domenica 1 febbraio 2015
Bando della Regione Emilia-Romagna per l'introduzione di ICT nelle PMI
La Regione Emilia-Romagna, negli scampoli della programmazione dei fondi strutturali (POR FESR) per il periodo 2007-2013, ha pubblicato un bando (Asse 2) per le PMI di qualsiasi settore (ad eccezione dell'agricoltura) che stiano introducendo od abbiano in progetto di introdurre nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) da integrare con l'organizzazione aziendale in tutte le sue fasi (progettazione, produzione, logistica, ecc.).
Il bando prevede un contributo a fondo perduto fino al 50% della spesa totale in ICT (e fino ad un importo massimo di Euro 50.000) per acquisti (già fatturati e pagati non prima del 1/12/2014 o da fatturare e pagare entro il 31/12/2015) di attrezzature, software e/o servizi inerenti la connettività a banda larga (router, LAN, upgrade, ecc.), le infrastrutture di rete (PC, storage, licenze, sicurezza), l'introduzione di strumenti informatici e telematici avanzati (personalizzazione ICT, progettazione software). E' previsto un requisito minimo di spesa, pari ad Euro 20.000. Sono premiate le imprese a rilevante componente femminile e/o giovanile.
Alla domanda va allegata una scheda tecnica firmata da un tecnico competente in ICT. A seguito della valutazione a graduatoria (la cui conclusione è prevista entro il 31/07/2015), il contributo è erogato alle imprese ammesse in unica soluzione dietro presentazione di tutte le fatture quietanzate inerenti il progetto ICT.
Apertura sportello telematico Bando ICT:
dal 1 Febbraio al 31 Marzo 2015.
Sommario
1. Obiettivi
2. Riferimenti normativi
3. Beneficiari
4. Settori di attività esclusi
5. Interventi ammessi
6. Spese ammissibili
7. Spese non ammesse
8. Tipologia ed intensità dell'agevolazione
9. Cumulabilità con altri contributi pubblici
10, Presentazione domanda
11. Valutazione ed erogazione
12. Riferimenti sul web
martedì 22 luglio 2014
Accordi di partenariato 2014-2020: su Panorama della UE le novità della politica di coesione
Il tema principale dell’edizione estiva della rivista Panorama dell'Unione Europea - dedicata agli aggiornamenti sulle politiche di sviluppo regionale - è l’aggiornamento sui progressi riguardanti l’adozione degli accordi di partenariato con l’analisi in dettaglio del primo accordo adottato, quello della Danimarca, e un’intervista ai responsabili delle autorità di gestione danesi.
Si ripercorrono, inoltre, i passati dieci anni di allargamento con una panoramica sull'evoluzione degli Stati membri che hanno fatto ingresso in Unione europea a partire dal 2004 e su come tali Stati abbiano tratto benefici dalla politica di coesione.
Questo numero:
- descrive i nuovi e importanti strumenti e linee guida di governance studiati per contrastare le frodi;
- propone un dietro le quinte del Comitato delle regioni, che festeggia il suo 20° anniversario;
- mette in rilievo il lavoro svolto dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca a sostegno delle imprese e delle comunità costiere;
- riporta una relazione sul Forum urbano mondiale di quest’anno, svoltosi a Medellin con la presenza del commissario Hahn.
La rivista contiene, infine, la consueta selezione di notizie e approfondimenti su progetti specifici da tutta l’UE.
Questo numero di Panorama, AL MOMENTO DISPONIBILE SOLO IN LINGUA INGLESE, sarà disponibile in 23 lingue (tra cui l'ITALIANO) nel mese di agosto 2014.
venerdì 9 maggio 2014
ESIF: la nuova sigla unitaria dei Fondi strutturali per lo sviluppo dei territori europei
Indice:
1. Lo sviluppo è uno: nuova sinergia fra i fondi strutturali
2. Regolamenti riguardanti i fondi strutturali e di investimento europei
3. Accordi di Partenariato
4. Programmi Operativi
5. Aggiornamento 8 Maggio 2014
6. Codice di condotta europeo per il partenariato
7. I Fondi ESIF nel dettaglio:
7.1. Fondo Europeo di Sviluppo Regionale
7.2. Fondo Sociale Europeo
7.3. Fondo di Coesione
7.4. Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale
7.5. Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca
1.Lo sviluppo è uno: nuova sinergia fra i fondi strutturali
La principale novità del periodo di programmazione 2014-2020 è rappresentata dall'approccio unitario fra i diversi settori di attività in tema di finanziamenti per lo sviluppo regionale e per la coesione. Un corpus unico di regole disciplina, infatti, i cinque "fondi strutturali e di investimento" (in Inglese, European Structural and Investment Funds - ESIF) dell'UE:
- Fondo europeo di sviluppo regionale - FESR (in Inglese, European Regional Devolopment Fund - ERDF)
- Fondo sociale europeo - FSE (in Inglese, European Social Fund - ESF)
- Fondo di coesione - FC (in Inglese, Cohesion Fund - CF)
- Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale - FEASR (in Inglese, European Agricultural Fund for Rural Development - EAFRD)
- Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca - FEAMP (European Maritime & Fisheries Fund - EMFF).
giovedì 17 aprile 2014
Finanziamenti UE: una guida per tutti (imprese, giovani, associazioni, enti pubblici, ricercatori)
A cosa serve il bilancio dell'UE?
