosa serve il bilancio dell'UE?

Finanzia le azioni che i paesi membri non possono finanziare da soli o che è possibile finanziare a costi inferiori riunendo le risorse. Il bilancio è adottato seguendo una procedura democratica: è preparato dalla Commissione europea (l'organo esecutivo dell'UE), viene poi discusso e approvato dal Consiglio dell'UE (che rappresenta i paesi membri, compresa l'Italia) e dal Parlamento europeo (dove 73 deputati eletti democraticamente rappresentano l'Italia).
Una volta adottato, il bilancio è gestito congiuntamente dai paesi membri dell'UE e dalla Commissione o direttamente dalla Commissione.
Nella pratica, l'80% del bilancio dell'UE è gestito dalle amministrazioni nazionali o regionali.
Mediante sovvenzioni, prestiti e altre forme di finanziamento, il bilancio UE fornisce sostegno finanziario a centinaia di migliaia di beneficiari, fra cui studenti, scienziati, ONG, PMI, città e regioni, solo per citare alcuni esempi.

Da dove provengono i fondi?

Il bilancio dell'UE è finanziato in larga misura dalle "risorse proprie", che hanno tre fonti:
1) i dazi doganali sulle importazioni provenienti dai paesi extra UE e i contributi nel settore dello zucchero;
2) una piccola parte dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) applicata nell'UE;
3) i contributi di ogni paese membro, direttamente proporzionali alla sua quota di reddito nazionale lordo (RNL) dell'UE, che sono la principale fonte di entrate per il bilancio dell'UE (76% nel 2012).
Gli Stati membri dell'UE hanno adottato questo sistema all'unanimità per un periodo di sette anni e i parlamenti nazionali hanno ratificato questa decisione. Tra le altre fonti di entrate figurano le tasse sugli stipendi del personale dell'UE, le sanzioni imposte alle imprese che non hanno rispettato le norme della concorrenza e gli interessi bancari. Non esiste un'imposta diretta europea. Sono i paesi membri che controllano i rispettivi sistemi fiscali.

Dove vengono destinati i fondi?

Il 94% dei fondi dell'UE finanzia le varie politiche dell'Unione europea e in larga misura ritornano agli Stati membri. Il 6% circa del bilancio finanzia il funzionamento delle istituzioni dell'UE.

Il quadro finanziario pluriennale dell'UE 2014-2020 in sintesi

Il bilancio dell'UE è adottato ogni anno, ma deve essere definito entro i limiti del quadro finanziario pluriennale (QFP). Il QFP è un programma di spesa che fissa gli importi massimi annui che l'UE può spendere in diversi settori di attività in un determinato periodo (di solito sette anni). Quindi getta le basi per le priorità politiche dell'UE per sette anni.
Per il periodo di finanziamento 2014-2020, l'UE intende realizzare gli obiettivi della strategia di crescita Europa 2020, concentrandosi su ciò di cui l'Europa ha bisogno per superare la crisi economica e finanziaria e sui settori in cui può veramente fare la differenza.
Gli elementi chiave del QFP 2014-2020 sono:
- crescita, occupazione e competitività in primo piano, con un aumento degli investimenti a favore di istruzione e ricerca e un nuovo fondo per il meccanismo per collegare l'Europa con l'obiettivo di rilanciare i progetti infrastrutturali su scala europea per i trasporti, l'energia e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
- maggiore qualità della spesa semplificando le regole per i fondi UE, dando la priorità agli investimenti che producono risultati tangibili e sospendendo i finanziamenti se un paese non attua rigorose politiche economiche e fiscali;
- riforma della politica agricola comune per un'agricoltura europea più competitiva e rispettosa dell'ambiente;
- lotta ai cambiamenti climatici quale componente fondamentale di tutte le principali politiche dell'UE, obiettivo al quale sarà devoluto il 20% del QFP per il 2014-2020;
- solidarietà con le regioni e i paesi più poveri dell'UE, che riceveranno la quota più elevata dei finanziamenti regionali, e creazione di un nuovo fondo per l'occupazione giovanile;
- riduzione della crescita della spesa amministrativa grazie ai tagli al personale delle istituzioni europee.

