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venerdì 4 aprile 2014
Province non più elettive: il ddl Delrio è legge
Via libera definitivo della Camera dei Deputati, lo scorso 3 Aprile 2014, alla Legge contenente “Disposizioni su Città metropolitane, Province e Unioni dei Comuni” (cosiddetto ddl Delrio).
Dal 1º gennaio 2015 l’assetto istituzionale degli enti locali italiani sarà completamente rinnovato, con Città metropolitane guidate dai sindaci dei territori, con enti snelli per l’area vasta provinciale ma senza personale politico appositamente eletto e retribuito, incremento di unioni e fusioni dei Comuni e piani di ristrutturazione e dismissione degli enti e delle aziende non funzionali.
Rimarranno, quindi, soltanto due livelli amministrativi a elezione diretta: Regioni e Comuni.
Non si andrà al voto per le Province già dal prossimo 25 maggio 2014.
Le città metropolitane sono 10: saranno immediatamente operative quelle di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, più Roma Capitale con disciplina speciale.
Reggio Calabria diventerà città metropolitana alla scadenza degli organi provinciali 2016.
Lo schema di disegno di legge era stato presentato il 26 luglio 2013 dal Governo Letta: dopo la prima approvazione alla Camera il 21 dicembre 2014 ed il parere favorevole del Senato il 26 marzo 2014, il via libera definitivo da parte dei Deputati è avvenuto il 3 Aprile 2014.
Link:
Dossier sulla legge Delrio - Sito del Ministro per gli Affari Regionali
Presentazione della legge pubblicata sul sito del Governo:
mercoledì 4 dicembre 2013
Riordino Province, Comuni e Città metropolitane: scarica il report sintetico aggiornato al 4 Dicembre 2013!
Riordino di Province, Unioni di Comuni e Città metropolitane: all'esame della Camera il progetto di legge Delrio
E' all'esame della Camera, a partire dal 2 Dicembre 2013, il disegno di legge A.C. 1542-A che dispone un'ampia riforma in materia di enti locali, prevedendo l'istituzione delle Città metropolitane, la ridefinizione del sistema delle Province ed una nuova disciplina in materia di Unioni e fusioni di Comuni.
Il testo originario del Governo, adottato come testo base, è stato ampiamente riscritto nel corso dell’esame in sede referente.
[[[ La sintesi riportata di seguito è tratta dal dossier, aggiornato al 2 Dicembre 2013, che la Camera dei Deputati dedica all'esame del ddl di riordino degli enti locali ]]]
Città metropolitane
Il disegno di legge individua 9 città metropolitane: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, cui si aggiunge la città metropolitana di Roma capitale.
Il territorio della città metropolitana coincide con quello della provincia omonima. Sono peraltro previsti due distinti procedimenti per l’adesione o l’uscita di comuni dalla città metropolitana: uno, ordinario, per il passaggio di singoli comuni da una provincia limitrofa alla città metropolitana (o viceversa), ed un altro, speciale e temporalmente delimitato, per l’uscita di un gruppo qualificato di comuni (ossia un terzo dei comuni compresi nel territorio della città metropolitana ovvero un numero di comuni che rappresentino un terzo della popolazione della provincia, comunque tra loro confinanti) dalla città metropolitana ed il mantenimento della provincia esistente. Entrambi i procedimenti si concludono con l’approvazione di una legge statale, ai sensi dell’articolo 133, primo comma, della Costituzione.
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