Finanzia le azioni che i paesi membri non possono finanziare da soli o che è possibile finanziare a costi inferiori riunendo le risorse. Il bilancio è adottato seguendo una procedura democratica: è preparato dalla Commissione europea (l'organo esecutivo dell'UE), viene poi discusso e approvato dal Consiglio dell'UE (che rappresenta i paesi membri, compresa l'Italia) e dal Parlamento europeo (dove 73 deputati eletti democraticamente rappresentano l'Italia).
Una volta adottato, il bilancio è gestito congiuntamente dai paesi membri dell'UE e dalla Commissione o direttamente dalla Commissione.
Nella pratica, l'80% del bilancio dell'UE è gestito dalle amministrazioni nazionali o regionali.
Mediante sovvenzioni, prestiti e altre forme di finanziamento, il bilancio UE fornisce sostegno finanziario a centinaia di migliaia di beneficiari, fra cui studenti, scienziati, ONG, PMI, città e regioni, solo per citare alcuni esempi.
Da dove provengono i fondi?
Il bilancio dell'UE è finanziato in larga misura dalle "risorse proprie", che hanno tre fonti:
1) i dazi doganali sulle importazioni provenienti dai paesi extra UE e i contributi nel settore dello zucchero;
2) una piccola parte dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) applicata nell'UE;
3) i contributi di ogni paese membro, direttamente proporzionali alla sua quota di reddito nazionale lordo (RNL) dell'UE, che sono la principale fonte di entrate per il bilancio dell'UE (76% nel 2012).
Gli Stati membri dell'UE hanno adottato questo sistema all'unanimità per un periodo di sette anni e i parlamenti nazionali hanno ratificato questa decisione. Tra le altre fonti di entrate figurano le tasse sugli stipendi del personale dell'UE, le sanzioni imposte alle imprese che non hanno rispettato le norme della concorrenza e gli interessi bancari. Non esiste un'imposta diretta europea. Sono i paesi membri che controllano i rispettivi sistemi fiscali.
Dove vengono destinati i fondi?
Il 94% dei fondi dell'UE finanzia le varie politiche dell'Unione europea e in larga misura ritornano agli Stati membri. Il 6% circa del bilancio finanzia il funzionamento delle istituzioni dell'UE.
Il quadro finanziario pluriennale dell'UE 2014-2020 in sintesi
Il bilancio dell'UE è adottato ogni anno, ma deve essere definito entro i limiti del quadro finanziario pluriennale (QFP). Il QFP è un programma di spesa che fissa gli importi massimi annui che l'UE può spendere in diversi settori di attività in un determinato periodo (di solito sette anni). Quindi getta le basi per le priorità politiche dell'UE per sette anni.
Per il periodo di finanziamento 2014-2020, l'UE intende realizzare gli obiettivi della strategia di crescita Europa 2020, concentrandosi su ciò di cui l'Europa ha bisogno per superare la crisi economica e finanziaria e sui settori in cui può veramente fare la differenza.
Gli elementi chiave del QFP 2014-2020 sono:
- crescita, occupazione e competitività in primo piano, con un aumento degli investimenti a favore di istruzione e ricerca e un nuovo fondo per il meccanismo per collegare l'Europa con l'obiettivo di rilanciare i progetti infrastrutturali su scala europea per i trasporti, l'energia e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
- maggiore qualità della spesa semplificando le regole per i fondi UE, dando la priorità agli investimenti che producono risultati tangibili e sospendendo i finanziamenti se un paese non attua rigorose politiche economiche e fiscali;
- riforma della politica agricola comune per un'agricoltura europea più competitiva e rispettosa dell'ambiente;
- lotta ai cambiamenti climatici quale componente fondamentale di tutte le principali politiche dell'UE, obiettivo al quale sarà devoluto il 20% del QFP per il 2014-2020;
- solidarietà con le regioni e i paesi più poveri dell'UE, che riceveranno la quota più elevata dei finanziamenti regionali, e creazione di un nuovo fondo per l'occupazione giovanile;
- riduzione della crescita della spesa amministrativa grazie ai tagli al personale delle istituzioni europee.
L'Italia nella UE
Agricoltura e sviluppo rurale
L'Italia è uno dei più grandi produttori agricoli dell'UE ed è quindi anche uno dei principali beneficiari di finanziamenti europei per l'agricoltura. La PAC sostiene gli agricoltori e promuove prodotti alimentari sani e buoni, ma protegge anche l'ambiente e stimola le economie rurali.
Politica regionale
La politica regionale, il cui obiettivo è ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali fra le regioni europee, investe in progetti a favore di creazione di posti di lavoro, competitività, crescita economica, migliore qualità della vita e sviluppo sostenibile.
Ricerca
La ricerca e l'innovazione sono fra le priorità assolute dell'agenda dell'UE per la crescita e l'occupazione e sono essenziali anche per far fronte ai problemi più pressanti di oggi: energia, sicurezza alimentare, cambiamenti climatici e invecchiamento della popolazione.