L'Italia nella UE

Agricoltura e sviluppo rurale
L'Italia è uno dei più grandi produttori agricoli dell'UE ed è quindi anche uno dei principali beneficiari di finanziamenti europei per l'agricoltura. La PAC sostiene gli agricoltori e promuove prodotti alimentari sani e buoni, ma protegge anche l'ambiente e stimola le economie rurali.

Politica regionale
La politica regionale, il cui obiettivo è ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali fra le regioni europee, investe in progetti a favore di creazione di posti di lavoro, competitività, crescita economica, migliore qualità della vita e sviluppo sostenibile.

Ricerca
La ricerca e l'innovazione sono fra le priorità assolute dell'agenda dell'UE per la crescita e l'occupazione e sono essenziali anche per far fronte ai problemi più pressanti di oggi: energia, sicurezza alimentare, cambiamenti climatici e invecchiamento della popolazione.

Collegamento

http://ec.europa.eu/budget/mycountry

Per scaricare gratuitamente la Guida per principianti sui finanziamenti UE, visita il sito di AGEVOFACILE:

http://www.agevo-facile.it/finanziamentiue_24.html

giovedì 10 aprile 2014

Italia bocciata in politiche per i trasporti: la graduatoria della Commissione UE

La Commissione pubblica oggi il primo quadro di valutazione dei trasporti dell'UE.

Il quadro mette a confronto i risultati degli Stati membri in 22 categorie relative ai trasporti e per la maggior parte di esse mette in evidenza i cinque attori migliori e peggiori.

I Paesi Bassi e la Germania registrano i risultati migliori, con punteggi elevati in 11 categorie, seguiti da Svezia, Regno Unito e Danimarca.

L'Italia registra, in sintesi, un punteggio negativo.

L'Italia è tra i Paesi con la più alta quota di linee ferroviarie elettrificate. Ma ha anche il più basso tasso di recepimento di direttive della UE sui trasporti ed un numero significativo di casi pendenti di violazione.

L'obiettivo dello studio è aiutare gli Stati ad identificare le lacune e a definire le priorità degli investimenti e delle politiche.
Il quadro di valutazione può essere consultato in base al modo di trasporto (stradale, ferroviario, aereo e per vie navigabili) o in base a una delle seguenti categorie:

- mercato unico (accesso al mercato, regolamentazione);

- infrastruttura;

- impatto ambientale;

- sicurezza;

- recepimento della legislazione dell'UE;

- violazione della legislazione dell'UE;

- innovazione e ricerca;

- logistica.

Il quadro è integrato da statistiche specifiche per paese senza graduatorie (spesa per i trasporti, ripartizione tra i vari modi di trasporto, spese di finanziamento dell'UE nell'ambito dei trasporti).

Per ulteriori informazioni:

http://ec.europa.eu/transport/facts-fundings/scoreboard/index_en.htm

mercoledì 9 aprile 2014

Società unipersonale: la Commissione propone un modello europeo per sostenere i collegamenti transfrontalieri



La Commissione europea ha adottato, il 9 Aprile 2014,  un pacchetto di misure volte a migliorare il governo societario delle circa 10 000 società quotate nelle borse europee, rafforzando così la competitività e la sostenibilità a lungo termine di queste imprese.
Sono previste anche altre proposte di soluzioni efficienti sotto il profilo dei costi in materia di diritto societario per le PMI che operano a livello transfrontaliero.
Il pacchetto di misure dà attuazione alle azioni chiave individuate nella comunicazione del 27 marzo sul finanziamento a lungo termine dell'economia europea (IP/14/320).
La proposta mira a consentire agli azionisti di esercitare un controllo adeguato sulla dirigenza, con la possibilità di esprimere un voto vincolante sulle remunerazioni.
La società unipersonale di diritto europeo aiuterà, poi, gli imprenditori a ridurre i costi e ad organizzare le loro attività all'estero.