Collegamento
http://ec.europa.eu/budget/mycountry
Per scaricare gratuitamente la Guida per principianti sui finanziamenti UE, visita il sito di AGEVOFACILE:
giovedì 3 aprile 2014
Panorama inforegio: numero tematico sulla Politica di Coesione 2014-2020 (slideshare)
Il tema principale dell’edizione invernale della rivista Panorama è la riforma della politica di coesione 2014-2020 e l’analisi in dettaglio dei cambiamenti che ne derivano per tutte le parti coinvolte. In un’intervista esclusiva, il presidente della Commissione europea Barroso sottolinea in che modo la politica di coesione agevolerà la crescita e l’aumento di posti di lavoro e contribuirà a raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020.
Anche i nostri lettori hanno dato il proprio contributo al dibattito nella rubrica «Con parole proprie» in cui i rappresentanti degli Stati membri, delle regioni e delle associazioni di tutta Europa hanno condiviso le proprie idee sulla riforma e le speranze per il nuovo periodo di finanziamento.
In altri articoli di questo numero vengono delineati i punti chiave della riforma e le tematiche prioritarie; viene descritto il processo di approvazione del budget dal punto di vista del Parlamento europeo; vengono fornite informazioni su come richiedere gli aiuti e viene presentata un’analisi delle strategie di comunicazione e degli obblighi. La rivista contiene, inoltre, la consueta selezione di notizie e approfondimenti su progetti specifici da tutta l’UE.
Link:
http://ec.europa.eu/regional_policy/information/panorama/index_it.cfm
domenica 30 marzo 2014
Accordo di Partenariato 2014-2020: al Governo resta da definire entro il 22 Aprile 2014 il numero di Azioni da finanziare
Il 22 Aprile 2014 è il termine ultimo entro cui il Governo italiano - la competenza è passata dal Ministro per la Coesione Territoriale, non confermato, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio - deve consegnare la versione finale dell'Accordo di partenariato, cornice della nuova programmazione dei fondi UE 2014-2020.
In particolare, il Dipartimento sviluppo e coesione (DPS) sta limitando, su richiesta della Commissione UE per favorire un monitoraggio efficiente, il numero di Azioni che ciascuno Stato deve identificare nell'ambito degli 11 obiettivi tematici fissati dalla UE.
Si attende un ultimo passaggio del testo alla Conferenza Stato - Regioni, poi l'invio a Bruxelles e, finalmente, la costituzione della Agenzia nazionale per la Coesione, richiesta dalla Commissione per garantire una migliore capacità di gestione dei fondi da parte delle Regioni.
Per renderla operativa, a fine aprile dovrà essere nominato il direttore generale e approvato lo statuto.
Fonte: Sole 24 Ore del 29 Aprile 2014
domenica 16 marzo 2014
venerdì 14 marzo 2014
giovedì 20 febbraio 2014
martedì 21 gennaio 2014
Filo diretto GRATUITO con AGEVOFACILE: fai la tua richiesta sui finanziamenti alle (nuove) imprese, ti risponderemo entro 24 ore
AGEVOFACILE offre GRATUITAMENTE le sue competenze in materia di finanziamenti pubblici ed opportunità per le imprese e le start-up a chiunque ne faccia richiesta mediante apposito modulo disponibile all'indirizzo:
www.agevo-facile.it/richiesta_14.html
Risponderemo GRATUITAMENTE a tutti entro 24 ore dalla richiesta.
Per una disamina ancora più approfondita, e soprattutto personalizzata, dell'oggetto della richiesta, AGEVOFACILE proporrà a ciascun richiedente, ovviamente libero di rifiutare l'offerta, di accedere al suo servizio di consulenza a pagamento per ottenere il quadro più dettagliato possibile delle opportunità disponibili. Il servizio è attivabile comodamente dalla piattaforma e-commerce di AGEVOFACILE.
Non farti sfuggire questa occasione!
Stanno, infatti, per arrivare nuove opportunità legate a provvedimenti dello Stato (decreto del fare, destinazione Italia, Invitalia, etc.) ed al ricco menu della programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 (finanziamenti gestione diretta della Commissione; fondi strutturali e di investimento; fondo per lo sviluppo rurale, etc.).
Non rimanere indietro, tieniti informato già da ora grazie ad AGEVOFACILE!
lunedì 20 gennaio 2014
Lavori nei settori culturali e creativi? La tua organizzazione, già ora, può partecipare ai bandi di Europa Creativa 2014-2020
La Commissione Europea ha dato avvio, con apposito Invito a presentare proposte, all'attuazione dei progetti del sottoprogramma "Cultura" di "Europa Creativa 2014-2020".
Le scadenze relative a ciascun progetto sono le seguenti:
- progetti di cooperazione europea: scadenza 5 Marzo 2014
- progetti di piattaforme europee: scadenza 19 Marzo 2014
- progetti di reti europee: scadenza 19 Marzo 2014
- progetti di traduzione letteraria: scadenza 12 Marzo 2014
lunedì 13 gennaio 2014
H2020 e COSME: seminario informativo domani a Roma
Quando: Mar, 14/01/2014 Dove: Palazzo Altieri, ABI - Piazza del Gesù, Roma
APRE, per conto del MIUR, organizza la Giornata Nazionale dedicata alla presentazione de “Le opportunità per le piccole e medie imprese e la finanza di rischio nella programmazione europea 2014-2020”.
Nel corso dell’evento i relatori interverranno per descrivere il ruolo e le possibilità per le PMI nei primi bandi Horizon 2020 e in COSME.
Inoltre, sarà previsto un approfondimento sui nuovi strumenti finanziari di debito ed equity.
In particolare, nel corso della giornata saranno ap‐profondite le seguenti tematiche: Opportunità per le PMI all’interno dei progetti collaborativi di H2020 Il nuovo “SME Instrument” I contenuti del Programma COSME L’Access to risk finance per le aziende.
Notizia tratta da:
www.emiliaromagnastartup.it
Sito Internet ufficiale:
http://www.apre.it/eventi/2014/i-semestre/info-day-pmi-e-finanza/
giovedì 19 dicembre 2013
Europa Creativa, si parte! Pubblicati i primi bandi 2014 del programma della Commissione Europea per la cultura
Sul sito della Commissione Europea sono stati pubblicati i primi Inviti a presentare candidature per ottenere i finanziamenti del programma Europa Creativa: per il 2014 sono disponibili 170 milioni di euro.
Le organizzazioni culturali e creative che nel 2014 intendono presentare domanda possono cominciare fin da oggi a prepararla.
[A tal fine, possono rivolgersi ad Agevofacile]
I singoli individui non possono chiedere direttamente una sovvenzione, ma devono contattare organizzazioni del settore (associazioni culturali, festival, teatri, distributori cinematografici ecc.) affinché queste presentino la domanda oppure rivolgersi al Desk Europa Creativa nazionale.
Il programma Europa Creativa, che disporrà di un bilancio complessivo di 1,46 miliardi di euro per i prossimi sette anni, sosterrà artisti, professionisti della cultura e organizzazioni culturali in settori quali le arti dello spettacolo, le belle arti, l'editoria, il cinema, la televisione, la musica, i videogiochi, le arti interdisciplinari, il patrimonio culturale e i videogiochi, permettendo loro di operare in altri Paesi e di sviluppare le abilità necessarie nell'era digitale. Aumentando la visibilità delle opere culturali europee in altri paesi, promuoverà inoltre la diversità culturale e linguistica.
Oltre ai sottoprogrammi Cultura e MEDIA, Europa Creativa comprenderà una sezione transettoriale intesa a sostenere la cooperazione nelle politiche, misure trasversali e un nuovo strumento di garanzia finanziaria, che consentirà alle piccole e medie imprese dei settori culturali e creativi di accedere a prestiti bancari fino a 750 milioni di euro. Lo strumento sarà operativo a partire dal 2016.
Si propone di seguito un elenco (in lingua inglese) dei bandi già aperti, con la relativa data di scadenza e con il link al sito ufficiale:
| Culture Sub-programme | |
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EAC/S16/2013
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Deadline for submission
Wednesday 5 March 2014
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EAC/S17/2013
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Deadline for submission
Wednesday 19 March 2014
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EAC/S18/2013
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Deadline for submission
Wednesday 19 March 2014
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EAC/S19/2013
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Deadline for submission
Wednesday 12 March 2014
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Deadline for submission
Single project
Slate Funding: 28 March 2014
Video Games: 28 March 2014
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Deadline for submission
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Deadline for submission
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Deadline for submission
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Deadline for submission: 28 March 2014
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Deadline for submission: 6 June 2014
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Deadline for submission: 7 March 2014
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Deadlines for submission
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Deadlines for submission
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Deadline for submission: 27 June 2014
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Deadline for submission: 23 March 2014
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Deadline for submission: 21 March 2014
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Tutti gli Inviti di volta in volta aperti, le guide e la documentazione necessaria alla presentazione delle candidature sono disponibili sull'apposita pagina (in Inglese) del sito di Europa Creativa
La principale fonte del presente articolo è costituita dalla press release della Commissione Europea IP/13/1238 del 11/12/2013
mercoledì 18 dicembre 2013
Nuova PAC: il Consiglio dell'UE approva definitivamente la riforma per il periodo 2014-2020
Il 16 Dicembre 2013 il Consiglio dell'UE ha adottato il pacchetto di riforma della Politica Agricola Comune (PAC), già approvato in prima lettura dal Parlamento europeo.
La riforma stabilisce le nuove regole per la PAC nel periodo 2014-2020, al fine di dotare il settore agricolo europeo degli strumenti per vincere le sfide del futuro.
Parole chiave della nuova PAC sono:
green
equità (nella distribuzione del sostegno al reddito degli agricoltori)
efficacia (della politica di sviluppo rurale).
A seguito dell'approvazione dell'accordo quadro finanziario pluriennale (QFP), il bilancio della PAC per il periodo 2014-2020 ammonta a 408.310 milioni di euro (38% del bilancio complessivo dell'UE). Il primo pilastro della PAC (aiuti diretti al reddito e spese connesse al mercato) sarà destinatario di 312,73 miliardi di euro (76,6%), mentre il secondo pilastro (politica di sviluppo rurale) di 95,58 miliardi di euro (23,4%).