giovedì 3 aprile 2014

Panorama inforegio: numero tematico sulla Politica di Coesione 2014-2020 (slideshare)


Panorama inforegio: thematic edition on Cohesion policy 2014-2020 from Alberto Cardino - AGEVOFACILE


Il tema principale dell’edizione invernale della rivista Panorama è la riforma della politica di coesione 2014-2020 e l’analisi in dettaglio dei cambiamenti che ne derivano per tutte le parti coinvolte. In un’intervista esclusiva, il presidente della Commissione europea Barroso sottolinea in che modo la politica di coesione agevolerà la crescita e l’aumento di posti di lavoro e contribuirà a raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020.
Anche i nostri lettori hanno dato il proprio contributo al dibattito nella rubrica «Con parole proprie» in cui i rappresentanti degli Stati membri, delle regioni e delle associazioni di tutta Europa hanno condiviso le proprie idee sulla riforma e le speranze per il nuovo periodo di finanziamento.
In altri articoli di questo numero vengono delineati i punti chiave della riforma e le tematiche prioritarie; viene descritto il processo di approvazione del budget dal punto di vista del Parlamento europeo; vengono fornite informazioni su come richiedere gli aiuti e viene presentata un’analisi delle strategie di comunicazione e degli obblighi. La rivista contiene, inoltre, la consueta selezione di notizie e approfondimenti su progetti specifici da tutta l’UE.

Link:

http://ec.europa.eu/regional_policy/information/panorama/index_it.cfm

domenica 30 marzo 2014

Accordo di Partenariato 2014-2020: al Governo resta da definire entro il 22 Aprile 2014 il numero di Azioni da finanziare

Il 22 Aprile 2014 è il termine ultimo entro cui il Governo italiano - la competenza è passata dal Ministro per la Coesione Territoriale, non confermato, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio - deve consegnare la versione finale dell'Accordo di partenariato, cornice della nuova programmazione dei fondi UE 2014-2020.

In particolare, il Dipartimento sviluppo e coesione (DPS) sta limitando, su richiesta della Commissione UE per favorire un monitoraggio efficiente,  il numero di Azioni che ciascuno Stato deve identificare nell'ambito degli 11 obiettivi tematici fissati dalla UE. 

Si attende un ultimo passaggio del testo alla Conferenza Stato - Regioni, poi l'invio a Bruxelles e, finalmente, la costituzione della Agenzia nazionale per la Coesione, richiesta dalla Commissione per garantire una migliore capacità di gestione dei fondi da parte delle Regioni.
Per renderla operativa, a fine aprile dovrà essere nominato il direttore generale e approvato lo statuto.

Fonte: Sole 24 Ore del 29 Aprile 2014

giovedì 27 marzo 2014

Finanziamenti a lungo termine per la crescita sostenibile: la Commissione UE presenta il suo piano

Bruxelles, 27 marzo 2014
La Commissione europea ha adottato oggi un pacchetto di misure volte a stimolare modalità nuove e diverse per mettere a disposizione finanziamenti a lungo termine e sostenere il ritorno dell'Europa ad una crescita economica sostenibile. Saranno necessari considerevoli investimenti a lungo termine, nel quadro della strategia Europa 2020 e del pacchetto su clima ed energia all'orizzonte 2030, in infrastrutture, nuove tecnologie e innovazione, così come in R&S e in capitale umano.
Da qui al 2020 il fabbisogno stimato di investimenti è pari a mille miliardi di euro solo per le reti di trasporto, energia e telecomunicazioni significative a livello di UE, secondo quanto constatato nel quadro del cosiddetto meccanismo per collegare l'Europa.

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