Il pacchetto di riforma della PAC comprende quattro principali riferimenti normativi:
1) il regolamento sui pagamenti diretti agli agricoltori (n. 95/13), con l'obiettivo di premiarli per la fornitura di beni e servizi pubblici, che contiene inoltre una serie di azioni specifiche di sostegno (in particolare per i giovani agricoltori, i piccoli agricoltori e gli agricoltori in zone soggette a vincoli naturali) e le regole per la concessione di un importo limitato di aiuti accoppiati (legati alla produzione);
2) il regolamento che stabilisce un'unica Organizzazione Comune dei Mercati dei prodotti agricoli (n. 96/13), con lo scopo di semplificare e ampliare le disposizioni vigenti in materia di intervento pubblico, ammasso privato, misure eccezionali e gli aiuti a settori specifici, nonché a facilitare la cooperazione tra produttori ed organizzazioni interprofessionali;
3) il regolamento sul sostegno allo sviluppo rurale (n. 93/13) riguarda misure volontarie adattate alle specificità nazionali e regionali ed è la base su cui gli Stati membri redigono e co-finanziano i programmi pluriennali allineati al quadro comune europeo;
4) il regolamento sul finanziamento, gestione e monitoraggio della PAC (regolamento orizzontale) (n. 94/13), che disciplina le relative spese, il sistema di consulenza aziendale, di gestione e di controllo da porre in essere dagli Stati membri, il sistema di condizionalità e le erogazioni.
Il pacchetto include anche una norma transitoria per l'anno 2014 (n. 103/13) per colmare il divario tra il quadro giuridico esistente ed il nuovo assetto, al fine di dare agli Stati membri il tempo sufficiente per mettere in atto i nuovi programmi.
Il Consiglio ha inoltre adottato un regolamento recante misure per la fissazione di determinati aiuti e restituzioni connessi all'organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (15173/13).
L'elemento più importante della nuova PAC è rappresentato dall'introduzione del nuovo "pagamento verde" ("greening payment"): il 30% del sostegno diretto al reddito degli agricoltori sarà concesso solo se si osserveranno alcune pratiche agricole rispettose per l'ambiente e il clima. In particolare: far crescere almeno tre colture diverse sui campi coltivabili, mantenere una superficie minima di pascoli permanenti e mantenere intatti i paesaggi con un particolare valore ecologico ("area di interesse ecologico").
Per non penalizzare chi già utilizza pratiche ecologiche, il regolamento prevede un sistema di "greening equalency" per riconoscere quelle il cui beneficio per l'ambiente e il clima può essere considerato equivalente a quello delle pratiche ecologiche previste dal regolamento.
La riforma della PAC prevede anche una più equa distribuzione dei pagamenti diretti tra gli Stati membri ("convergenza esterna"). Allo stesso tempo, ci sarà un riequilibrio progressivo dei livelli dei pagamenti diretti a livello nazionale e regionale ("convergenza interna").
Gli Stati membri saranno inoltre in grado di garantire una maggiore quota dei loro pagamenti diretti sotto forma di sostegno accoppiato (legato alla produzione) agli agricoltori in settori o regioni che si trovano in particolare difficoltà e dove l'attività agricola è una componente importante dello sviluppo.
Al fine di orientare più efficacemente i pagamenti diretti verso gli agricoltori più bisognosi di sostegno, è prevista una riduzione obbligatoria del 5% su importi sopra i 150.000 euro ottenuti da grandi agricoltori (che possono beneficiare di economie di scala).
Allo stesso tempo, gli Stati membri avranno la possibilità di aumentare il sostegno per gli agricoltori di più piccole dimensioni, concedendo loro un importo superiore sui primi ettari ("pagamento redistributivo"). L'attuale disciplina finanziaria (che prevede la possibilità di effettuare tagli lineari ai pagamenti diretti ricevuti dagli agricoltori) sarà mantenuta al fine di garantire che il bilancio della PAC non superi il massimale di bilancio stabilito. Gli agricoltori, infine, il cui sostegno diretto al reddito non superi i 2.000 euro saranno esentati dal meccanismo della "disciplina finanziaria" (che consente tagli lineari ai pagamenti diretti in caso di superamento degli impegni previsti dal bilancio).
La nuova PAC comprende un sistema obbligatorio di sostegno a favore dei giovani agricoltori (per il quale gli Stati membri possono utilizzare fino al 2% dell'importo loro destinato per pagamenti diretti) e la possibilità per gli Stati membri di istituire un regime semplificato per i piccoli agricoltori il cui sostegno non superi 1.250 euro.
Gli Stati membri potranno, nel nuovo periodo di programmazione, trasferire fondi tra i due pilastri della PAC e concedere, se necessario, ulteriori contributi per le zone svantaggiate.
Più in generale, i tassi di cofinanziamento saranno calibrati in base ad ogni specifico contesto territoriale, dalle regioni meno sviluppate a quelle in transizione fino alle regioni ultraperiferiche.
Principali aspetti della riforma della PAC
1. PAGAMENTI DIRETTI
Riduzione del sostegno al reddito destinato alle grandi aziende agricole (articolo 11):
Riduzione obbligatoria del 5% per gli importi superiori a 150.000 euro (con una deroga per gli Stati membri che utilizzano più del 5% della propria dotazione nazionale di pagamenti diretti per aumentare il sostegno ai piccoli agricoltori sotto forma di pagamento redistributivo).
Pagamento redistributivo (articolo 41):
Possibilità per gli Stati membri di ridistribuire il sostegno diretto al reddito tra gli agricoltori, utilizzando fino al 30% della propria dotazione nazionale dei pagamenti diretti per la concessione ai piccoli agricoltori di un pagamento supplementare per i primi ettari (con un massimo di 30 ettari o pari alla dimensione media delle aziende agricole in uno Stato membro se questo è superiore a 30 ettari).
Convergenza esterna:
Gli Stati membri con pagamenti diretti al di sotto del livello del 90% della media dovrebbero chiudere un terzo del gap fra il loro livello attuale e questo livello.
Convergenza interna (articolo 25):
Gli Stati membri devono riequilibrare almeno in parte il livello medio di pagamenti diretti per ettaro a livello nazionale o regionale entro il 2019.
Disciplina finanziaria (articolo 8):
Gli agricoltori che ricevono meno di 2.000 euro in pagamenti diretti saranno esonerati da qualsiasi taglio lineare ai pagamenti diretti.
Agricoltore attivo (articolo 9):
E' previsto un "elenco negativo" composto da soggetti che a priori sono esclusi dai pagamenti diretti (a meno che non dimostrino che l'attività agricola non è marginale): aeroporti, servizi ferroviari, opere idrauliche, servizi immobiliari, sport permanenti, etc.
Giovane agricoltore (articoli 50 e 51):
Regime obbligatorio concordato nel primo pilastro, utilizzando fino al 2% del massimale nazionale.
Piccolo agricoltore (articoli da 61 a 65):
Regime opzionale per gli agricoltori che ricevono fino a 1.250 euro.
Greening (articoli da 43 a 47):
Il 30% dei pagamenti diretti è vincolato alla osservazione di pratiche agricole benefiche per l'ambiente e il clima, in particolare la diversificazione delle colture, il mantenimento di pascoli permanenti e la creazione di 'Aree Focus ecologiche' in ciascuna azienda.
Equivalenza (articolo 43 e l'allegato IX):
Le pratiche agricole che producono almeno un beneficio per l'ambiente e il clima equivalente a quello delle pratiche inserite nel presente regolamento sono considerate «pratiche equivalenti». La possibilità di ricevere finanziamenti dell'Unione per la stessa misura greening sia nell'ambito del primo pilastro e che nell'ambito del secondo ('il doppio finanziamento') viene esplicitamente esclusa.
Manutenzione di pascoli permanenti (articolo 44):
Gli Stati membri devono garantire il mantenimento di un rapporto minimo di pascolo permanente rispetto alla superficie agricola totale, applicabile a livello nazionale, regionale o di singola azienda agricola.
Aree di interesse ecologico (Ecological Focus Areas - EFAs) (articolo 45 e allegato X):
EFA si applica solo ai terreni coltivabili, non ai prati permanenti nè ai terreni destinati a coltivazioni permanenti. È stato concordato un elenco di zone EFA (ad esempio terreni a riposo, terrazzamenti, elementi caratteristici del paesaggio, fasce tampone, agro-foresta, ecc), così come un elenco di esenzioni (ad esempio aziende in cui più del 75% dei terreni posseduti è costituito da pascoli, zone boscose , ecc).
2. OCM UNICA
Impianti di viti (articoli 61 e seguenti):
Previsti un nuovo sistema di autorizzazioni all'impianto a partire dal 2016 fino al 2030, l'aumento dell'1% delle autorizzazione annue di impianto di viti concedibili e l'allungamento della durata dei diritti di impianto della vite da 3 a 5 anni come misura transitoria.
Zucchero (articoli 124 e seguenti):
La fine delle quote è fissata al 30 settembre 2017.
Latte (articoli 148 e seguenti):
La fine delle quote è fissata nel 2015.
Intervento pubblico e ammasso privato (articoli 8 e seguenti):
Per alcuni formaggi DOP / IGP diventa ammissibile l'ammasso privato.
Sistemi scolastici (articoli 22 e seguenti):
Budget aumentato da 90 a 150 milioni di euro.
Organizzazioni di produttori e organizzazioni interprofessionali (articoli 152 e seguenti):
Rafforzamento del ruolo degli agricoltori nella catena di fornitura; possibilità di ricevere un sostegno finanziario per la costituzione di associazioni di produttori nell'ambito dello sviluppo rurale; le OP nei settori dell'olio d'oliva, seminativi e carni bovine saranno autorizzate ad esercitare contrattazione collettiva per conto dei loro membri, a determinate condizioni e con garanzie per la concorrenza.
Misure eccezionali (articoli 219 e seguenti):
Sostegno finanziario aggiuntivo per le crisi proveniente dalla Riserva di Crisi.
3. SVILUPPO RURALE
Quadro strategico comune:
Il Regolamento delle Disposizioni Comuni (Common Provision Regulation) riguarderà la programmazione di tutti i fondi UE: gli Stati membri devono sottoscrivere un Accordo di Partenariato a livello nazionale che includa, per ciascun Fondo, lo specifico programma nazionale.
Il FEASR sarà quindi integrato con i Fondi Europei di Investimento, con l'obiettivo di una maggiore coerenza ed efficacia.
Sarà possibile, in particolare, ottenere il co-finanziamento di un singolo progetto da parte di diversi Fondi. Questo nuova possibilità favorirà progetti innovativi e strategie coerenti in una medesima zona, compresi i collegamenti urbani e rurali od il finanziamento di aziende che svolgono sia attività agricole che di pesca.
Priorità (articolo 5):
L'attuale suddivisione del Programma FEASR in Assi sarà sostituita da sei priorità, basate sull'analisi dei bisogni specifici dei singoli Stati. La programmazione sarà quindi notevolmente semplificata, e dovrebbe facilitare la realizzazione dei progetti.
Investimenti (articolo 17):
Per facilitare la realizzazione di progetti integrati, con maggiore valore aggiunto, una sola misura coprirà la maggior parte degli investimenti materiali, con lo scopo di aumentare le prestazioni economiche e ambientali delle aziende agricole, migliorare l'efficienza della commercializzazione e della trasformazione dei prodotti agricoli, fornire le infrastrutture necessarie per lo sviluppo dell'agricoltura e della silvicoltura e sostenere gli investimenti non remunerativi necessari a conseguire obiettivi ambientali.
Forestazione (articoli 21-27,34):
Prevista una misura integrata unica a copertura di tutti gli investimenti. Il sostegno sarà mirato a specifici detentori di aree forestali.
Agri-ambiente (articolo 28) / Agricoltura biologica (articolo 29) / "Natura" e direttiva quadro sulle acque (articolo 30):
Sono state rafforzate le misure riguardanti l'ambiente. E' stato introdotto un ampio margine di flessibilità consentendo periodi di impegno e di conversione più brevi, al fine di favorire una maggiore diffusione delle misure.
In relazione alla somiglianza di alcune misure dei Pilastri 1 e 2, il regolamento prevede l'esclusione del doppio finanziamento, assicurando che gli agricoltori non vengano pagati due volte per la stessa attività.
Le aree con vincoli naturali (Areas with natural contraints - ANCs) (art. 31-32 e allegato II):
Viene introdotta una nuova delimitazione delle zone soggette a vincoli naturali (precedentemente note come "zone svantaggiate"). Tali aree saranno ora definite sulla base di otto criteri biofisici, garantendo un sistema oggettivo e trasparente in tutta l'UE.
Al fine di garantire una transizione agevole e una continuità, gli Stati membri hanno tempo fino al 2018 per attuare la nuova delimitazione. Gli Stati membri possono inoltre concedere pagamenti in "phasing out" fino alla fine del periodo di programmazione agli agricoltori che non saranno più ammissibili ai pagamenti.
Finanziamento (articolo 59):
A fini della semplificazione, il regolamento prevede un solo tasso di cofinanziamento per tutte le misure (con deroghe su ambiente, cambiamenti climatici e innovazione), ma differente a seconda dei diversi territori: più elevato per le regioni meno sviluppate, le regioni ultraperiferiche e le isole minori del Mar Egeo, nonché per due tipi di regioni in transizione dove il PIL pro capite per il periodo 2007-2013 è stato inferiore al 75% della media dell'UE.
Al fine di garantire un uso efficace delle risorse dell'Unione, il regolamento prevede i requisiti minimi di spesa per l'ambiente (30%) e per l'approccio LEADER (supporto alle strategie locali, a cui va indirizzato almeno il 5% della disponibilità complessiva).
Innovazione
L'innovazione è stata definita come un obiettivo trasversale del prossimo periodo di programmazione. Sarà supportata attraverso varie misure di sviluppo rurale, quali il trasferimento di conoscenze, la cooperazione e gli investimenti in beni materiali. Inoltre, grazie al Partenariato Europeo dell'Innovazione (European Innovation Partnership - EIP) per la produttività e sostenibilità agricola, la politica di sviluppo rurale promuoverà l'efficienza delle risorse, la produttività, le basse emissioni ed uno sviluppo amico del clima. L'EIP sosterrà, pertanto, la cooperazione tra l'agricoltura e la ricerca al fine di accelerare il trasferimento tecnologico agli agricoltori.
4. REGOLAMENTO ORIZZONTALE
Il presente regolamento si chiama "orizzontale" perchè riunisce le norme pertinenti per tutti gli strumenti della PAC, precedentemente sparse in varie parti della legislazione PAC. Si sottolinea in particolare:
Condizionalità:
Sistema creato dalla riforma della PAC del 2003 che condiziona gli aiuti agli agricoltori al rispetto dei requisiti di interesse pubblico, in particolare le norme in materia di ambiente, benessere degli animali e uso dei prodotti fitosanitari.
Riserva per le crisi:
Al fine di sostenere il settore agricolo in caso di gravi crisi che colpiscono la produzione agricola o la distribuzione, sarà applicata, all'inizio di ogni anno, una riduzione dei pagamenti diretti. Gli importi non utilizzati saranno rimborsati agli agricoltori.
Per saperne di più:
Comunicato stampa del Consiglio della UE su avvenuta approvazione della riforma della PAC 2014-2020 (visibile anche di seguito in slideshare)
Sito della Commissione UE dedicato alla nuova PAC post-2013
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giovedì 28 novembre 2013
A Vilnius i Ministri UE per la politica di coesione hanno discusso su come migliorare l'efficacia dei nuovi ESI funds (Fondi strutturali e di investimento) per il periodo 2014-2020
Vilnius, 26 novembre 2013
I ministri Ue per la politica di coesione hanno discusso, in occasione del meeting informale organizzato dalla Presidenza Lituana del Consiglio dell'Ue, delle innovazioni destinate a migliorare l'efficacia dei Fondi europei strutturali e per gli investimenti (European Structural and Investment Funds – ESI funds).
"Dobbiamo iniziare a investire i fondi del periodo 2014-2020 il più presto possibile. Questo è importante sia per incoraggiare la crescita sia per assicurare una transizione armoniosa dal periodo di programmazione 2007-2013. Una preparazione adeguata, priorità chiare, orientamento ai risultati e il coordinamento degli investimenti sono i cardini per garantire l'effettiva partecipazione dei fondi ESI", ha detto Rimantas Sadzius, il ministro delle Finanze lituano e presidente del Meeting.
La presidenza lituana ha proseguito il lavoro delle presidenze precedenti e ha destinato tutti i suoi sforzi verso la conclusione dei negoziati con il Parlamento europeo sul pacchetto legislativo della politica di coesione. L'accordo tra i co-legislatori è stato convalidato dal Parlamento europeo la scorsa settimana, sbloccando più di 300 miliardi di euro per investimenti nei prossimi sette anni. Questi fondi possono essere utilizzati a partire dal 2014.
Nella riunione informale, i Ministri della Politica di Coesione (per l'Italia Carlo Trigilia) hanno scambiato opinioni sugli aspetti pratici della programmazione ed informazioni sullo stato di avanzamento nella realizzazione, da parte dei singoli governi nazionali, dei documenti di programmazione necessari.
I Ministri hanno concentrato la loro attenzione su quattro temi principali:
- innovazioni e soluzioni di miglioramento dell'efficacia e della qualità di attuazione della politica di coesione;
- forte concentrazione dei fondi in settori prioritari (come l'innovazione e la ricerca, il sostegno alle PMI, le tecnologie dell'informazione, la tutela ambientale, l'efficienza energetica ed altri);
- condizionalità ex ante (come le riforme nazionali previste ) che devono essere raggiunte dagli Stati membri per migliorare l'efficacia degli investimenti;
- orientamento al risultato e migliore coordinamento degli investimenti tra le diverse fonti di finanziamento.
Alla riunione informale hanno partecipato, oltre ai Ministri alla Coesione dei governi nazionali, anche il commissario europeo per la Politica regionale Johannes Hahn e il presidente della Commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo Danuta Hübner.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito della Presidenza di turno del Consiglio dell'UE
giovedì 21 novembre 2013
COMINCIAMO A PARLARE DI...Programmazione Fondi Europei 2014-2020: approvato dal Parlamento Europeo il pacchetto "Politica di Coesione"
Il Parlamento Europeo ha approvato, lo scorso 19 Novembre 2013, le nuove regole della politica di coesione che prevedono investimenti nell'economia reale, su settori chiave per la creazione di posti di lavoro e per favorire la crescita, con una accresciuta enfasi sulla misurazione dei risultati.
Si tratta di regole comuni per tutti e cinque i Fondi Strutturali e di Investimento Europei (Fondo europeo di sviluppo regionale FESR, Fondo sociale europeo FSE, Fondo di coesione FC, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale FEASR, Fondo europeo per la pesca FEP) per il periodo 2014-2020, con l'obiettivo di semplificarli.
Le nuove regole dovranno essere a breve approvate dal Consiglio dei Ministri dell'UE.
Il percorso delineato è coerente con gli obiettivi di Europa 2020: promuovere l'economia reale, la crescita economica, l'occupazione e lotta contro il cambiamento climatico e la dipendenza energetica.
Il Commissario Europeo alla Politica Regionale Hahn pone l'accento sulla decisione di indirizzare fortemente il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) verso il sostegno, previsto in 140 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, alle piccole e medie imprese, la linfa vitale dell'economia europea.
Il Commissario agli Affari Sociali Andor sottolinea, poi, che il Fondo Sociale Europeo (FSE), insieme con l'Iniziativa per l'Occupazione Giovanile (circa 3,3 miliardi di euro) mirante a sostenere finanziariamente l'attuazione della garanzia per i giovani, sarà uno strumento chiave per sostenere gli investimenti degli Stati membri in materia di occupazione, il capitale umano e la gestione efficiente delle risorse. Più di 74 miliardi di euro saranno investiti per aiutare milioni di persone a trovare un lavoro e per migliorare le loro competenze. Oltre al miglioramento delle politiche attive del mercato del lavoro nei diversi Stati, l'FSE sarà indirizzato a ridurre la povertà, aiutando le persone più vulnerabili ad ottenere competenze e posti di lavoro e ad integrarsi nella società.
Un terzo del bilancio dell'UE 2014-2020 (vedi la comunicazione della CE sull'approvazione del Bilancio UE 2014-2020: 1.000 miliardi di euro da investire nel futuro dell’Europa) sarà diretto a stimolare l'economia europea e la creazione di posti di lavoro attraverso la nuova politica di coesione dell'UE.
I 325 miliardi di € assegnati agli Stati membri si concentreranno sulle priorità fondamentali, quali la lotta alla disoccupazione giovanile, il sostegno alle PMI, l'innovazione e l'economia a basse emissioni di carbonio.
Per ulteriori informazioni, visita il sito della Commissione Europea dedicato alla Politica Regionale





